LIBIA
 
Libia: Megerisi (Ecfr), Tripoli entra con la Turchia nella battaglia del Mediterraneo
 
 
Tripoli, 02 dic 17:26 - (Agenzia Nova) - L’intesa sulla demarcazione della Zona economica esclusiva nel Mediterraneo tra Turchia e il Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia simboleggia il disimpegno dell’Europa e l’ingresso di Tripoli “in una battaglia regionale” di più ampia portata. Lo afferma ad “Agenzia Nova” l’analista Tarek Megerisi, policy fellow presso l’European Council on Foreign Relations (Ecfr), commentando il protocollo d'intesa sulla "delimitazione delle giurisdizioni marittime" firmato lo scorso 28 novembre a Istanbul dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal premier del Gna Fayez al Sarraj. “In Libia Occidentale hanno accettato che l'Unione Europea non può aiutarli e non lo farà, mentre in Turchia hanno compreso che il processo di Berlino potrebbe fallire: entrambi stanno cercando di proteggere ciò che è importante per loro”, spiega Megerisi. L’accordo Turchia-Gna, aggiunge l’esperto di Ecfr, “riflette come l'Europa sia sempre meno unita e come la Libia stia entrando in una battaglia regionale con grandi interessi di potere”. L’asse militare turco-libico “contrasta con il rapporto che si è sviluppato tra Egitto e Israele” nel Mediterraneo Orientale, aggiunge l’esperto di Ecfr.

E’ di oggi la notizia che la Francia non consegnerà le sei navi promesse alla Guardia costiera libica. Secondo alcune fonti stampa, la decisione di Parigi sarebbe legata proprio all’accordo stretto dalla Turchia con il Gna. Megerisi, tuttavia, non è di questo avviso. “A essere onesti – afferma - non vedo questo collegamento. La Francia sostiene abbastanza pesantemente Haftar in ogni caso e questa questione della Guardia costiera è stata affrontata duramente da organizzazioni non governative come ad esempio Amnesty international”. Dal 4 aprile scorso, le forze del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica sostenuto da Emirati Arabi Uniti ed Egitto, assediano il Gna a Tripoli. Le milizie della Libia occidentale, da parte loro, godono dell’appoggio militare della Turchia, che ha inviato mezzi terrestri, droni e consiglieri militari. Per porre fine alla guerra civile le Nazioni Unite stanno cercando di organizzare una conferenza in Germania nel formato P5+5, cioè i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) più Emirati, Egitto, Turchia (i tre paesi non occidentali più impegnati nel conflitto in corso in Libia), oltre all'Italia e alla Germania (attualmente membro non permanente del Consiglio di Sicurezza).

E’ interessante notare come l’intesa sulla demarcazione della Zona economica esclusiva sia stata sottoscritta dopo la visita di Erdogan negli Stati Uniti, dove è stato ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump. Megerisi non esclude che il patto di Istanbul possa aver ricevuto il via libera dell’amministrazione Usa. “Questo è possibile, soprattutto se Erdogan ha promesso a Trump di convincere il presidente russo Vladimir Putin a interrompere il sostegno ad Haftar, ma ne dubito”. Secondo l'agenzia statunitense "Bloomberg", un centinaio di mercenari russi sarebbe arrivato in Libia a inizio settembre per combattere al fianco delle forze del generale Haftar. Non si tratterebbe di forze regolari ma di uomini armati appartenenti a una compagnia privata, la Wagner, che spesso è usata da Mosca per intervenire all’estero. Il proprietario della Wagner è Evgenij Prigozhin, un uomo considerato molto vicino al presidente russo Putin. (Asc)
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