CASPIO
 
Caspio: oggi summit tra presidenti cinque paesi rivieraschi per siglare Convenzione su status legale
 
 
Astana, 12 ago 2018 09:02 - (Agenzia Nova) - I capi dello Stato dei cinque paesi che si affacciano sul Mar Caspio - Azerbaigian, Iran, Kazakhstan, Russia e Turkmenistan - si riuniscono oggi nella località kazakha di Aktau per un summit finalizzato a siglare dopo anni una Convenzione per regolamentare lo status legale dell'area. Prendono parte al summit di Aktau il presidente russo, Vladimir Putin e gli omologhi degli altri quattro paesi rivieraschi: l'iraniano Hassan Rouhani, il kazakho Nursultan Nazarbayev, l'azero Ilham Alyiev e il turkmeno Gurbanguly Berdimuhamedow. Il presidente del paese ospitante Nazarbayev ha definito quella odierna come "una giornata storica" in quanto sarà siglata una Convenzione importante per rafforzare la cooperazione nell'area del Mar Caspio. Il summit di oggi tra i capi dello Stato segue la riunione preparatoria avuta ieri sempre ad Aktau tra i ministri degli Esteri dei cinque paesi, al termine della quale è stato confermato il raggiungimento di un'intesa per siglare la Convenzione sullo status legale del Mar Caspio e per rafforzare la cooperazione nella regione.

Secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri di Mosca al termine della riunione, i cinque ministri degli Esteri dei paesi rivieraschi che si affacciano sul Mar Caspio hanno elogiato ieri il livello di cooperazione e d'intesa raggiunto sullo status legale nell'area e si sono impegnati a continuare questa partnership. Secondo quanto riferisce la nota di Mosca, i ministri degli Esteri dei cinque paesi "hanno concordato sulle modalità di ulteriore lavoro sulle questione relative all'agenda per il Caspio dopo la prossima firma da parte dei presidenti dei paesi rivieraschi della Convenzione sullo status legale del Mar Caspio".

Come affermato in precedenza dal ministro degli Esteri kazakho, Kairat Abdrakhmanov, Azerbaigian, Iran, Kazakhstan, Russia e Turkmenistan intendono creare un gruppo di lavoro per gestire la fase attuativa della convenzione sullo status legale dell'area che sarà siglata nel summit di domani ad Aktau. "E' stata proposta la creazione di un gruppo di lavoro di alto livello sotto l'egida dei ministri degli Esteri (dei paesi del Caspio) dopo la firma della convenzione e di affidare a questo ente nel prossimo futuro la redazione di un accordo sullo sviluppo delle linee guida", ha dichiarato il ministro kazakho. A suo modo di vedere, la firma della convenzione che regolamenta lo status legale del Mar Caspio sarà un importante stimolo per attrarre gli investimenti nella regione.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha spiegato all'agenzia di stampa "Sputnik" che il presidente russo Putin non ha in programma degli incontri particolari nel corso del summit sullo status legale del Mar Caspio di oggi ad Aktau, ma avrà colloqui con tutti i capi di Stato degli altri quattro paesi rivieraschi. "Non sono previsti incontri particolari, ma tutti e cinque i leader saranno nello stesso luogo allo stesso tempo; certamente parleranno", ha dichiarato Lavrov rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla possibilità di un incontro tra Putin e il presidente iraniano Hassan Rouhani oggi ad Aktau.

La questione della definizione del carattere giuridico del Mar Caspio – il più grande lago del mondo - è sorta dopo il crollo dell'Unione Sovietica, quando la nascita di nuovi Stati indipendenti ha reso necessario stabilire i confini tra l'Azerbaigian, Iran, Kazakhstan, Russia e Turkmenistan. Gli Stati hanno discusso lo stato giuridico del Mar Caspio per oltre 20 anni. La principale difficoltà nel determinare lo stato del Mar Caspio è legata al suo riconoscimento giuridico come lago o mare. Nel 1996, ad Ashgabat, venne organizzata una riunione dei ministri degli Esteri degli stati del Caspio, in cui si decise di formare un gruppo di lavoro speciale su questo tema. Il Turkmenistan ha anche ospitato il primo summit degli Stati del Caspio nel 2002. I risultati di questa riunione hanno costituito la base di importanti decisioni prese ai vertici di Teheran, Baku e Astrakhan, tenutisi rispettivamente nel 2007, 2010 e 2014.

La Russia e il Kazakhstan hanno firmato un accordo sulla delimitazione dell’area settentrionale del Mar Caspio per esercitare i diritti sovrani per lo sfruttamento del sottosuolo nel luglio 1998. I due paesi hanno firmato un protocollo dell’accordo nel maggio 2002. Il Kazakhstan e l'Azerbaigian hanno firmato un accordo sulla delimitazione del Mar Caspio e un protocollo a quest’ultimo rispettivamente il 29 novembre 2001 e il 27 febbraio 2003. Kazakhstan, Azerbaigian e Russia hanno firmato un’ulteriore intesa sulla delimitazione delle sezioni adiacenti del Mar Caspio il 14 maggio 2003. Infine, tutti i paesi rivieraschi – Azerbaigian, Kazakistan, Russia, Turkmenistan e Iran – hanno firmato la convenzione quadro per la protezione dell'ambiente marino del Mar Caspio nel novembre del 2003.

La questione riguarda la definizione giuridica di lago internazionale o di mare chiuso. Se il Caspio fosse dichiarato mare (chiuso, ma pur sempre mare) allora si applicherebbe il trattato di Montego Bay del 1982: gli Stati rivieraschi governano entro le 12 miglia nautiche, ma oltre questo limite possono sfruttare una zona economica esclusiva che può estendersi fino a 200 miglia dalla linea di base. La connotazione giuridica di "mare" implicherebbe l'applicazione del principio della cosiddetta "linea mediana", secondo cui la frontiera viene determinata da tutti i punti equidistanti dalle coste 12 miglia nautiche. In questo modo la suddivisione in settori del Mar Caspio comporterebbe un'area pari al 30 per cento del totale per il Kazakhstan; del 20,6 per cento per l'Azerbaigian; del 19,2 per cento per il Turkmenistan; del 15,6 per cento per la Russia, e del 14,6 per cento per l'Iran.

Nel caso in cui, invece, il Caspio dovesse essere riconosciuto come lago, gli stati litoranei potrebbero esercitare la loro competenza territoriale esclusiva solo entro le 12 miglia, mentre al di là di queste lo sfruttamento diverrebbe comune e necessiterebbe di un'autorità internazionale chiamata a coordinare l'estrazione e la divisione delle ricchezze presenti nei fondali. Sin dalla sua indipendenza l'Azerbaigian ha avviato solide relazioni commerciali con le principali compagnie energetiche occidentali, mentre il Turkmenistan, con il progetto del gasdotto transcaspico che aggirerebbe il territorio russo, può contare su un discreto sostegno internazionale.

Resta il Kazakhstan che, pur legato da una solida alleanza con Mosca, è interessato a entrare nella partita delle rotte energetiche alternative, per offrire le proprie forniture all'Europa. Il metanodotto trans-caspico ridurrebbe l'influenza della Russia nella politica energetica dell'Ue e ne ridimensionerebbe il ruolo di leader regionale. Il Caspio, d'altronde, è per Mosca un'area cuscinetto d'importanza strategica dal punto di vista militare e della lotta al terrorismo internazionale, oltre che una notevole risorsa energetica ed economica. (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..