GOLFO
 
Golfo: tour di Lavrov conferma interesse Mosca per relazioni strategiche con paesi regione
 
 
Roma, 06 mar 2019 18:52 - (Agenzia Nova) - La Russia compie un altro passo importante nelle relazioni con i paesi del Golfo con la visita nella regione del ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Il tour del capo della diplomazia di Mosca è partito lo scorso 3 marzo in Qatar ed è proseguito con le tappe in Arabia Saudita e Kuwait per concludersi domani negli Emirati Arabi Uniti. Oltre ai rapporti bilaterali, il tour di Lavrov ha visto la discussione della crisi siriana, questione particolarmente sensibile per le monarchie della regione che in questi anni hanno agito su fronti diametralmente opposti rispetto a Mosca, che in Siria è stretta alleata del governo di Bashar al Assad insieme all’Iran. Nei colloqui con i leader del Golfo, Lavrov ha affrontato anche la situazione in Yemen, dove è in corso uno scontro indiretto tra Arabia Saudita e l’Iran, e la crisi in Libia, che vede invece un confronto tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Durante la conferenza stampa avvenuta oggi in Kuwait, terza tappa del suo tour, Lavrov ha dichiarato che la Russia punta a rafforzare le relazioni con i paesi della regione, sottolineando come vi sia comunanza di vedute con l’Arabia Saudita per combattere il terrorismo in Siria. Parlando al fianco dell’omologo kuwaitiano Sabah al Khalid al Sabah, Lavrov ha commentato l’incontro avvenuto ieri a Riad con il capo della Commissione siriana per i negoziati (Snc), Nasr Hariri, sottolineando che la coalizione che riunisce varie anime dell’opposizione sunnita siriana sarà adeguatamente rappresentata all’interno della futura Commissione costituzionale. Il ministro degli Esteri russo, che in questi giorni ha avuto incontri anche il re saudita Salman, ha inoltre confermato che l'Arabia Saudita ritiene necessario creare una Commissione costituzionale in Siria.

Nella conferenza stampa, Lavrov si è espresso anche su uno dei temi più annosi per la tenuta del Consiglio di cooperazione del Golfo: lo scontro tra Qatar e il quartetto di paesi arabi formato da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto ed Emirati. Nel suo discorso, il ministro degli Esteri russo ha lodato l’impegno del Kuwait nel tentare di risolvere la crisi in corso dal giugno 2017. “Siamo assolutamente favorevoli all’operato del Kuwait e di altri paesi nella regione che si stanno impegnando per ripristinare una cooperazione efficiente tra tutte le nazioni del Golfo”, ha detto il capo della diplomazia di Mosca. Sempre da Kuwait City, il ministro russo ha parlato anche del conflitto israelo-palestinese, affermando che Mosca spera che gli Stati Uniti, durante la preparazione del loro “accordo del secolo”, tengano conto anche dell’opinione dei paesi arabi. “Vorremmo essere messi al corrente dei dettagli di questo accordo, dal momento che le indiscrezioni che sono trapelate a riguardo negli ultimi giorni sono a dir poco preoccupanti. Se quello che ci è stato riferito è vero, qui si sta parlando di vanificare tutto ciò che è stato fatto in precedenza per arrivare alla risoluzione del conflitto e alla creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, in grado di vivere e lavorare fianco a fianco con Israele e con tutti gli altri paesi vicini”, ha detto il capo della diplomazia russo.

Nelle precedenti tappe in Qatar e Arabia Saudita Lavrov ha discusso, con modalità differenti, della situazione in Libia e in Siria, centrali per il futuro della regione. La visita del ministro russo a Doha è avvenuta a pochi giorni dai colloqui negli Emirati, principale rivale regionale del Qatar, tra il premier del governo di accordo nazionale libico di Tripoli, Fayez al Sarraj, e il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, Khalifa Haftar. Nella conferenza stampa congiunta con l’omologo qatariota Mohamed bin Abdulrahman al Thani, la crisi libica ha avuto un ampio spazio. A differenza degli altri paesi del Golfo, Doha ha giocato un ruolo cruciale nella guerra che nel 2011 ha portato alla fine del regime di Muammar Gheddafi, sostenendo anche sul campo i gruppi legati alla Fratellanza musulmana che oggi compongono gran parte del governo di accordo nazionale di Tripoli. Durante la conferenza stampa con Lavrov, il ministro degli Esteri del Qatar ha sottolineato che entrambe le parti hanno concordato sulla necessità di ripristinare la sicurezza nel paese e l’istituzione di un unico governo ed esercito. Il ministro qatariota ha ribadito da parte sua il sostegno del Qatar al governo di accordo nazionale di Tripoli frutto degli accordi di Skhirat del 2015.

In Arabia Saudita la crisi siriana è stata invece al centro dei colloqui riguardanti la situazione regionale tenuti sia con il ministro di Stato per gli Affari esteri Adel al Jubeir che con re saudita Salman. Nella conferenza stampa con Al Jubeir del 4 marzo, Lavrov ha dichiarato: "Stiamo aiutando i partiti politici siriani a formare una commissione costituzionale, ma è il popolo siriano che deciderà la forma del loro sistema politico". Da parte sua Al Jubeir ha ribadito che Riad è attualmente impegnata nel trovare una soluzione politica al conflitto siriano, sottolineando tuttavia di non essere ancora pronta a riallacciare i rapporti diplomatici con Damasco.

La visita di Lavrov giunge in un momento cruciale per il futuro assetto della Siria. Sul campo, dopo l’annuncio del ritiro delle forze militari Usa dall’est del paese, le Forze democratiche siriane (Fds), sostenute da Washington hanno cinto d’assedio la cittadina di Bhaguz, vicino al confine con l’Iraq, ultima roccaforte dello Stato islamico nel paese. In concomitanza l’esercito governativo sta consolidando le proprie posizioni nelle provincie di Idlib, Hama e Aleppo, dove ancora combattono i gruppi islamisti, tra cui Hayat Tahrir al Sham (l’ex fronte al Nusra). Sul piano geopolitico, i paesi arabi stanno discutendo la possibilità di riammettere la Siria all’interno della Lega araba, dopo la sospensione del seggio nel 2011. A pesare sulla decisione di Mosca di aumentare il dialogo con i paesi del Golfo anche la situazione politica interna in Iran, dove è in corso uno scontro istituzionale tra il governo del presidente Hassan Rohani e i Guardiani della rivoluzione islamica.

La Russia ha aumentato di recente i propri rapporti con i paesi del Golfo, in particolare con l'Arabia Saudita con cui gestisce di fatto l'intesa tra paesi Opec e produttori al di fuori del Cartello che a partire dal 2017 ha consentito di controllare le fluttuazioni petrolifere, calibrando la quantità di petrolio prodotta ed esportata sui mercati. Anche Doha ha rafforzato i rapporti con la Russia, soprattutto nel settore della difesa, dopo il boicottaggio economico e diplomatico orchestrato a partire dal giugno 2017 dal quartetto di paesi arabi formato da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. Nel 2018 l'emiro del Qatar si è recato in Russia ben due volte, di cui una durante i Mondiali di calcio ospitati dalla Russia e nei prossimi mesi è attesa una visita nell'emirato del presidente russo Vladimir Putin. (Res)
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