SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: India, Kashmir, oltre 5.000 persone sono state poste in custodia preventiva dal 4 agosto
 
 
Nuova Delhi, 05 dic 2019 16:15 - (Agenzia Nova) - Dal 4 agosto nella Valle del Kashmir sono state poste in custodia preventiva 5.161 persone, delle quali 609 sono attualmente detenute, tra cui 218 lanciatori di pietre. Lo ha reso noto il sottosegretario all’Interno dell’India Gangapuram Kishan Reddy nella risposta scritta a un’interrogazione del Consiglio degli Stati, la camera alta del parlamento. Le 5.161 persone, si legge nella risposta, sono state arrestate “per prevenire la commissione di reati riguardanti la violazione della pace e attività pregiudiziali alla sicurezza dello Stato e al mantenimento dell’ordine pubblico”. Tra gli arrestati sono elencati “leader/lavoratori politici, lanciatori di pietre, Ogw, separatisti”; con Owg (overground worker) si intendono gli informatori e i collaboratori dei militanti. Reddy ha aggiunto che le indagini hanno rivelato che dietro diversi episodi di lanci di pietre ci sono organizzazioni e attivisti legati alla coalizione separatista All Parties Hurriyat Conference (Aphc) o Hurriyat e che l’Agenzia investigativa nazionale (Nia) ha denunciato 18 persone per finanziamento del terrorismo. Il rappresentante del ministero dell’Interno ha concluso che “alcune misure precauzionali prese inizialmente sono già state sostanzialmente allentate” e che “tutti i servizi essenziali funzionano normalmente”. Gli arresti sono stati effettuati nel contesto della revoca dell’autonomia dell’ex Stato di Jammu e Kashmir sulla base del Jammu and Kashmir Public Safety Act (Psa), la legge del 1978 sulla pubblica sicurezza che consente alle autorità di detenere persone senza processo e senza incriminazione per un periodo fino a due anni per prevenire atti illeciti. Tra gli arrestati figurano non solo esponenti separatisti, ma anche autonomisti, compresi tre ex capi del governo statale: Farooq Abdullah, 83 anni, presidente della Conferenza nazionale del Jammu e Kashmir (Jknc), e il figlio Omar, 49 anni, anche lui della Conferenza nazionale, e Mehbooba Mufti, 60 anni, presidente del Partito democratico popolare (Pdp). Oltre agli arresti, sono state imposte altre stringenti misure di sicurezza, tra le quali il blocco delle telecomunicazioni, la chiusura di scuole e mercati, l’interruzione dei servizi di trasporto pubblico. L’accesso a internet è ancora bloccato nella Valle. (Inn)
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