GEORGIA
 
Georgia: candidato opposizione Grigol Vashadze, testa a testa con Salome Zurabishvili per elezioni presidenziali
 
 
Tbilisi, 25 ott 2018 17:30 - (Agenzia Nova) - All’alba delle elezioni presidenziali in Georgia, in programma per la giornata di domenica, fare previsioni sul possibile esito è sempre più difficile, come mostrano gli ultimi sondaggi condotti dalle varie forze politiche in campo. Il contesto generale viene ulteriormente complicato dalle indagini demoscopiche effettuate internamente dai vari partiti (in maniera autonoma o affidandosi ad organizzazioni a loro collegate), che rendono ancora più complessa l’interpretazione di dati già di per sé molto incerti. Sembrerebbe consolidato, seppur ridotto, il vantaggio di Salome Zurabishvili, candidato indipendente sostenuto dal partito di governo Sogno georgiano, sulle forze politiche d’opposizione, che rimangono però a ridosso dell’ex ministro degli Esteri con Grigol Vashadze, esponente del Movimento nazionale unito e leader della coalizione politica “Il Potere è nell’Unità”, che rappresenta il principale antagonista della diplomatica franco-georgiana.

La candidatura dell’ex ministro della Cultura è stata annunciata nel mese di luglio di fronte alla cattedrale medievale di Bagrati (presso la città di Kutaisi), oggetto di un’opera di restauro voluta dall’ex capo di stato Mikhail Saakashvili. In tale occasione, Vashadze ha dichiarato che “il nostro principale obiettivo dovrebbe essere il progresso della Georgia, attraverso la promozione di una crescita economica diffusa e di una rafforzata uguaglianza sociale”. In aggiunta, l’ex ministro della Cultura ha anche annunciato la costituzione della coalizione politica d’opposizione “Il Potere è nell’Unità”, definita come “un primo passo verso il consenso nazionale”. “Il fatto che l’opposizione sia stata deliberatamente soffocata negli ultimi anni è cosa nota, ma se siamo rimasti in questa situazione per così tanto tempo è solo colpa nostra, della nostra inerzia e delle nostre fobie, che ci hanno fatto perdere il contatto con i cittadini”, ha dichiarato Vashadze, sottolineando la necessità (per le forze politiche d’opposizione) di unirsi per contrastare il governo “ingiusto e corrotto” di Sogno georgiano.

Sempre in quell’occasione, l’ex ministro della Cultura ha annunciato di essere intenzionato, nel caso in cui dovesse essere eletto presidente, “ad organizzare elezioni parlamentari anticipate e sciogliere l’assemblea legislativa, che non ha alcuna legittimità morale né politica”. È su questo obiettivo che Vashadze ha costruito gran parte della sua campagna elettorale negli scorsi mesi, sottolineando la necessità di ridurre le spese burocratiche (e riallocarle in settori rilevanti dal punto di vista sociale) e di rafforzare il settore dell’istruzione attraverso, per esempio, un incremento salariale per gli insegnanti. Vashadze, inoltre, ha adottato una posizione fortemente contraria alla proposta di legge per la costituzione di una società statale per la coltivazione e l’esportazione di cannabis, accusando il governo di volersi “appropriare illegalmente dei terreni agricoli nel paese”, e di voler trasformare la Georgia, culla della viticoltura, in un paese esportatore di cannabis.

Le posizioni di Vashadze riguardo la proposta di legge sulla cannabis rientrano nel quadro della linea dura adottata dal candidato dell’opposizione nei confronti del governo (e quindi di Sogno georgiano) e del candidato indipendente Salome Zurabishvili. L’ex ministro della Cultura è tra i principali fautori delle critiche avanzate all’ex ministro degli Esteri. Nella giornata di martedì, alle porte di un dibattito televisivo che ha visto un confronto tra i due (ai quali si è aggiunto anche Davit Bakradze, candidato esponente di Georgia europea), Vashadze ha chiesto a Zurabishvili di rendere conto del suo comportamento nel quadro di una serie di avvenimenti, come l’omicidio del sedicenne Dato Saralidze; il non essersi espressa riguardo le registrazioni segrete connesse all’ex funzionario dell’ufficio della procura generale georgiana Mirza Subeliani, presumibilmente coinvolti negli omicidi di Khorava Street; o sul caso relativo al gruppo Omega. In quell’occasione, l’ex ministro degli Esteri ha dichiarato di non essere obbligata a rispondere alle domande di Vashadze, specificando però che avrebbe risposto nel caso in cui le suddette domande le fossero state chieste durante uno qualsiasi dei dibattiti televisivi.

I due candidati più importanti alle elezioni di domenica, in aggiunta, hanno espresso opinioni agli antipodi riguardo l’ex presidente Mikhail Saakashvili. In particolare, Vashadze e tutte le altre forze politiche d’opposizione hanno ripetutamente attaccato Zurabishvili durante la sua campagna elettorale, a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate dall’ex ministro degli Esteri, secondo le quali sarebbe stata la Georgia (sotto la guida di Saakashvili), a dare il via al conflitto del 2008 con la Federazione Russa a seguito dell’occupazione dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud da parte di Mosca. “È ovvio che il conflitto sia stato provocato dalla Russia, ma è stato solo nostro l’errore di rispondere a tali provocazioni. I nostri alleati occidentali ci avevano avvertito di non intervenire militarmente, perché non avremmo ricevuto assistenza da quel punto di vista. Non aver dato la giusta importanza a tali avvertimenti è stato un errore, se non un crimine, imperdonabile, che ha portato al bombardamento del nostro popolo e di cui stiamo scontando ancora oggi le conseguenze”, ha specificato Zurabishvili, senza però riuscire ad arginare l’ondata di pesanti critiche nei suoi confronti capeggiata (e sollecitata) dai partiti d’opposizione.

Vashadze, di contro, ha affermato che l’ex ministro degli Esteri starebbe “deridendo ed insultando i cittadini georgiani” con le sue dichiarazioni, così come l’ex primo ministro Bidzina Ivanishvili, leader e fondatore di Sogno georgiano, che ha confermato durante due diverse interviste il suo totale sostegno a quanto affermato in precedenza da Zurabishvili. Durante l’ultimo dibattito televisivo, in risposta ad una domanda avanzata dall’ex ministro degli Esteri sul suo presunto intento di “rovesciare il paese facendo tornare Saakashvili”, Vashadze ha dichiarato che all’ex presidente dovrebbe essere concesso di ritornare in Georgia come cittadino a tutti gli effetti. “Nel caso in cui le nostre autorità giudiziarie abbiano domande da fargli, dovrebbe ovviamente rispondere, ma la decisione, in questo caso, spetta ai cittadini, e non a Sogno georgiano”, ha aggiunto l’ex ministro della Cultura.

Grigol Vashadze, classe 1958, è un politico e diplomatico georgiano, esponente del Movimento nazionale unito e, nel quadro delle elezioni, anche della coalizione politica d’opposizione “Il Potere è nell’Unità”. Nato a Tbilisi, ha ricoperto la carica di ministro della Cultura e dello Sport nel 2008, per poi essere nominato capo del dicastero degli Esteri georgiano per quattro anni, dal 2008 al 2012. Nel 2017, si è candidato alle elezioni municipali per la città di Kutaisi, la seconda città del paese, raccogliendo il 27,04 per cento dei consensi contro il 48,66 registrato da Sogno georgiano.

Nelle ultime ore sono stati pubblicati numerosi studi statistici che i partiti stessi hanno condotto tramite organizzazioni a loro collegate. Sogno georgiano ha mostrato oggi i risultati di un sondaggio condotto da Psychoproject, “una piattaforma con cui abbiamo lavorato per anni nel campo delle indagini statistiche, e che ci ha sempre fornito previsioni accurate e attendibili sui risultati elettorali”. Il rapporto mostra Salome Zurabishvili in grande vantaggio, con il 54 per cento dei consensi. L’ultimo sondaggio condotto da organi indipendenti, invece, è stato portato a termine da “Ipn.ge”, “Ambebi.ge” e “Kvirispalitra.ge” su un campione di 24.453 cittadini, e riporta Zurabishvili in testa con il 31 per cento dei voti, seguita da Grigol Vashadze (Movimento nazionale unito) con il 27 e da Davit Usupashvili (Movimento per l’edilizia, dei Democratici liberi e del Forum nazionale) con l’11. Ad essi sono seguiti Davit Bakradze (Georgia europea) e Zurab Japaridze (Girchi), entrambi al 5,5 per cento, e Shalva Natelashvili (Partito laburista), con tre punti percentuali. Un ulteriore 3 per cento ha invece dichiarato di voler votare per altri candidati, e il 12 di non avere intenzione di recarsi alle urne. Un sondaggio precedente, riferisce “Interpressnews”, condotto nelle giornate del 2-3 ottobre, riportava Salome Zurabishvili e Grigol Vashadze in testa alla classifica con il 28 per cento dei voti. (Res)
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