LIBIA-ITALIA
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Libia-Italia: fonti "Nova", quarto presunto terrorista arrestato a Sabratah per sequestro Bonatti (4)
 
 
Roma, 17 mar 2018 14:34 - (Agenzia Nova) - Quanto alla ricostruzione degli eventi, si è chiarito che i tecnici Bonatti, giunti in Tunisia (con un ponte aereo dall’Italia via Malta), invece di essere trasportati via mare a Mellitah secondo il protocollo di sicurezza che la stessa società aveva stilato con i suoi partner sul posto, il 19 luglio 2015 erano stati messi a bordo di un’autovettura condotta da un autista libico che avrebbe dovuto condurli a destinazione. I connazionali, pertanto, giunti all’aeroporto tunisino di Djerba, erano stati prelevati da Youssef Yaha Salem Yahya Aldauody (conduttore dell’automezzo ma anche uno dei componenti del gruppo di rapitori) con il quale avevano iniziato il lungo viaggio verso Mellitah. Superata la frontiera libico-tunisina, il conducente, secondo i piani convenuti con il resto del banda dei rapitori-terroristi, faceva in modo di coordinare, per telefono, l’assalto dei sequestratori che, a pochi chilometri da Mellitah, sbarravano la strada al veicolo, sequestrando gli italiani. Da quel momento i malcapitati trascorrevano quasi sette mesi di detenzione cambiando periodicamente luogo di prigionia, sino a quando, agli inizi di marzo 2016, nel corso di un ulteriore spostamento, Failla e Piano rimanevano uccisi (unitamente ai rapitori), essendosi imbattuto, il convoglio dei rapitori, nel mezzo di scontri a fuoco tra reparti delle forze di sicurezza nazionale e le fazioni armate jihadiste che imperversavano nella provincia di Sabratah. Calcagno e Pollicardo, invece, abbandonati all’interno della prigione dove attendevano anche loro il trasferimento, riuscivano ad evadere, riacquistando la libertà. (Lit)
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