ARGENTINA-BRASILE
 
Argentina-Brasile: presidente eletto Fernandez saluta possibile libertà Lula
 
 
Buenos Aires, 08 nov 15:25 - (Agenzia Nova) - Il presidente eletto dell'Argentina,Alberto Fernandez, ha celebrato la sentenza della Corte suprema brasiliana (Tribunal supremo de justicia, Tsj) che potrebbe ridare la libertà all'ex presidente, Inacio Luiz Lula Da Silva. "Il Tribunale federale supremo del Brasile ha deciso che le condanne si scontano solo con una sentenza definitiva. E' quanto che stiamo chiedendo in Argentina da anni, è valso la pena il reclamo di tanti", ha scritto Fernandez in un messaggio sul suo profilo twitter accompagnato dall'hashtag #LulaLivreAmanhã (Lula libero domani). Non è la prima volta che il presidente eletto argentino reclama la libertà di Lula, posizione che ha contribuito a creare un clima di avversione con il presidente in carica, Jair Bolsonaro. Nel corso del recente viaggio in Messico, Fernandez era tornato sul tema dichiarando che "forse Lula è in prigione per aver ottenuto quello che nessuno mai in Brasile aveva ottenuto, che la metà dei brasiliani appartenga alla classe media", un "vanto" secondo Fernandez, "che il Brasile non ha più". In campagna elettorale, l'allora candidato peronista chiedeva "a Bolsonaro di rimettere Lula in libertà e presentarsi di nuovo a elezioni con Lula libero".

Il possibile ritorno in libertà di Lula segue la sentenza con cui il Tsj ha ritenuto valida la legge secondo cui un accusato non debba iniziare a scontare la pena in carcere prima dell'ultimo grado di giudizio. L'ex presidente è stato condannato in appello ma non ha ancora esperito tutti i vari passaggi processuali, che nel suo caso potrebbero comprendere anche un ricorso allo stesso Tsj, e i legali hanno fatto sapere che già oggi presenteranno la richiesta per la sua liberazione immediata. La decisione dovrà però essere presa, caso per caso, dai vari tribunali che hanno comminato l'ultima sentenza. In alcuni casi, come per esempio la presunta pericolosità sociale dell'incriminato o il pericolo di fuga, la carcerazione potrebbe essere confermata.

La sentenza, che modifica quella adottata dallo stesso Tsf nel 2016, è stata approvata con il voto favorevole di sei magistrati e cinque contrari. Il parere decisivo è stato fornito dal presidente della Corte, il ministro Dias Toffoli, l'ultimo a pronunciarsi. La maggioranza dei magistrati ha ritenuto che secondo la Costituzione, nessuno può essere considerato colpevole fino a sentenza passata in giudicato e che la carcerazione preventiva lede il principio della presunzione di innocenza. Secondo le stime prodotte dal Consiglio nazionale di giustizia, la misura potrebbe beneficiare circa cinquemila carcerati, 48 dei quali condannati per reati emersi nel filone delle indagini anti corruzione noto con il nome di "Lava Jato".

La sorte di Lula è parte di un lungo braccio di ferro a distanza tra Fernandez e Bolsonaro. Le prime schermaglie risalgono al risultato delle primarie dell'11 agosto scorso, quando il leader peronista è emerso come il favorito in vista delle presidenziali del 27. Dei "banditi di sinistra" stanno tornando "al potere" in Argentina, commentava Bolsonaro. "L'Argentina sta precipitando nel caos, sta iniziando a seguire il corso del Venezuela, perché i banditi di sinistra hanno iniziato a tornare al potere", aveva aggiunto. Per li presidente brasiliano la vittoria del peronista avrebbe potuto causare un esodo massiccio di argentini in Brasile, spaventati da politiche economiche accostate a quelle venezuelane di Nicolas Maduro. "Sono contento che parli male di me un razzista, un misogino, un violento, uno che si è rallegrato delle torture a Dilma Rousseff", aveva replicato Fernandez.

Polemiche che si sono riaccese all'indomani della proclamazione di Fernandez presidente e di Cristina Fernandez de Kirchner al ruolo di vice. "Siamo pronti al peggio, perché quello che è stato annunciato fino ad oggi del programma economico è una ricetta che già conosciamo e non funzionerà", aveva commentato Bolsonaro in un'intervista concessa al quotidiano "Estadao". Il presidente brasiliano ha quindi criticato la possibilità che il prossimo governo punti a congelare i prezzi ed aumentare i salari. "Non funzionerà, sarebbe molto facile l'economia in quel modo ma non esistono i miracoli", ha aggiunto. "Mi dispiace. Non ho la sfera di cristallo, ma penso che l'Argentina abbia scelto male", ha detto il brasiliano. "Non desidero congratularmi con Fernandez. Ma non voglio indispormi. Aspettiamo un po' di tempo per verificare quale sia la sua reale posizione in politica e quale linea adotterà una volta che inizierà a governare".

Una misura più concreta delle future relazioni bilaterali la si avrà con la cerimonia di insediamento di Fernandez, prevista per il 10 dicembre. I media avevano rilanciato l'ipotesi che a Buenos Aires si recasse il vicepresidente Hanilton Mourao, figura di peso del governo Bolsonaro. Un portavoce della presidenza brasiliana, segnala il quotidiano "Clarin", ha però chiarito che il nome di Mourao non è mai stato preso in considerazione per questo evento e che il nome del capo delegazione deve essere ancora deciso. (Abu)
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