HONG KONG
 
Hong Kong: un morto nella quarta giornata consecutiva di proteste
 
 
Hong Kong, 15 nov 2019 04:49 - (Agenzia Nova) - Le scuole di Hong Kong sono rimaste chiuse ieri, 14 novembre, a causa della paralisi imposta ai trasporti pubblici della città dalle violentissime proteste antigovernative, che proseguono da quattro giorni consecutivi. Le autorità locali riferiscono che gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno causato 86 feriti nella sola giornata di ieri. I media riferiscono anche che è morto l’uomo 70enne colpito al capo da un mattone nella giornata di mercoledì. Un ragazzino 15enne versa a sua volta in condizioni critiche, dopo che una granata lacrimogena lo ha colpito in testa. Gli studenti stranieri delle università di Hong Kong hanno iniziato a lasciare l’ex colonia britannica, dopo che nei giorni scorsi gli atenei sono divenuti terreno di scontro tra attivisti e nuclei antisommossa della polizia. 370 studenti taiwanesi su un totale di 1.021 hanno lasciato Hong Kong da mercoledì, e il consolato generale giapponese sta assistendo le centinaia di studenti giapponesi che intendono fare lo stesso. Il presidente cinese, Xi Jinping, è tornato a chiedere la fine delle violenze a margine del summit dei Brics in Brasile, ha citato il ripristino dell’ordine come priorità assoluta ed ha ribadito il sostegno di Pechino all’ad di Hong Kong, Carrie Lam.

Pechino ha esortato gli Stati Uniti a smettere di interferire nelle questioni di Hong Kong attraverso il sostegno di attività criminali, e di sfruttare i disordini in atto nella ex colonia britannica per interferire negli affari interni della Cina. Lo ha dichiarato mercoledì il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, facendo riferimento alla proposta avanzata da Jim Risch, presidente del Comitato per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti, di una legge a sostegno dei manifestanti antigovernativi di Hong Kong. Secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, Risch ha detto di essere un "forte sostenitore" dell'Hong Kong Human Rights and Democracy Act. "Stiamo dalla parte della gente di Hong Kong", ha affermato Risch. "La parte cinese ha presentato dichiarazioni solenni alla parte statunitense.

Ciò con cui Hong Kong si sta misurando è uno sforzo teso a fermare la violenza, porre fine al caos, ristabilire l'ordine e sostenere quanto prima lo stato di diritto", ha detto Geng. Sottolineando che gli Stati Uniti hanno interessi significativi a Hong Kong, Geng ha affermato che se i disegni di legge pro-manifestanti venissero approvati, non solo danneggerebbero le relazioni sino-statunitensi ma anche gli interessi degli stessi Stati Uniti. "La Cina prenderà forti contromisure in risposta alle azioni illecite da parte Usa e salvaguarderà risolutamente la propria sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo", ha aggiunto Geng. "Gli affari di Hong Kong sono affari interni della Cina che non ha interferito con alcuna forza straniera. Esortiamo gli Stati Uniti a capire la situazione e fare un passo indietro prima che sia troppo tardi", ha detto Geng.

I manifestanti antigovernativi di Hong Kong proseguono da giorni azioni di disturbo del traffico in risposta all'incidente di lunedì, che ha visto un agente di polizia aprire il fuoco contro un manifestante 21enne, che ora versa in condizioni critiche. I dimostranti hanno occupato incroci stradali e ostruito i binari di treni e metropolitane; i manifestanti hanno anche bloccato le strade in prossimità dei campus universitari; la China University di Hong Kong, in particolare, è divenuta un vero e proprio campo di battaglia, dopo che i manifestanti hanno gettato mattoni e bottiglie molotov contro la polizia antisommossa, che ha risposto con proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Le unità antisommossa hanno fatto irruzione nel campus inseguendo i manifestanti. Nelle stazioni della metropolitana, la polizia ha perquisito i viaggiatori alla ricerca di maschere antigas e oggetti contundenti. Per il quarto giorno consecutivo, è stato teatro di scontri anche il distretto finanziario centrale di Hong Kong, così come la National Road; i manifestanti hanno tagliato le gomme di diversi autobus, che hanno poi utilizzato come barricate improvvisate.

Un video pubblicato dai media locali nella giornata di lunedì mostra un agente di polizia aprire il fuoco contro un manifestante dal volto coperto, mentre è impegnato in un tafferuglio con un secondo manifestante. L'incidente è avvenuto a Sai Wan Ho, nella parte orientale dell'isola di Hong Kong. Il manifestante colpito dai proiettili ha subito operazioni d'urgenza a fegato e reni, e resta ricoverato in gravi condizioni. Secondo le fonti citate dal quotidiano "South China Morning Post", l'agente coinvolto nell'incidente ha esploso tre colpi di arma da fuoco. Quello di ieri è il terzo episodio nel suo genere dall'inizio delle manifestazioni antigovernative ad Hong Kong, lo scorso giugno.

La polizia di Hong Kong ha annunciato tramite una nota l'arresto di 260 persone accusate distruzione di esercizi commerciali e intralcio ai servizi pubblici, dopo le manifestazioni che si sono verificate nella giornata di domenica 10 novembre, in diversi distretti della ex colonia britannica. Lo riferisce la stampa cinese. Secondo la polizia, a partire dalle 23:30 domenica, un totale di 260 persone sono state arrestate per reati quali assemblea illegale, possesso di un'arma, danni e occultamento dell'identità. "I manifestanti mascherati ignorano completamente la legge e l'ordine, nonché la sicurezza e i diritti delle altre persone. I loro atti sono scandalosi", ha detto un portavoce del governo in una dichiarazione.

Nella giornata di domenica, i manifestanti di Hong Kong hanno danneggiato una stazione della metropolitana nel distretto nordorientale di Sha Tin e fatto irruzione in un centro commerciale del distretto nordoccidentale di Tsuen Mun. Lo riferiscono i media locali, precisando che dopo i disordini le autorità hanno chiuso la fermata della metropolitana e posizionato la polizia in tenuta antisommossa nel quartiere, come avviene regolarmente ogni fine settimana dall'inizio delle proteste, lo scorso giugno. Secondo un video pubblicato dal quotidiano "Apple Daily" la polizia ha arrestato un uomo a Tsuen Wan e fermato quattro attivisti accusati di atti di vandalismo. Sabato la polizia ha arrestato sette deputati di opposizione del Consiglio legislativo e sostenitori del movimento pro democrazia per i disordini provocati in una sessione dello scorso mese di maggio, quando gli assessori pro-Pechino hanno cercato di imporre un presidente della stessa linea politica alla Commissione che stava esaminando il disegno di legge sulle estradizioni, a causa del quale sono scoppiate le proteste. L'arresto dei sette si è verificato nel quadro delle manifestazioni che si sono nuovamente tenute venerdì scorso in zona Mong Kok, dopo che uno studente universitario è morto nelle proteste. Un cameraman dell'emittente "Tvb" è stato inoltre attaccato mentre copriva la manifestazione.

A Hong Kong le proteste sono iniziate a giugno 2019 in seguito alla presentazione nel Consiglio legislativo di un controverso disegno di legge sulle estradizioni, e si sono intensificate a partire da giugno. In risposta alle contestazioni l'amministrazione lo ha in un primo tempo accantonato e poi, all'inizio di settembre, lo ha ritirato. Nel frattempo, tuttavia, i manifestanti hanno avanzato nuove richieste. Oltre al ritiro del disegno di legge, gli oppositori chiedono le dimissioni di Lam; l'introduzione del suffragio universale a Hong Kong; la fine del trattamento dei manifestanti alla stregua di sovversivi; l'istituzione di una commissione indipendente che indaghi sulle accuse di abuso della forza da parte della polizia durante le manifestazioni dei mesi scorsi. (Cip)
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