LIBIA
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Libia: Procura generale Tripoli, "militari" a bordo dell'autobomba esplosa nei pressi dell'ambasciata italiana
 
 
Tripoli, 25 gen 2017 19:55 - (Agenzia Nova) - Appartengono a due militari i corpi carbonizzati rinvenuti a bordo dell’automobile che lo scorso 21 gennaio è esplosa davanti al ministero della Pianificazione, a circa 600 metri di distanza dall’ambasciata italiana a Tripoli. Lo ha reso noto oggi il responsabile delle indagini della Procura generale libica, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella capitale del paese nordafricano, precisando che sono stati raccolti tutti i dati utili alle indagini. Il funzionario ha spiegato che i corpi si trovano ora presso l’istituto di medicina legale per essere esaminati, compatibilmente con lo stato dei cadaveri, e che esperti in materia di esplosivo stanno esaminando le dinamiche dell’esplosione. Il funzionario ha spiegato che l’attentato è legato ad organizzazioni terroristiche e che non vengono forniti ulteriori dettagli per non influenzare le indagini. I nomi dei due presunti militari non sono stati resi noti.

La Forze speciali di deterrenza (Rada), milizia fedele al governo di accordo nazionale di Tripoli specializzata nel contrasto alla criminalità, ha annunciato ieri nuovi particolari sull’attentato avvenuto sabato scorso, 21 gennaio. In una nota le forze anti-crimine di Tripoli sostengono di avere nuove prove che consentirebbero di risalire all’identità dei due uomini trovati a bordo dell’auto saltata in aria nella capitale libica. La Rada promette nella nota diffusa sul proprio profilo Facebook di rivelare "chi c’è dietro questo attentato compiuto per motivi politici, il cui scopo è quello di confondere la scena nella capitale”. Si conferma inoltre che "non ci sono vittime per questo scontro politico, se non i cittadini; noi come Forza di deterrenza - conclude la nota - non siamo parte in causa in questo conflitto, ma colpiremo chiunque tenterà di minare la stabilità della capitale, scopriremo chi ha ordito complotti e vi daremo i particolari al termine delle indagini".

L’esplosione è avvenuta nel quartiere di Zawiyat al Dahmani, nelle vicinanze del ministero della Pianificazione. Secondo quanto riferiscono testimoni oculari al sito informativo libico “al Marsad”, l’autobomba “intendeva colpire l’ambasciata italiana”, pur non avendo fatto sapere chi possa esservi dietro l’attentato. Al momento non sono giunte rivendicazioni dell’esplosione avvenuta sabato scorso. "Quello che sappiano finora è che le due persone uccise erano gli occupanti del veicolo. Probabilmente almeno uno di loro non avrebbe dovuto essere a bordo al momento dell'esplosione", ha detto ad "Agenzia Nova" Oded Berkowiz, analista dell'israeliana Max Security Solutions. "E' possibile che uno dei due dovesse essere il conducente e l'altro l'attentatore. Sembra inoltre che stessero cercando di parcheggiare il veicolo davanti all'ambasciata italiana, salvo poi essere respinti dalle guardie di sicurezza. A quel punto si sarebbero diretti verso il ministero della Pianificazione, dove forse gli esplosivi si sono innescati prematuramente.", ha detto ancora Berkowiz. (Lit)
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