SERBIA-FYROM
 
Serbia-Fyrom: fonti stampa, intelligence macedone pedinava diplomatici serbi
 
 
Belgrado, 22 ago 2017 12:01 - (Agenzia Nova) - I servizi d'intelligence macedoni avrebbero pedinato e seguito illegalmente i movimenti dei diplomatici serbi nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom): sarebbe questa la motivazione del ritiro del personale dell'ambasciata di Serbia a Skopje decisa dal ministero degli Esteri di Belgrado, secondo quanto riporta il quotidiano serbo "Blic". Il giornale, che cita fonti riservate, aggiunge che le azioni hanno visto anche l'influenza di forze straniere. "I diplomatici serbi – ha detto la fonte al quotidiano – sono stati seguiti senza alcuna ragione, e sono stati applicati persino dei metodi di intimidazione. Una parte delle pressioni esercitate è stata esternata con il beneplacito di stranieri". Appena avuta conferma della situazione, ha detto ancora la fonte, "abbiamo reagito per proteggere i nostri funzionari".

Nella giornata di ieri il presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vucic, ha dichiarato che gli impiegati dell'ambasciata a Skopje sono stati convocati a Belgrado dopo che le autorità serbe hanno ricevuto informazioni su attività d'intelligence tese ad un'offensiva contro gli organi e le istituzioni nazionali. Vucic non ha voluto rendere noti altri dettagli, precisando che però la Serbia desidera avere dei buoni rapporti con la Fyrom. Allo stesso tempo, ha osservato Vucic, la Serbia si deve preparare e adeguare alle nuove circostanze. "Sta a noi – ha detto – fare in modo che i nostri uomini siano pronti e preparati. Ci sarà qualche cambiamento all'interno del nostro personale sia per difendere la nostra amicizia con i macedoni, sia per saperci muovere nel nuovo contesto. Ci sono molte speculazioni e penso che entro i prossimi 10 giorni tutto sarà molto più chiaro".

Il capo dello stato serbo ha poi aggiunto che in campo vi sono anche altre forze. "Sta a noi – ha aggiunto – saper rispondere e difendere le nostre attività dall'influenza di fattori esterni". Alla domanda se con tali parole volesse alludere alla Russia, Vucic ha infine replicato: "Non pensavo alla Russia". Secondo alcune fonti di stampa diffuse sempre nella giornata di ieri, invece, la Serbia avrebbe deciso il ritiro del suo personale d'ambasciata dopo aver saputo che la Fyrom intende proporre un ingresso del Kosovo nell'Unesco. Secondo fonti riservate citate dalla stampa macedone, Belgrado avrebbe saputo che il paese intende proporre tale ingresso come punto all'ordine del giorno presso la Conferenza generale dei paesi appartenenti all'Unesco. Il ministero degli Esteri della Serbia ha ritirato domenica scorsa tutto il personale dell'ambasciata, e contestualmente il ministero dell'Interno della Fyrom ha deciso di innalzare il livello di sicurezza nell'edificio.

Nelle ore precedenti il ministero degli Esteri macedone aveva reso noto di aver ricevuto informazione da parte dell'ambasciata serba di una convocazione a Belgrado per tutto il personale. "Il ministero – riportava la nota di Skopje – non è a conoscenza delle ragioni di questa decisione e per questo si sta mettendo in contatto con il ministero degli Esteri della Serbia. In linea con le norme previste dalla Convezione di Vienna sui rapporti diplomatici, le istituzioni della Macedonia adottano delle misure per la tutela della sicurezza e integrità dell'ambasciata di Serbia a Skopje". Secondo le indiscrezioni raccolte dall'emittente macedone "Tv Telma", l'ambasciata serba avrebbe chiesto alle autorità macedoni, in base a quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra, un innalzamento della sicurezza in tutto l'edificio dell'ambasciata.

Nella giornata di ieri il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, ha annunciato che la settimana prossima parte del personale potrebbe riprendere le sue regolari funzioni. Dacic ha precisato che l'ambasciatrice Dusanka Tomic tornerà nella sede in una fase successiva, dopo che saranno completate le consultazioni in programma a Belgrado. Gli impiegati dell'ambasciata, ha aggiunto Dacic, sono stati richiamati perché "senza dubbio, con prove chiare", è stata posta in essere un'attività offensiva rafforzata nei confronti della Repubblica di Serbia, in cui è presente anche un "fattore esterno". La Serbia, ha detto ancora il ministro, desidera dei buoni rapporti con Skopje, ma è suo compito difendere anche i propri interessi nazionali. Il governo della Fyrom ha successivamente diramato un comunicato in cui afferma di "accogliere con favore" gli annunci delle autorità di Belgrado sul mantenimento delle relaziono amichevoli fra i due paesi e il ripristino del personale diplomatico nelle sue funzioni. L'esecutivo, prosegue la nota, è "fortemente impegnato e intraprende passi avanti per favorire la stabilità e non creare problemi, promuovere il buon vicinato, la cooperazione e il partenariato con la Repubblica di Serbia e gli altri paesi limitrofi. Riteniamo che questo sia l'unico modo per consentire alla regione di raggiungere dei progressi tangibili". (Seb)
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