LIBIA
 
Libia: sindaci del Fezzan a Tripoli per discutere dell’accordo con l’Italia sull'immigrazione
 
 
Tripoli, 07 mar 2017 12:32 - (Agenzia Nova) - Il membro del Consiglio di presidenza del governo di accordo nazionale libico di Tripoli, Abdel Salam Kajman, ha incontrato ieri i sindaci delle città del sud della Libia a Tripoli. Secondo quanto ha spiegato un funzionario del governo di Tripoli, Mohammed Salem, ad “Agenzia Nova”, nel corso della riunione Kajman ha spiegato i punti dell’accordo sottoscritto tra Italia e Libia sul contrasto all’immigrazione illegale. Nel corso della riunione con i sindaci del Fezzan si è discusso anche degli accordi precedenti tra la Libia e l’Unione Europea sempre riguardanti il contrasto al traffico di esseri umani. I sindaci hanno chiesto di realizzare una serie di progetti di sviluppo per il Fezzan in modo da risolvere i problemi della popolazione locale, uno dei quali è proprio quello dell’immigrazione illegale. Nei giorni scorsi i sindaci del Fezzan avevano espresso preoccupazione per l’accordo firmato il 2 febbraio scorso dal premier libico, Fayez al Sarraj, con quello italiano, Paolo Gentiloni, sul contrasto all’immigrazione illegale, temendo in particolare che il problema dei migranti e richiedenti asilo si sarebbe spostato dall’Europa alla Libia.

L'Europa dovrebbe "ascoltare" la voce dei sindaci del sud della Libia che chiedono aiuto nella lotta contro i trafficanti di uomini. A dirlo è stato la scorsa settimana il ministro dell'Interno, Marco Minniti, durante il convegno "A 20 anni dalla prima legge quadro sull'immigrazione (40/98). L'attualità di una riforma per governare l'immigrazione" presso l'aula Koch del Senato. "Alcuni giorni fa sono venuti dieci sindaci del sud della Libia", aveva rivelato Minniti. "Ci hanno chiesto una mano a liberarci dai trafficanti di uomini. Io penso che l'Italia debba ascoltarli. Penso che sia giusto che li ascolti anche l'Unione europea", aveva spiegato il titolare del dicastero. Minniti aveva detto che la stessa Ue ha compreso che la strada indicata dall'accordo di cooperazione tra Italia e Libia "è la strada giusta", concludendo che è necessario "investirci".

Un totale di 19.384 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare nel 2017 fino al 5 marzo scorso, mentre 521 hanno perso la vita nel Mediterraneo. E’ quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati oggi dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Oltre 15.000 migranti e rifugiati sono giunti in Italia, altri 2.600 in Grecia e altri 1.000 in Spagna. Ciò a fronte di 138.524 arrivi durante le prime otto settimane del 2016, il 90 per cento dei quali era arrivato in Grecia. I numeri mostrano un significativo aumento degli arrivi in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 15.760 rispetto a 9.101. Il traffico verso la Grecia si è invece quasi fermato dopo l’accordo del marzo scorso tra paesi europei e Turchia. L’Oim riporta quindi 521 morti in mare sulle varie rotte mediterranee, a fronte di 471 decessi dell'anno scorso, queste ultime quasi tutte (347) lungo la rotta orientale. Sul percorso del Mediterraneo centrale tra la Libia e l'Italia ci sono stati invece 477 decessi fino al 5 marzo, più del quadruplo rispetto alle 97 morti dello stesso periodo dello scorso anno.

Lo scorso 2 febbraio il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha firmato a Roma un memorandum d'intesa con il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, sulla gestione dei flussi migratori dal paese nordafricano. L'accordo riguarda il controllo delle coste, la lotta contro i trafficanti di uomini, il controllo della frontiera meridionale e le politiche di rimpatrio nei paesi d'origine. Lo scorso lunedì 13 febbraio Tripoli ha ospitato la prima riunione del gruppo di lavoro italo-libico sul problema dell’immigrazione illegale verso l’Italia. Alla riunione hanno preso parte il colonnello Tareq Shanbur, a capo della direzione generale della Guardia costiera libica (che fa parte del ministero dell’Interno) e i rappresentanti di diversi settori della sicurezza che si occupano del problema dell’immigrazione clandestina, insieme all’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, e ad altri funzionari italiani e libici.

L'accordo stretto tra Italia e Libia sui flussi migratori non può fare “miracoli in poche settimane”, ma rappresenta comunque un passo avanti “incoraggiante”. Lo ha detto la scorsa settimana il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante una conferenza stampa a Roma con il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. “E' importante che la commissione mista italo-libica abbia preso il via e stia cominciando a lavorare. Investiremo su questo anche nei prossimi giorni, rafforzando le capacità della Guardia costiera libica. Nessuno si aspetti miracoli e risultati nel giro di poche settimane, sarebbe un'illusione. Siamo confortati dal fatto che si fanno dei passi in avanti e che l'Ue, anche grazie al ruolo di Malta, ci appoggia e ci sostiene e lo farà anche nel prossimo vertice di Bruxelles che Joseph presiederà insieme a Donald Tusk (presidente del Consiglio europeo)”, aveva detto Gentiloni. (Res)
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