ENERGIA
 
Energia: presidente saudita Aramco conferma ruolo cruciale petrolio e gas nei prossimi decenni
 
 
Davos, 19 gen 2017 12:12 - (Agenzia Nova) - Il petrolio e il gas continueranno a svolgere un ruolo significativo nel futuro mix energetico per i prossimi decenni nel passaggio di transizione globale verso un futuro energetico sostenibile. Lo ha dichiarato il presidente e amministratore delegato della compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco, Amin Nasser, intervenendo ieri nel quadro del Forum economico mondiale (World economic forum) in corso a Davos, in Svizzera. Parlando alla tavola rotonda dal titolo “Aggiornamento strategico: il futuro dell’energia”, Nasse ha sottolineato che l’industria globale di settore sta attraversando una transizione di lungo termine dovuta alle preoccupazioni sui cambiamenti climatici, progressi tecnologici e politiche dei governi.

L’amministratore delegato di Aramco ha delineato diversi scenari per il mercato globale dell’energia, giungendo alla conclusione che le rinnovabili non saranno in grado di sostituire il petrolio e il gas nel mix energetico in un futuro prossimo. "Concordo sul fatto che vi sia in corso una trasformazione globale, con il settore petrolifero e del gas che sta subendo forti pressioni, anche a causa dei cambiamenti climatici, avanzamenti tecnologici e politiche governative”, ha dichiarato Nasser. L’Ad di Aramco ha individuato due ambiti dove le risorse sono in competizione per le quote di mercato: la produzione di energia elettrica e veicoli per il trasporto leggero. Secondo Nasser, l’impatto sulla domanda di petrolio sarà moderato, ma l’industria avrà bisogno di almeno 25 miliardi di dollari di investimenti nel prossimo quarto di secolo per soddisfare la domanda globale in crescita. L’Ad di Aramco ha sottolineato che per poter aumentare la capacità del settore è necessario il raggiungimento di “una situazione di certezza del mercato”.

"Per costruire tale capacità è necessaria certezza”, ha dichiarato Nasser, secondo cui al momento si sta creando incertezza continuando a discutere sul possibile impatto delle fonti rinnovabili sul settore. "Credo gli idrocarburi saranno ancora con noi per decenni. Ci sarà un ampliamento necessario nel settore, e ci sarà bisogno di molto capitale per soddisfare le previsioni di domanda per il 2040 e il 2060”, ha sottolineato l’Ad di Aramco. Per tanto “la questione delle rinnovabili e il loro impatto sugli idrocarburi non devono impedirci di ottenere il giusto capitale”, perché “in caso contrario vi saranno picchi di prezzi con le inevitabili conseguenze sull’economia globale”.

Per confermare il moderato impatto sul mercato della concorrenza delle energie alternative nei settori in cui è più forte la competizione: “Ci sono oggi 1,2 milio di veicoli elettrici in tutto il mondo a fronte di un totale di 1,2 miliardi di veicoli. Guardando le previsioni per il 2040 il numero di auto elettriche salirà a 150 milioni di veicoli, ma il totale delle auto salirà a 2 miliardi. In sostanza la quota di mercato è di circa l’8 per cento nel settore dei veicoli leggeri, considerando che il petrolio non è solo focalizzato sul comparto dei veicoli leggeri, ma anche sui mezzi pesanti come camion, aerei e navi che rappresentano circa il 30 per cento del consumo petrolifero”.

Nasser ha inoltre osservato che circa il 15 per cento del settore petrolifero riguarda la produzione di prodotti chimici, lubrificanti e bitumi. “Le fonti rinnovabili potranno acquisire una quota di mercato nel lungo periodo, ma non sarà quella dominante, ci vorranno molti decenni per poter sostituire le risorse petrolifere”. L’Ad di Aramco ha ricordato che l’Arabia Saudita, ha un vantaggio decisamente competitivo per quanto riguarda gli idrocarburi e l’energia solare. “Stiamo costruendo la nostra capacità nel settore petrolchimico e negli oli lubrificanti. Come azienda abbiamo anche una posizione di forza anche nel solare”, ha dichiarato Nasser. Il responsabile della più impiortante compagnia petrolifera mondiale ha ricordato in merito l’annuncio fatto alcuni giorni fa dal ministro dell’Energia saudita Khalid al Falih il quale ha rivelato un piano da 50 miliardi di dollari per il settore delle rinnovabili in Arabia Saudita. “Come Saudi Aramco prenderemo una posizione forte sulle rinnovabili”, ha dichiarato Nasser.

Nei giorni scorsi il ministro al Falih ha annunciato nelle prossime settimane il lancio di un programma di sviluppo delle energie rinnovabili con investimenti tra i 30 e 50 miliardi di dollari fino al 2023. Nel suo intervento pronunciato in occasione dell’apertura della Settimana della sostenibilità di Abu Dhabi (Adsw), il ministro ha dichiarato che lancerà già a partire dalle prossime settimane una prima gara per valutare i progetti che verranno inseriti nel programma il cui obiettivo è produrre entro il 2023 fino a 10 gigawatt di potenza da energie rinnovabili. Al Falih ha inoltre rivelato che in aggiunta a tale piano, Riad avvierà le prime fasi per lo studio di fattibilità e progettazione per i suoi primi due reattori nucleari che produrranno nel complesso fino a 2,8 gigawatt di potenza. "Ci saranno importanti investimenti in energia nucleare", ha detto il ministro saudita.

In base al programma di riforme “Vision 2030”, presentato nel 2016 dal vice principe ereditario Mohammed bin Salman, l’Arabia Saudita mira a ridurre la sua dipendenza dal petrolio per sopperire la domanda energetica interna e aumentare la quota di esportazioni petrolifere. Lo scorso 20 ottobre 2016 in un’intervista rilascia all’agenzia specializzata statunitense “Bloomberg” il ministro dell’Energia saudita, Khalid al Falih, aveva dichiarato che l’Arabia Saudita avrebbe presto scelto un sito per la realizzazione della sua prima centrale nucleare. “Sceglieremo il luogo molto presto. Speriamo di poter annunciare entro i prossimi 12 mesi piani concreti in merito a questo argomento”. Il ministro aveva inoltre anticipato l’intenzione del paese di sviluppare l’energia eolica e solare che avranno “un ruolo molto significativo” nel mix energetico del paese.

A partire dalla metà del 2014, l’Arabia Saudita, al pari di altri paesi produttori, è stata fortemente colpita dal calo dei prezzi del petrolio dovuti alla situazione di iperofferta del mercato energetico. Lo scorso 30 novembre 2016 a Vienna i paesi Opec hanno deciso di limitare la produzione petrolifera nella prima metà del 2017 a 32,5 milioni di barili al giorno, con una riduzione di 1,2 milioni di barili rispetto all’output di ottobre 2016. L’accordo prevede la possibilità di estendere tale limite anche per il secondo semestre del 2017. In un successivo incontro il 10 dicembre, sempre a Vienna, undici paesi non Opec si sono impegnati a tagliare la produzione di 562 mila barili al giorno. I paesi che hanno aderito all’accordo sono: Azerbaigian, Bahrein, Brunei, Guinea Equatoriale, Kazakhstan, Malesia, Messico, Oman, Russia, Sudan e Sud Sudan. Nel suo ultimo rapporto mensile, l’Opec ha stimato per il 2017 una domanda media di 32,1 milioni di barili al giorno, maggiore di quella del 2016, ma ancora inferiore all'obiettivo di 32,5 milioni. (Res)
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