SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: il biometano liquefatto muove i primi passi in Italia
 
 
Roma, 25 ott 2019 17:15 - (Agenzia Nova) - Un carburante di origine biologica, rispettoso dell’ambiente, sempre più protagonista della transizione energetica: stiamo parlando del biometano liquefatto, un prodotto innovativo che grazie alle nuove tecnologie e alle finestre di incentivazione diventa appetibile per il settore trasporti. Le aziende leader di questo nuovo settore hanno fatto il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive alla manifestazione “Oil&nonoil – Energie, carburanti & servizi per la mobilità”, l’evento organizzato da Veronafiere, giunto alla quattordicesima edizione, aperto ieri a Roma e in corso oggi al Palazzo dei Congressi. “E’ stato pubblicato a marzo 2018 un decreto che ha introdotto degli incentivi per il biometano sia gassoso sia liquefatto. Finalmente stanno partendo i primi progetti”, ha detto ad "Agenzia Nova" Lorenzo Maggioni, capo del settore ricerca e sviluppo del Consorzio italiano biogas. “Allo stato attuale - ha aggiunto - sono già operativi degli impianti che producono biometano gassoso. Entro la fine dell’anno entrerà in funzione il primo impianto agricolo che produce biometano liquefatto, ma sono in progetto e in fase di realizzazione numerosi altri impianti”. La stima è che entro il dicembre 2022, quando si chiuderà la finestra di incentivazione, verranno realizzati in Italia “almeno una ventina di impianti di liquefazione di biometano”, ha aggiunto Maggioni. L’interesse è molto alto e ci sono molte richieste sia dal settore industriale che dal comparto trasporti. Il gas rinnovabile italiano si candida quindi a traghettare l'economia verso un orizzonte di sostenibilità ambientale, agendo di concerto con le altre fonti energetiche rinnovabili. Il gas rinnovabile giocherà un ruolo fondamentale nel processo di transizione verso un'economia carbon neutral, anche grazie al potenziamento della filiera del biometano. La molecola del biometano è molto flessibile, può velocizzare la decarbonizzazione della rete del gas, rendere ecosostenibili l’agricoltura e i trasporti, in particolare quelli pesanti e navali, e giocare un ruolo fondamentale nella futura produzione di biomateriali. Secondo Carlo Vanzetti, della Coooperativa Speranza, il dibattito di oggi è stato molto positivo. “Oggi sono emerse - ha spiegato Vanzetti a "Nova" - le possibilità e il ruolo che il biometano possono avere in Italia e non solo. Si tratta senz’altro una risorsa per il mondo agricolo ma anche per il mondo economico, nel senso di autotrasporti e trasporti navali, e per la società civile che avrà la possibilità di usufruire di questo carburante con una riduzione dell’impatto ambientale dei gas che possono creare problemi climatici”. Secondo Licia Balboni, presidente di Federmetano, il biometano è destinato a crescere in futuro. “Oggi in Italia ce ne sono in rete circa 68 milioni di metri cubi. La prospettiva è per 5-8 miliardi di metri cubi al 2030. Il decreto biometano uscito a marzo 2018 prevede 1,1 miliardi di metri cubi: in realtà già il circolante di oggi potrebbe muoversi totalmente a biometano, quindi energia pulita”. Il problema, tuttavia, è che al momento ci sono ancora pochi veicoli: “Oggi l’unico gli unici costruttori di veicoli Oem sono i gruppi Volswagen e Skoda. Ci auguriamo che altri costruttori possano entrare in questo segmento. E’ importante che siano mezzi fruibili per la clientela: se ci fosse maggiore scelta ci sarebbero anche più clienti”, ha detto ancora Balboni ad "Agenzia Nova". (Asc)
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