LIBIA
 
Libia: milizie anti-Haftar avanzano nella Mezzaluna petrolifera
 
 
Tripoli, 06 mar 2017 17:40 - (Agenzia Nova) - Le Brigate di difesa di Bengasi hanno assunto il controllo di due terminal di greggio e di un aeroporto nella strategica area della Mezzaluna petrolifera, lungo le coste del Golfo della Sirte, in Libia, dove la situazione è sempre più esplosiva. “Le nostre forze hanno preso il controllo dei porti di Ras Lanuf e Sidra e delle zone di Ben Jawad, Bishar e al Aqila”, ha dichiarato oggi un funzionario militare delle Brigate di difesa di Bengasi, Muhammad Naqla, attraverso un comunicato. Gli uomini delle Brigate di difesa di Bengasi (milizia che unisce combattenti di movimenti islamisti e gruppi anti-Gheddafi, tra cui Ansar al Sharia e il Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi), con un convoglio di circa 50 veicoli, stanno avanzando verso la città di Brega, circa 50 chilometri ad ovest di Agedabia. Da parte sua il portavoce dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) guidato dal generale Khalifa Haftar, colonnello Ahmed al Mismari, ha dichiarato in una conferenza stampa che le forze di difesa di Bengasi “sono giunte all’aeroporto principale di Ras Lanuf”. Al Mismari ha spiegato che le forze che hanno attaccato i terminal erano dotati di "armamenti moderni e radar di disturbo delle forze aeree".

Le autorità libiche riconosciute dalla comunità internazionale, da parte loro, negano ogni coinvolgimento. Il portavoce del ministero della Difesa del governo di accordo nazionale con sede a Tripoli, Mohammed al Ghasri, ha annunciato “la formazione di una forza neutrale per fare da guardia agli impianti petroliferi in Libia”. Parlando all’emittente televisiva satellitare “Al Raid”, l’ufficiale ha affermato che “ci sono informazioni riguardanti la formazione di una forza neutrale di guardie petrolifere". Si tratterà di "una forza libica e non straniera come quelle formate dai ciadiani o dai ribelli sudanesi”, ha precisato Al Ghasri. Questa nuova forza, stando al portavoce, farà capo al Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, e prenderà in consegna la zona della Mezzaluna petrolifera.

Il numero delle diverse fazioni attive sul campo, tuttavia, rende la situazione assai complessa e molto fluida. Oltre alle Brigate di difesa di Bengasi, sono coinvolte anche le vecchie Guardie delle strutture petrolifere (Pfg) guidate da Ibrahim Jadhran, controverso personaggio che in passato ha collaborato con Haftar, salvo poi allearsi con il premier designato di Tripoli, Fayez al Sarraj. Già a dicembre 2016 una coalizione formata da islamisti, ex rivoluzionari e guardie petrolifere aveva tentato senza successo di strappare l'area della Mezzaluna petrolifera alle forze di Haftar. Queste ultime avevano occupato i terminal di greggio lo scorso 11 settembre 2016, sottraendo il controllo di Sidra, Ras Lanuf, Brega e Zueitina proprio alle Pfg di Jadhran, che controllavano la zona a nome del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite. Le milizie petrolifere si erano quindi ritirate nell'area di al Jufra, a sud di Sirte, dove avevano trovato rifugio insieme alle Brigate di difesa di Bengasi, estromesse dal capoluogo della Cirenaica proprio dall'Lna di Haftar. La base aerea di al Jufra era teoricamente sotto il controllo delle milizie di al Bunian al Marsus, legate alla "città-stato" di Misurata, forse il più potente alleato di Tripoli all'interno della Libia.

Anche i miliziani del Consiglio dei mujaheddin di Derna stanno combattendo nella Mezzaluna petrolifera al fianco delle Brigate di difesa di Bengasi e hanno respinto ieri un’offensiva delle forze di Haftar nella località di Ras Lanuf. Il Consiglio della Shura dei mujaheddin di Derna è un gruppo islamista nato nel marzo 2014. Il primo convoglio armato dell’organizzazione ha fatto il suo ingresso a Derna il 4 aprile 2014 sventolando la bandiera di al Qaeda. In seguito si sono ribellati allo Stato islamico, alleandosi con il governo di salvezza nazionale di Tripoli, l’entità filo-islamista che ha cessato di esistere dopo l’ingesso nella capitale libica di Fayez al Sarraj, l’architetto di professione scelto dall’Onu come “tecnocrate” per traghettare il paese verso un governo di unità nazionale. Attualmente, anche a Derna (300 chilometri a est di Bengasi) sono in corso scontri tra i "mujaheddin" e le forze dell'operazione militare “Omar al Mokhtar” che fa capo sempre al generale Haftar.

Secondo l’emittente televisiva “al Jazeera”, diversi soldati di Haftar, uomo forte della fazione libica che fa capo a Tobruk ostile al governo di accordo nazionale di Tripoli, sono stati uccisi e feriti per gli scontri nella Mezzaluna petrolifera di ieri, 5 marzo, mentre sono più di 50 i miliziani delle Brigate di difesa di Bengasi rimasti feriti nei combattimenti per respingere le forze dell'Lna nella zona di al Aqila, ad est di Ras Lanuf. Al termine dei combattimenti diversi uomini di Haftar sarebbero stati fatti prigionieri, mentre le loro forze costrette a ripiegare nei dintorni di Brega. Le brigate hanno inoltre chiesto ufficialmente al ministero della Difesa del governo di accordo nazionale di Tripoli di incaricarsi di proteggere i siti petroliferi. Un'infografica diffusa dalle milizie islamiste sui social network riferisce che 17 soldati di Haftar si sarebbero arresi, 22 sarebbero stati feriti e altri 15 sarebbero stati uccisi nei combattimenti di ieri.

Nel frattempo il portavoce dell'Lna, colonnello Al Mismari, ha chiesto ai civili che vivono nella zona che va da Ras Lanuf fino a Sirte, lungo la costa della Libia centrale, di limitare i propri spostamenti a partire da questa mattina. Con un messaggio diffuso su Facebook il portavoce delle forze comandante da Haftar ha lanciato un appello “a tutti i cittadini ai quali chiedo di limitare i movimenti dalla zona di Rar Lanuf fino a Sirte a causa di un forte afflusso di uomini e mezzi militari via terra e area contro le bande terroriste presenti nella zona della Mezzaluna petrolifera”, riferendosi alle Brigate di Difesa di Bengasi, formazione islamista che si è ritirata alcuni mesi fa dal capoluogo della Cirenaica, che la scorsa settimana hanno conquistato alcuni terminal di petrolio controllati dallo scorso settembre dalle forze di Haftar.

Lo stesso Al Mismari aveva lanciato nel fine settimana dure accuse contro il Consiglio di presidenza di Tripoli, sostenuto dalle Nazioni Unite, e l’Alto consiglio di Stato libico, dopo che lo scorso 3 marzo le Brigate di Difesa di Bengasi hanno strappato al controllo dell’Lna alcune aree strategiche della mezzaluna petrolifera, tra cui il terminal di Ras Lanuf. In una conferenza stampa, Al Mismari aveva ritenuto le due istituzioni responsabili di aver tenuto riunioni segrete con i leader delle milizie vicine ad al Qaeda e i Fratelli musulmani per preparare l’attacco contro l’area della Mezzaluna. Il portavoce dell’Lna aveva dichiarato che gli incontri si sarebbero tenuti nelle città di Tripoli e Misurata alla presenza del presidente dell’Alto consiglio di Stato libico, Abdel Rahman al Sahwili, di alcuni membri del Consiglio di presidenza sostenuto dall’Onu e dei leader delle milizie filo al Qaeda e Fratelli musulmani. (Lit)
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