IRAQ
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Iraq: il paese al voto, tra attese di rinnovamento e storiche divisioni (11)
 
 
Baghdad, 12 mag 2018 09:15 - (Agenzia Nova) - Con un indice di gradimento che marzo scorso si attestava tra il 79 e il 90 per cento, Abadi potrebbe portare la sua coalizione Nasr alla vittoria al voto, avviandosi verso la riconferma al governo dell’Iraq. Oltre alle preferenze dei suoi sostenitori sciiti, il premier potrebbe intercettare i voti dei sunniti che lo ritengono l’artefice della vittoria sullo Stato islamico e più sensibile alle istanze della seconda confessione religiosa irachena rispetto agli altri candidati sciiti. A tal proposito, parte del voto sunnita potrebbe poi convergere su Abadi al fine di ostacolare l’altro candidato sciita Maliki, che i sunniti considerano eccessivamente confessionale. Difficilmente, invece, Abadi otterrà i voti dei curdi a causa della sua gestione della crisi seguita al referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno. Tra le misure adottate dal governo federale, vi sono stati infatti l’invio di reparti militari nelle regioni disputate tra Baghdad ed Erbil e l’adozione di sanzioni economiche e commerciali nei confronti del Kurdistan iracheno. A ogni modo, anche con l’appoggio di parte dell’elettorato sunnita, non è affatto scontato che Abadi e la coalizione Nasr ottengano i voti necessari a raggiungere la maggioranza assoluta alla Camera dei rappresentanti di Baghdad. In tal caso, si potrebbe aprire la via a una coalizione tra le formazioni sciite. Un parlamento iracheno ad ampia maggioranza sciita, che rafforzerebbe i legami già stretti tra Baghdad e Teheran, sarebbe coerente con gli interessi dell’Iran nella regione. (segue) (Irt)
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