SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Comunità energetica critica la Bosnia su tutela ambientale
 
 
Sarajevo, 18 nov 14:15 - (Agenzia Nova) - La Bosnia-Erzegovina è il paese balcanico che più ha infranto i regolamenti che riguardano la tutela ambientale e le sovvenzioni statali nel settore energetico. E' quanto si legge in un rapporto della Comunità energetica dell'Ue e dei Balcani occidentali i cui stralci sono stati pubblicati oggi dal sito di informazione "Klix". Il Consiglio dei ministri della Comunità energetica ha stabilito inoltre che la Bosnia ha infranto gli accordi comunitari in alcuni settori giudicati "fondamentali" per lo sviluppo del mercato energetico di un paese. La Bosnia non ha infatti adempiuto agli obblighi contenuti nel terzo, ma anche nel secondo Pacchetto energetico. La Comunità energetica, per voce del vicedirettore Dirk Buschle, ha criticato il contratto di costruzione del settimo blocco della centrale termica di Tuzla, come ha già fatto anche in passato. Il direttore del segretariato della Comunità energetica Janez Kopac ha detto in precedenza che "l'ente elettrico Elektroprivreda BiH è un servizio pubblico e non un'azienda che concorre sul mercato e la somma della garanzia non è del tutto nota, a causa dei costi nascosti". La testata "Vijesti.ba" ha evidenziato che "in base al regolamento europeo, il sostegno statale può arrivare fino all'80 per cento del valore del finanziamento, mentre in questo caso la garanzia è pari al 100 per cento". Kopac ha affermato che "se non si elimina questo problema, esisterebbe il rischio per Elektroprivreda Bih di dovere restituire in modo retroattivo tutte le sovvenzioni statali ricevute una volta che la Bosnia sarà entrata nell'Ue". Inoltre, "la Bosnia avrebbe addosso l'etichetta di un procedimento di sanzione aperto, che non potrà essere chiuso, visto che l'accordo con i cinesi non può essere scisso". Il problema potrebbe pertanto "portare a ritardi nel processo di adesione della Bosnia all'Ue e a sospensione temporanea dei finanziamenti europei al paese". Un monito è arrivato anche dall'allora commissario dell'Unione europea per la politica di vicinato e i negoziati sull'allargamento Johannes Hahn durante una sua visita a Sarajevo di quest'anno. Hahn ha affermato che "il blocco sette della centrale di Tuzla può essere considerato come un invito a svegliarsi; io sono d'accordo con chi sostiene che qui (in Bosnia) le cose non possono cambiare da un giorno all'altro e che la produzione di energia elettrica è legata ai posti di lavoro, ma indipendentemente da questo, sono convinto che adempire ai criteri di tutela del clima rappresenta una questione che i paesi come la Bosnia devono risolvere". Hahn ha ribadito che "se la Bosnia vuole diventare un paese membro dell'Ue a tutti gli effetti, deve iniziare a rispettare le regole del gioco europee". L'esperto del settore energetico Amer Jerlagic ha detto al settimanale "Slobodna Bosna" che "la scelta del partner cinese è stata approvata in condizioni dubbie", ricordando che "inizialmente c'è stata una chiamata per una joint venture, poi per un partenariato sul progetto e in seguito il tutto si è ridotto a un classico caso di finanziamento, con un solo partner, quello cinese che offre un finanziamento dell'istituto Exim al patto di utilizzare la maggior parte del materiale proveniente dalla Cina". Jerlagic ha ricordato che "Elektroprivreda Bih aveva in precedenza bocciato un'offerta arrivata dalla svizzera Alpig, che aveva proposto un partenariato senza debiti in denaro, con un ripagamento futuro in energia elettrica". (Bos)
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