EX ILVA
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Ex Ilva: ministro Boccia al "Corriere della Sera", lo Stato è pronto a fare la sua parte se Arcelor non licenzia
 
 
Roma , 06 dic 2019 08:20 - (Agenzia Nova) - Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, spiega in una intervista al "Corriere della Sera" che con ArcelorMittal non è finita qui, ci sono ancora margini per negoziare. "I margini ci sono sempre. Ma è evidente che non si può considerare negoziato un incontro in cui un colosso dell'acciaio, che fa utili in tutto il mondo, mette sul tavolo 4.700 esuberi, praticamente la stessa cifra che aveva fatto deflagrare la questione". Non c'è un numero di esuberi 'accettabile'. "No, non c'è. La questione degli esuberi deve sparire dal tavolo del negoziato". Sarà difficile mettersi d'accordo ma "non è detto. Se ArcelorMittal si impegna a mantenere gli organici, come previsto dal contratto che ha firmato poco più di un anno fa, lo Stato è pronto a fare la sua parte per garantire la riconversione green di Taranto". "Lo Stato - continua - potrebbe farsi carico di contribuire al sostegno di un piano industriale in grado di mettere insieme bonifiche e riconversione green degli impianti, con la decarbonizzazione che consentirebbe di abbattere le emissioni". Ma si tratta di un processo molto lungo. "Sì, parliamo di qualche anno. Ma durante la fase di riconversione, quando la produzione sarà più bassa, lo Stato farebbe la sua parte garantendo la cassa integrazione agli operai che dovessero essere considerati in esubero. Ma solo con l'impegno che nel medio periodo, quando la produzione tornerà a salire, vengano tutti riassorbiti, gli 8 mila di Taranto e gli altri 2.700 degli altri impianti". (segue) (Rin)
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