EX ILVA
 
Ex Ilva: Conte contestato da piazza, applaudito da consiglio fabbrica, ma soluzioni lontane
 
 
Roma, 08 nov 21:29 - (Agenzia Nova) - Il governo lavora alacremente per sventare la chiusura dell'Ex Ilva, ma la soluzione al momento non sembra a portata di mano. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi si è precipitato a Taranto e ha annullato il precedente impegno istituzionale con il presidente della Repubblica di Lituania. Ad accoglierlo reazioni contrastanti. La folla fuori dallo stabilimento, operai ex Ilva, ma anche cittadini esasperati per i gravi danni alla salute causati negli anni dall'acciaieria, lo hanno assalito di domande e richieste di rassicurazioni alle quali il premier non ha potuto offrire certezze. "Non ho la soluzione in tasca al momento", ha detto. "C'è un gabinetto di crisi e c'è un dato di fatto: Mittal restituisce la fabbrica da quanto ci è stato detto. Non c'è nessun interesse a proseguire nell'attuazione del piano industriale. Non ho un progetto alternativo da offrire. Valutiamo tutto", ha aggiunto Conte brutalmente onesto per poi offrire uno tenue spiraglio: "Dobbiamo comunque sfruttare qualsiasi situazione perché si può trasformare in opportunità". Diversa l'accoglienza riservata al premier dal consiglio di fabbrica dove un applauso lo ha salutato. Ai delegati degli operai, a quelli sindacali e alle federazioni metalmeccaniche nella sala del consiglio di fabbrica dello stabilimento ex Ilva a Taranto Conte ha detto che il dossier è "prioritario per il governo" e li ha esortati a "gestirlo tutti uniti, non solo il governo, ma anche voi. Tutti insieme dobbiamo combattere questa battaglia. Come sistema Paese", ha precisato. "Il primo segnale che dobbiamo dare - ha proseguito il capo del governo - è l’orgoglio del sistema Italia. Se chiedi di venire in Italia sei il benvenuto, se firmi un contratto tu quel contratto, quell’impegno lo rispetti, sul piano occupazionale e ambientale. Tutto il governo, tutti i Ministri sono perfettamente d’accordo con questa impostazione. Dobbiamo inserirci in un percorso che si è rivelato vizioso e ora dobbiamo cercarne di uscirne alla grande. Dobbiamo valutare - ha concluso - un futuro di questo stabilimento che sia responsabile e sostenibile".

Intanto sull'ipotesi di nazionalizzazione dell'ex Ilva è intervenuto anche il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, del Pd: "Una nazionalizzazione non è sul tavolo. Bisogna costringere ArcelorMittal a mantenere gli impegni. Non è accettabile che dopo pochi mesi la società si disimpegni, così come non è accettabile il piano che prevede 5 mila esuberi". Il viceministro poi ha ribadito: "Il nostro piano A è quello di negoziare e il presidente del Consiglio ha assunto direttamente in prima persona la responsabilità e la gestione della vicenda di un'enorme importanza industriale che chiama in causa non solo il più grande stabilimento del Mezzogiorno, ma una realtà importantissima per l'intera industria nazionale". Il gesto di Conte intanto ha raccolto anche il plauso dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che si occupò di Ilva nel suo mandato: "Giuseppe Conte ha avuto coraggio ad andare a Taranto in questo momento. Condivido poco o nulla del suo operato, ma ha fatto una cosa giusta e difficile andando". (Rin)
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