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Fisco: Brambilla (Itinerari previdenziali) a "La Verità", non si batte l'economia sommersa con pagamenti elettronici
 
 
Roma, 23 ott 09:33 - (Agenzia Nova) - Sul tema della lotta al sommerso, e per altro verso sulla "jihad anti contante" scatenata dal governo di Giuseppe Conte, "La Verità" ha conversato con Alberto Brambilla, che guida il centro studi Itinerari previdenziali. Dunque, il governo ha scatenato una guerra santa? "Al di là dello scatenamento, c'è una confusione totale tra guerra al contante, uso spasmodico di carte di credito e sistemi di pagamento elettronico e lotta al sommerso". Mettiamo un po' d'ordine. "Il punto fondamentale è che il sommerso non lo batti con la carta di credito. Il governo si è dato obiettivi irrealizzabili per la lotta all'evasione: erano partiti da 7 miliardi da recuperare in un anno, poi sono scesi a 3, ma l'Ue dirà sicuramente che è ancora troppo. Questo testimonia una scarsa competenza e una scarsa attitudine a esaminare i fatti". E allora partiamo dalla vita concreta delle persone. "Il caso classico è il lavoro che ti viene fatto in casa da un idraulico, ad esempio per un costo di 2.000 euro. Con fattura, diventano 2.440 euro, senza puoi cavartela con 1.800. Considerando che abbiamo già gli stipendi più bassi tra i Paesi industrializzati, qualcuno al governo dovrebbe capire che sarà ben difficile trovare 'eroi fiscali' pronti al fallimento personale". Arriviamo al punto vero: le tasse sono troppo alte? "Questo è il tema. Se alla tassazione già alta, aggiungi il 22 per cento sugli acquisti, giungi a un livello non sostenibile. Per stare all'esempio di prima, quello dei 2.000 euro da dare all'idraulico, se ho uno stipendio mensile di 2.000 euro devo scegliere: pagando 1.800, mi restano 200 euro; pagandone 2.440, impegno già un pezzo consistente della paga del mese successivo". Lancia una proposta? "Da anni proponiamo una sperimentazione. Dare a ogni famiglia la possibilità di scaricare fino al 50 per cento delle spese di questo tipo, fino a un limite che potrebbe essere di 5.000 euro. Ogni famiglia in un anno ha bisogno di 3-4 interventi in casa di questo tipo, e quindi vi sono artigiani o imprese che entrano in contatto con le famiglie. Ma sia la famiglia sia chi offre quei servizi si trovano davanti al muro dell'Iva". (segue) (Rin)
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