ALITALIA
 
Alitalia: più di un miliardo di prestiti dallo Stato, ma più di 6 miliardi di apporto al Pil
 
 
Roma, 07 dic 2019 15:30 - (Agenzia Nova) - Con l’ultimo prestito ponte di 400 milioni, che si è aggiunto a quello di 900 milioni concesso nel 2017, Alitalia è già costata alle casse dello Stato 1 miliardo e 300 milioni di euro soltanto negli ultimi due anni. E questo, insieme al dissolvimento della cordata guidata da Fs con Atlantia e Delta Airlines, che avrebbe dovuto rilevare la compagnia, moltiplica le polemiche che accompagnano tutta l’operazione salvataggio che, da ieri ha un nuovo protagonista: il commissario unico, Giuseppe Leogrande. Ma se il conto delle spese è scritto nero su bianco nei decreti di concessione dei prestiti, ci sono altri numeri di cui si parla poco anche se rappresentano l’altra faccia del caso Alitalia. Uno su tutti: 6 miliardi e 663.782.250 di euro. E' quanto hanno contribuito al Pil quei 5 milioni di turisti stranieri che la compagnia aerea ha portato in Italia nel 2018 (ultimo anno di cui si hanno i dati). Una cifra di tutto rispetto: più di cinque volte quello che è stato speso.

Bisogna dire subito che il calcolo è approssimato. Ma, probabilmente, per difetto. Le cifre ufficiali pubblicate nell’annuale studio di Bankitalia “Turismo, numeri e potenziali di sviluppo” dicono che gli oltre 40 milioni di stranieri che hanno visitato l’Italia nel 2018 hanno speso oltre 27 miliardi di euro, una cifra in crescita del 5,7 per cento rispetto al 2017. Dividendo la spesa complessiva per il numero degli stranieri arrivati in Italia, si ottiene una spesa media pro capite di 675 euro, divisi tra pernottamenti (la media per turista è di 3,5 notti di permanenza), ristoranti, spostamenti, acquisti in genere. Nel 2018 Alitalia ha movimentato sulle sue rotte internazionali 9.872.270 passeggeri: anche se di questi soltanto 5 milioni fossero stati stranieri (e gli altri italiani), ecco che il contributo al Pil della compagnia aerea commissariata si può calcolare in più di sei miliardi e mezzo di euro.

Non solo. Lo studio di Bankitalia nota come i valori medi nascondano, in realtà, considerevoli differenze. Per esempio: la permanenza degli stranieri che vengono in Italia è di 3,5 notti in generale, ma sale a 6,3 notti per chi arriva in aereo e si avvicina anche a 10 notti per i viaggiatori che partono da paesi extra Ue. La composizione dei flussi turistici è molto complessa da analizzare: è semplice da calcolare quando il turista si sposta in aereo, in treno, in nave e in autobus (quindi con emissione di biglietti che tracciano i numeri delle persone che si spostano), ma sfugge a qualsiasi conteggio quando i viaggi avvengono in auto perché dai paesi dell’Unione europea, grazie all’accordo di libera circolazione, si possono attraversare le frontiere senza controlli. Per questo l’Enit (l’Ente nazionale per il turismo italiano) preferisce calcolare non tanto il numero dei turisti quanto quello delle "presenze", cioè dei giorni trascorsi dal turista nelle strutture ricettive (alberghi, B&B, campeggi).

Se si sceglie questo metodo di calcolo, il 2018 è stato un anno che ha registrato un record storico di presenze negli esercizi ricettivi italiani: 428,8 milioni. Il 2,0 per cento in più rispetto al 2017. E di queste presenze, 213 milioni sono rappresentate dagli stranieri che, secondo i dati dell’Enac (l’Ente nazionale per l’Aviazione civile) per arrivare in Italia hanno utilizzato l’aereo circa per il 50 per cento. Come dire che, in termini di presenze – e quindi di spesa e di effetti positivi sul Pil – i circa 5 milioni di stranieri portati nel paese da Alitalia “pesano” di più dei 675 euro pro capite calcolati con il sistema statistico puro dividendo i 27 miliardi di spesa totale per il numero dei turisti. L’andamento della spesa giornaliera, inoltre, è a sua volta differenziato perché dipende dalla tipologia di viaggiatori e un turista che arriva in aereo dagli Usa “pesa” di sicuro più di un turista che arriva in auto dalla Francia perché, a sua volta, noleggerà un'automobile o si servirà di altri mezzi di trasporto a pagamento.

Ci sono, infine, altri numeri da prendere in considerazione per valutare l’apporto della compagnia aerea ai conti pubblici. Se Alitalia con i suoi 9.872.270 passeggeri sulle rotte internazionali da e per l’Italia è soltanto terza dopo Ryanair (con 26.755.273 passeggeri) e Easyjet (con 15.236.739 passeggeri), nelle rotte nazionali è ampiamente prima con 12.160.138 passeggeri davanti a Ryanair (11.127.360) e Easyjet (3.247.696). Anche una quota di questi passeggeri, però, è composta da non italiani e quindi contribuisce alla spesa totale dei turisti stranieri in Italia. Anche per questo i 6.663.782.250 euro di apporto al Pil appaiono una cifra calcolata per difetto. (Rin)
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