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Ue: presidente Ppe Tusk a "La Stampa", no al dialogo con le forze sovraniste (3)
 
 
Roma , 06 dic 2019 08:25 - (Agenzia Nova) - Per esempio, "sostenere che l'ondata di migranti fosse troppo grande per essere fermata. Io non la pensavo così. Avremmo dovuto concentrarci di più sul controllo delle frontiere". Forse ce l'ha con il 'ce la possiamo fare' di Angela Merkel. "Sarebbe troppo facile accusarla della politica di apertura: lei lo fece anche per aiutare l'Ungheria. Bisogna distinguere tra il suo approccio, giusto, e le conseguenze che ha scatenato. Il suo famoso selfie con un rifugiato fu percepito non soltanto come un 'benvenuti', ma come un invito. Quel giorno ero in un campo profughi in Turchia. Alcuni di loro mi dissero: 'Avvisi Merkel che siamo pronti. Non abbiamo ancora i soldi per il biglietto, ma arriveremo'". Quanto a Macron, "ci sono dei problemi. Apprezzo la sua energia, il suo ottimismo e la sua dedizione all'Europa. Lui è una speranza per l'Ue e uno dei migliori difensori della democrazia liberale. Però non capisco alcune sue recenti uscite. Quella sulla Nato, oppure la narrativa positiva su Putin. Per non parlare dello stop al processo di allargamento nei Balcani. Se lo vogliamo considerare come il futuro leader europeo, ci serve un politico più responsabile per l'intera Ue e non solo per la Francia. Questo è stato il grande pregio di Merkel: si possono fare errori, ma lei è stata sempre pronta a sacrificare l'interesse nazionale in favore di quello europeo". (segue) (Res)
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