LIBIA
 
Libia: Amnesty, civili restano intrappolati nel fuoco incrociato a Tripoli
 
 
Roma, 22 ott 11:40 - (Agenzia Nova) - Più di 100 civili uccisi e feriti in Libia, oltre 100 mila sfollati, aperte violazioni dell’embargo Onu sulle armi da parte di Emirati Arabi Uniti, Turchia, Giordania e altri paesi, 33 raid aerei che potrebbe costituire crimini di guerra commessi sia da parte dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar che dal Governo di accordo nazionale (Gna) del premier Fayez al Sarraj: è quanto emerge dalla prima indagine approfondita condotta dall’organizzazione non governativa Amnesty International sul conflitto scoppiato il Libia il 4 aprile scorso. "La nostra indagine sul campo in entrambi i lati della prima linea ha rivelato un disinteresse sistematico per il diritto internazionale, alimentato dalla continua fornitura di armi ad entrambe le parti in violazione dell'embargo delle Nazioni Unite", ha affermato Donatella Rovera, senior adviser di Amnesty International per la risposta alle crisi. "Decine di civili sono stati uccisi e feriti mentre entrambe le parti usano di tutto, dai razzi non guidati dell'era di Gheddafi ai moderni missili guidati lanciati da droni in attacchi che potrebbero costituire dei crimini di guerra", ha dichiarato Brian Castner, senior crisis adviser di Amnesty International per le armi e le operazioni militari. Gli investigatori dell’organizzazione, hanno visitato dal primo al 14 agosto entrambe le parti del conflitto dentro e intorno a Tripoli, Tajoura, Ain Zara, Qasr Bin Ghashir e Tarhouna. Hanno intervistato 156 residenti, tra cui sopravvissuti, testimoni e parenti delle vittime, nonché funzionari locali, operatori sanitari e membri delle milizie. (Asc)
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