SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Descalzi (Eni) a “Nova”, accordi firmati con Angola segnano “spartiacque” fra passato e futuro
 
 
Roma, 13 nov 17:15 - (Agenzia Nova) - Gli accordi firmati oggi fra Eni e il governo dell’Angola segnano uno “spartiacque” fra passato e futuro, dal momento che la maggior parte di essi sono relativi a quello che dovrà essere il mondo dell’energia futura. Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, a margine della firma degli accordi siglati questa mattina presso la sede dell’ambasciata di Angola in Italia. “L’obiettivo è un’energia equa che debba raggiungere tutti, visto che in Africa le percentuali di copertura sono molto basse, e che punti alla creazione di valore futura e non a un profitto che si basa soltanto sull’immediato. Gli accordi riguardano in particolare la forestazione, la conservazione della biodiversità e la diversificazione” per consentire all’Angola di andare oltre un sistema energetico pur prioritario come quello dell’oil e gas: “ecco perché l’agricoltura, ecco perché la formazione, ecco perché l’acqua, ecco perché le rinnovabili”, ha osservato Descalzi, che ha poi sottolineato un progetto da 50 megawatt (Mw) al sud, “dove c’è una produzione di energia attraverso il diesel e con una produzione altissima di CO2, che sostituiremo completamente con le rinnovabili”. Anche in questo caso, secondo l’Ad di Eni, si tratta di un progetto “spartiacque” che vede l’Angola politicamente “molto ricettiva e motivata”. Quanto al consorzio formato di recente da cinque compagnie petrolifere internazionali, tra cui Eni, e Chevron per sviluppare gas naturale liquefatto (Gnl) nell’impianto di Soyo, secondo Descalzi risponde all’obiettivo delle autorità di Luanda di “dare continuità all’export – che garantisce un grosso ritorno in valuta pregiata – e dare gas ai cicli combinati e ai ‘power plant’ situati in prossimità di Luanda". Il progetto del consorzio avrà un costo iniziale di 2 miliardi di dollari, con l’obiettivo di avviare la produzione entro il 2022. Eni sarà l’operatore del progetto e i membri condivideranno i costi in base alla partecipazione. Chevron avrà una quota del 31 per cento, Eni del 25,6 per cento, Sonangol P&P del 19,8 per cento, Total del 11,8 per cento e Bp del 11,8 per cento. L’impianto per la produzione di Gnl di Soyo è progettato per processare 1,1 miliardi di piedi cubi di gas naturale al giorno e ha la capacità di produrre 5,2 milioni di tonnellate di Gnl all’anno, oltre a gas naturale, propano, butano e condensato. (Mam)
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