AFRICA
 
Africa: investimenti e partenariati inclusivi, Berlino rilancia modello Compact with Africa
 
 
Berlino, 19 nov 2019 18:45 - (Agenzia Nova) - Favorire il coordinamento tra paesi africani, organizzazioni internazionali e paesi – G20 e non – per incrementare gli investimenti privati in Africa, soprattutto in tema di infrastrutture, per migliorare le condizioni economiche nelle aree del continente africano. Con questo obiettivo il governo tedesco ha organizzato oggi a Berlino la terza conferenza di alto livello dei capi di Stato e di governo dei paesi aderenti al Compact with Africa (CwA), iniziativa avviata nel 2017 durante la presidenza della Germania del G20 (2016-2017). L’evento è stato presieduto dal cancelliere tedesco Angela Merkel e ha visto la partecipazione anche del presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, la cui presenza è stata particolarmente apprezzata dalla cancelleria tedesca e rappresenta un ulteriore segno della vicinanza fra i due paesi su temi cruciali per il futuro dell’Europa come lo sviluppo dell'Africa. Alla conferenza, che in mattinata è stata preceduta dalla conferenza degli investitori, hanno partecipato i leader dei 12 paesi africani – Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Guinea, Marocco, Ruanda, Senegal, Togo e Tunisia – oltre al capo di Stato egiziano e presidente di turno dell’Unione africana Abdel Fatah al Sisi e al presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat.

L’Italia, ha sottolineato Conte nel suo intervento alla conferenza, è impegnata “con e per” il continente africano, adottando un modello di cooperazione che assomiglia ad un “partenariato inclusivo”, secondo lo spirito del Compact with Africa. Il CwA è “un’occasione per condividere la visione comune dell'Africa di oggi e domani”, un continente che affronta “tante difficili sfide”, come povertà, cambiamento climatico, insicurezza alimentare, radicalizzazione del terrorismo e instabilità politica. Tuttavia, vi sono anche “tante opportunità”, in particolare per la crescita economica e lo sviluppo umano. L'Africa, secondo il presidente del Consiglio, è “sempre più al centro delle dinamiche internazionali”, anche grazie al “ruolo propulsivo” delle organizzazioni internazionali come l'Unione africana". Tale centralità è dovuta anche alla questione demografica: con l'Africa che entro il 2050 avrà 2,5 miliardi di abitanti e i governi del continente si trovano a fronteggiare la sfida di creare ogni anno 15 milioni di posti di lavoro. “Dobbiamo essere al vostro fianco, abbiamo il dovere e la responsabilità” di avviare “una nuova collaborazione, un partenariato inclusivo per consentire ai giovani di nutrire la concreata speranza di un pieno inserimento nei processi” politici, economici e sociali “nei paesi di origine”, ha affermato Conte.

Per questo nuovo modello di collaborazione con l'Africa “io mi sto battendo con il mio governo con e per il continente africano, ne ho parlato con i leader africani, in particolare durante le mie visite nel Corno d'Africa e nel Sahel”. Il modello è un “partenariato tra eguali che accresce le opportunità e le responsabilità nello spirito del CwA a cui intendiamo continuare a dare un fattivo contributo”, ha proseguito il premier italiano, sottolineando come l’investimento politico, economico e sociale dell’Italia in Africa sia costantemente cresciuto negli anni e come “il nostro paese, terzo maggiore investitore in Africa dopo Cina ed Emirati Arabi Uniti, abbia da offrire ai partner africani expertise e conoscenze nel settore energetico, in particolare in quello delle risorse rinnovabili, nella food security e nella tutela ambientale”. Conte ha quindi annunciato che fra dieci giorni sarà in Ghana “dove stiamo realizzando un importante progetto nel settore agricolo e zootecnico realizzato da un’azienda d’eccellenza italiana nel settore energetico”.

Si tratta, ha aggiunto Conte, di “un’iniziativa innovativa che ha l’obiettivo di trasferire competenze tecniche attraverso la formazione professionale, promuovendo al contempo nuovi investimenti e start-up e stimolando l’imprenditorialità locale”, nell’ottica di introdurre un “circolo positivo” che crei le condizioni per promuovere un’imprenditorialità africana duratura. In tale contesto, ha proseguito il presidente del Consiglio, il Compact with Africa ha prodotto risultati “tangibili” e ha posto le basi per risultati “significativi” in prospettiva futura, facendo registrare “progressi in termini di crescita e di fondamentali macro-economici” e rappresentando uno stimolo “decisivo” per condurre riforme nel continente. L’obiettivo è “favorire un maggior coordinamento per favorire investimenti privati responsabili nel continente, nell’ottica della sostenibilità e della lotta alle disuguaglianze”. Per riuscirci, ha concluso Conte, è necessario un “salto di qualità” che potrà venire “dal rafforzamento delle organizzazioni internazionali coinvolte nel compito di coordinamento, come la Banca africana di sviluppo”.

Nella cooperazione con l'Africa, ha sottolineato dal canto suo Merkel nel suo discorso inaugurale, “non vogliamo fare solo grandi discorsi, ma avviare grandi progetti”, incoraggiando le imprese tedesche ed europee nel continente. Merkel ha osservato come “molti non conoscono le condizioni sul terreno” in Africa. Pertanto, secondo Merkel, “è importante che il CwA migliori le condizioni per i prestiti” necessari agli investimenti privati nel continente africano. Il cancelliere tedesco ha quindi affermato che la conferenza in corso intende “descrivere le condizioni sul terreno” in Africa e “analizzare onestamente i progressi” del Cwa, notando “dove devono essere colmati i vuoti”. A tal riguardo, rivolgendosi ai capi di Stato e di governo e ai rappresentanti delle organizzazioni internazionali presenti, Merkel ha aggiunto: “Spero che saremo onesti l'uno con l'altro, si tratta di un processo di apprendimento reciproco”. Secondo Merkel, il CwA è “un segno di multilateralismo pratico che mira a raggiungere risultati” per l'Africa, dove “i giovani avanzano rivendicazioni nei confronti dei governi, chiedono di soddisfare i bisogni”. Durante il CwA, ha proseguito Merkel, “vogliamo comprendere la situazione per come effettivamente è” in Africa, con particolare attenzione all'economia e alla sicurezza e alla cooperazione interafricana.

In precedenza, nel suo intervento di apertura della conferenza degli investitori di questa mattina, il cancelliere tedesco aveva sottolineato come Africa ed Europa si trovano ad affrontare “molte sfide comuni e, oltre alla cooperazione allo sviluppo, dobbiamo aiutare l'Africa a essere autosufficiente”. Nel suo discorso Merkel ha ricordato che tra la sfide fronteggiate da Africa ed Europa vi è la sovranità digitale, poiché “i dati sono il nuovo petrolio”. Il capo del governo federale ha poi evidenziato l'importanza per gli Stati africani della trasparenza come stimolo agli investimenti. A tal riguardo, Merkel ha osservato che “possiamo creare fiducia, possiamo dire agli investitori che i paesi del CwA hanno maggiore trasparenza di altri”. A ogni modo, il cancelliere tedesco ha tenuto a precisare di “non voler dipingere un quadro troppo roseo” dei rapporti tra Europa e Africa e della situazione nel continente africano, dove “permangono problemi e sfide”, come il terrorismo nel Sahel e la questione demografica.

Il presidente egiziano Al Sisi ha posto l’accento nel suo intervento sulla necessità di rafforzare la cooperazione interafricana creando le condizioni per rendere possibili gli investimenti in Africa. “Intendiamo rafforzare la cooperazione allo sviluppo con le organizzazioni internazionali, la lotta al terrorismo e all'estremismo, la certezza del diritto”, ha osservato Al Sisi, secondo il quale la cooperazione permette di cogliere “vantaggi reciproci”. Con riguardo al CwA, Al Sisi ha osservato che tale formato ha “basi solide e vogliamo portarlo avanti, per questo abbiamo bisogno del settore privato”. Secondo il presidente egiziano, la collaborazione interafricana è stata rafforzata dall'istituzione dell'area di libero commercio continentale e può migliorare grazie allo sviluppo delle infrastrutture”. Allo stesso tempo, “vogliamo di più”, ha aggiunto Al Sisi, con particolare riferimento a investimenti e occupazione.

Secondo Al Sisi, “nel CwA possiamo provare a portare avanti temi che abbiano effetti di lunga durata, come gli investimenti, il rafforzamento delle piccole e medie imprese, le garanzie di credito all'esportazione, il potenziamento dei mercati in Africa”. Il presidente egiziano ha quindi notato il successo delle riforme attuate dall'Egitto, dove sono state adottate “misure macro-economiche per il rilancio della crescita e la riduzione della disoccupazione”. Per l'Egitto, “la cooperazione è molto importante”, soprattutto nei sui “riflessi pratici”, come testimoniano le imprese che prendono parte ai progetti nei settori della logistica e delle infrastrutture. Tali iniziative, ha evidenziato Al Sisi, “non sarebbero state possibili senza la collaborazione” della compagnie straniere. Il presidente egiziano ha poi notato come l'Egitto sia determinato a potenziare la cooperazione regionale, in particolare nel settore dell'energia, soprattutto nell'estrazione del gas naturale nel Mediterraneo. Inoltre, ha continuato il presidente egiziano, “vogliamo sviluppare un sistema che migliori trasmissione dei dati in Africa”, con la posa di cavi sottomarini e la realizzazione di linee di trasmissione. Un ulteriore obiettivo è la digitalizzazione dell'economia. Per Al Sisi, l'Africa “offre grandi opportunità da cui il mondo può avvantaggiarsi, è un giovane continente con mercato del lavoro enorme”.

Il Compact with Africa, ha proseguito il presidente di turno dell’Ua, ha un impatto positivo non limitato al continente africano, ma che “coinvolge l'intera regione del Mediterraneo e anche altri paesi”. Al Sisi ha quindi evidenziato il valore del CwA e degli investimenti come fattore di stabilizzazione, in particolare in una “situazione particolare” come quella in cui si trova oggi il mondo. In particolare, il presidente egiziano ha affermato che, “in momenti di tensione nell'economia internazionale come quelli attuali, il CwA avvantaggia tutti” gli attori che vi partecipano. L'Africa, infatti, “soffre degli sviluppi negativi” che caratterizzano le relazioni internazionali contemporanee, cui si aggiungono “altre sfide come la povertà e il clima”. Al Sisi ha quindi chiesto di “aiutare l'Africa”, che ha “una forte volontà politica, una chiara visione di cooperazione”, come dimostra l'intenzione di rafforzare gli investimenti nel mercato comune africano.

Gli investimenti esteri in Africa “non hanno soddisfatto pienamente le aspettative né sfruttato del tutto il potenziale” del continente, ha affermato da parte sua il presidente della Commissione dell'Unione africana Moussa Faki Mahamat, osservando che il CwA “va a tutta velocità” in un continente come l'Africa con 1,2 miliardi di abitanti, 30 milioni di chilometri quadrati di risorse naturali, l'Agenda 2063 e l'Area di libero scambio continentale (Cfta). “Aspettiamo gli investimenti, certamente gli aiuti funzionano”, ha proseguito Faki. Tuttavia, “gli investimenti non hanno soddisfatto pienamente le aspettative né sfruttato del tutto il potenziale” dell'Africa. Ad ogni modo, per il presidente della Commissione dell'Ua, l'area di libero scambio africana “rafforzerà tali sviluppi”. Infine, Faki ha evidenziato che nella promozione degli investimenti in Africa e del continente in generale “abbiamo bisogno di attori più impegnati, 12 paesi non sono sufficienti”.

Come evidenziato dal direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva, gli investimenti possono rappresentare “la svolta” per l'Africa, “tutto dipende dal settore privato” in un continente dove “sono stati compiuti molti progressi”. Secondo Georgieva, i 12 paesi dell'iniziativa sono “su una traiettoria di crescita” superiore a quella degli Stati che non ne fanno parte. Inoltre, in base ai dati del Fmi, il CwA è “l'unico gruppo con tendenza alla crescita” su scala globale in un contesto di rallentamento generale dell'economia. Tale sviluppo, ha spiegato Georgieva, è stato reso possibile da “stabilità macro-economica e dall'ambiente positivo per gli investimenti”. Inoltre, “il CwA ha spinto le organizzazioni internazionali a collaborare di più con i paesi” aderenti all'iniziativa. Con particolare riguardo al Burkina Faso e alla Costa d'Avorio, Georgieva ha osservato che i due paesi hanno attuato le medesime riforme del Fmi. Inoltre, nei paesi che aderiscono al Cwa, “la riduzione della diseguaglianze sociali è molto più chiara”, i cittadini possono “meglio condividere i vantaggi della crescita” e la disciplina fiscale è “abbinata alla protezione dei più bisognosi”. Allo stesso tempo, Goergieva ha evidenziato: “Dobbiamo essere onesti, vi è spazio per migliorare, fare di più e meglio, collegando gli investimenti privati al raggiungimento degli obiettivi delle riforme”. Per il direttore del Fmi, “abbiamo il dovere di prenderci cura degli investimenti: è sicuro e produttivo investire in Africa. Dobbiamo fare di più come partner di sviluppo” in un contesto di bassi tassi di interesse.

In precedenza, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Handelsblatt” in occasione della conferenza di Berlino, il ministro per la Cooperazione economica e lo sviluppo tedesco, Gerd Mueller, aveva rivolto un appello affinché l'economia tedesca sia più coraggiosa negli investimenti in Africa. Secondo Mueller, “ora tocca all'economia vedere e utilizzare le nuove opportunità nel vicino continente” africano. Il ministro ha quindi ricordato che “un anno fa il governo federale ha promesso l'istituzione di un fondo di investimento per lo sviluppo da un miliardo di euro e ha stanziato i fondi necessari” e, a tal riguardo, ha evidenziato che “la nostra offerta è impressionante, anche in confronto con altri governi”. Tuttavia, in Africa “le imprese francesi o britanniche investiranno di più delle società tedesche”. A tal riguardo, Mueller ha osservato che, “semplicemente, è richiesto un nuovo spirito di ottimismo” alle aziende tedesche che intendono investire nel continente africano. A Mueller ha risposto il presidente dell'Associazione africana delle imprese tedesche, Stefan Liebing, secondo cui le aziende necessitano di “migliori garanzie statali e strumenti di copertura per i loro investimenti”. Per esempio, con riguardo ai progetti di investimento in Africa più grandi come quelli nei settori dell'energia e dei trasporti, “le società tedesche di solito non ottengono prestiti, perché le banche corrono un rischio troppo elevato”.

Per tale motivo, ha sottolineato Liebing, “sono necessarie garanzie statali a condizioni favorevoli”. Il presidente dell'Associazione africana delle imprese tedesche ha proseguito: “A nessuno importa abbastanza delle aziende che già stanno cercando di sopravvivere in Africa contro società statali cinesi, imprenditori indiani o società francesi con forti appoggi. Non può rimanere così”. Infine, Liebing ha fatto riferimento all'importanza di investire in Africa per combattere le cause dell'immigrazione: “È giusto cercare di creare posti di lavoro per le persone sul posto”. Obiettivo della conferena di oggi, si legge in un comunicato del governo tedesco diffuso in occasione dell’evento, è di discutere delle opportunità per potenziare il contesto degli affari e aumentare gli investimenti nei paesi africani e di aumentare la capacità di attrazione degli investimenti privati negli Stati africani aderenti “mediante miglioramenti sostanziali della situazione macro-economica, imprenditoriale e finanziaria”. In questo senso, il CwA riunisce “paesi dell'Africa attenti alla riforme, organizzazioni internazionali, partner bilaterali dal G20 per coordinare le agende riformiste elaborate specificamente per singoli Stati, sostenere le rispettive politiche e consigliare opportunità di investimento ai privati”.

La conferenza Compact with Africa è nata come proposta qualificante della “Partnership con l’Africa”, lanciata nel 2017 dalla presidenza tedesca del G20. Oltre ai 12 paesi che aderiscono all’iniziativa, una serie di paesi partner sostengono al momento il processo in diverse forme: fra questi, oltre all’Italia, figurano la Francia, il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Spagna, la Corea, la Cina, il Giappone, l’India e la Norvegia (paese non G20). Le organizzazioni internazionali coinvolte nell’iniziativa sono invece il Gruppo della Banca mondiale, la Banca africana di sviluppo (Afdb) e il Fondo monetario internazionale (Fmi). L'Italia riconosce il valore dell’iniziativa Compact with Africa come strumento per favorire un maggior coordinamento degli interventi realizzati a vario titolo dai vari attori interessati a promuovere la crescita di investimenti in Africa da parte del settore privato. Il contributo italiano su questo fronte è concreto, dal momento che il nostro paese si sta già muovendo nel solco di questo percorso: fra dieci giorni il presidente Conte sarà in Ghana dove si sta realizzando un importante progetto nel settore agricolo e zootecnico realizzato da un’azienda d’eccellenza italiana nel settore energetico. Si punta a condividere iniziative, “best practice” e strategie di intervento per favorire l’avvio di un circolo virtuoso di sviluppo che favorisca un maggiore presenza di investitori privati nel continente africano. Dall’ultimo rapporto è emerso come le riforme strutturali avviate da molti dei paesi coinvolti nel Compact with Africa abbiano già prodotto effetti positivi in termini di flussi di investimenti esteri (Ide), con risultati differenziati a seconda dell’entità delle riforme avviate nei singoli paesi (con Egitto ed Etiopia che hanno fatto registrare i risultati migliori). (Res)
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