ALGERIA
 
Algeria: custodia cautelare per Said Bouteflika e due ex capi intelligence
 
 
Algeri , 05 mag 2019 17:39 - (Agenzia Nova) - Il procuratore generale del tribunale militare Blida, in Algeria, ha disposto la custodia cautelare per Said Bouteflika, fratello e consigliere dell'ex presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika, e per gli ex capi dell'intelligence, i generali Bachir Tartag e Mohamed Mediene, detto Toufik. I tre, arrestati il 4 maggio, per "complotto contro lo Stato" sono comparsi davanti al procuratore del tribunale militare di Blida con l'accusa di aver attaccato l'autorità dell'esercito e di cospirazione contro le istituzioni dello Stato, secondo quanto riferito dalla televisione algerina. Secondo quanto riferito il 4 maggio dai media locali, gli inquirenti hanno ascoltato numerosi consiglieri della presidenza, in relazione a dossier compromettenti che riguardano gli interessi sensibili della sicurezza dello Stato. Dagli interrogatori sarebbe emerso il coinvolgimento di Tartag, Toufik e Said Bouteflika in manovre politiche ostili e pericolose nei confronti del capo di Stato maggiore dell'Esercito e viceministro della Difesa, generale Ahmed Gaid Salah.

Il 30 marzo scorso, Gaid Salah aveva aveva riferito di una riunione alla quale avrebbero partecipato individui intenzionati a “minare la stabilità dell’esercito e dell’Algeria”, promettendo di fare successivamente i nomi dei protagonisti dell’incontro. Poche ore dopo, tuttavia, a identificare i partecipanti era stata l’emittente televisiva “Echorouk”: si sarebbe trattato, in particolare, del generale Toufik, del nuovo capo dell’intelligence Bachir Tartag e di Said Bouteflika, fratello del presidente della Repubblica Abdelaziz. Sulla faccenda, il primo aprile, il generale algerino Mohamed Mediene, l’ex potentissimo capo del Dipartimento di sorveglianza e sicurezza (Drs) noto anche come “Toufik”, aveva diramato una rara dichiarazione pubblica per rispondere alle accuse secondo le quali avrebbe di recente incontrato i servizi di sicurezza francesi per preparare un piano eversivo durante la fase di transizione.

“La sera del 30 marzo del 2019 il canale televisivo ‘Echorouk’ si prestava volontariamente a diffondere informazioni inverosimili che non corrispondono alla mia etica e ai miei principi”, aveva scritto Toufik. “Dopo aver lasciato il mio incarico non ho mai incontrato, nemmeno una volta, il personaggio dei servizi di sicurezza che ha dichiarato di aver assistito a questo pseudo-incontro. Accusarmi di aver incontrato agenti stranieri per discutere di questioni di sovranità nazionale è un tentativo deliberato di danneggiarmi”, aveva insistito Toufik. Il generale aveva quindi rivendicato il proprio impegno, “noto sia all’interno che all’esterno dell’Algeria”, contro ogni interferenza esterna, “sia essa politica, culturale o economica”. “Qualunque sia la gravità dei problemi politici che attraversano il paese, non posso in alcun modo rinunciare al principio della difesa della sovranità nazionale. È una regola immutabile, che ho sempre rispettato nei miei comportamenti e nelle mie azioni”, aveva concluso il generale. (Ala)
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