SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Ue, Tusk a Cipro, con Anastasiades discussione su trivellazioni e Siria
 
 
Bruxelles, 11 ott 14:45 - (Agenzia Nova) - Le trivellazioni della Turchia a largo delle coste di Cipro e la situazione "drammatica" in Siria. Sono questi i temi che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha discusso oggi con il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, a Nicosia. Lo ha confermato lo steso Tusk nel punto stampa dopo il suo incontro con Anastasiades. "Negli ultimi cinque anni come presidente del Consiglio europeo, sono stato qui molte volte per cercare di trovare, insieme a voi, soluzioni ad alcuni dei nostri problemi comuni e anche per sottolineare la solidarietà dell'Ue; solidarietà per tutti i suoi membri, grandi e piccoli. Oggi non fa eccezione. Ovviamente siamo tutti sopraffatti dagli ultimi sviluppi in Siria, ma lasciatemi iniziare con il motivo per cui sono venuto qui oggi. Sono venuto per dimostrare la nostra piena solidarietà con voi di fronte alle continue attività di perforazione della Turchia nelle acque al largo della costa di Cipro", ha esordito Tusk. Il presidente del Consiglio europeo ha ricordato che i Ventotto capi di stato e di governo hanno fermamente condannato queste azioni illegali. "E alla luce delle nuove attività di perforazione da parte della Turchia dalla fine della scorsa settimana, l'Ue si riconferma unita attorno a voi. Chiedo alla Turchia di porre fine a queste attività poiché non solo minano i recenti sforzi per riprendere i colloqui di insediamento di Cipro, ma minano anche le relazioni di buon vicinato tra l'Ue nel suo insieme e la Turchia", ha proseguito Tusk. "Abbiamo anche discusso della questione che è al centro dell'attenzione di tutto il mondo: la drammatica situazione in Siria. L'operazione militare unilaterale della Turchia nel nord della Siria è motivo di grave preoccupazione e dovrebbe interrompersi. Le preoccupazioni di sicurezza della Turchia dovrebbero essere affrontate con mezzi politici e diplomatici; un intervento militare non farà che peggiorare le cose. Invece di creare stabilità, creerà ancora più instabilità nell'intera regione, aggraverà la sofferenza civile, causerà ulteriori spostamenti e minaccerà i progressi compiuti dalla coalizione globale contro il Daesh. Le forze curde che hanno fatto parte delle forze democratiche siriane sono state e sono cruciali nella lotta contro Daesh. Per entrambe le sponde dell'Atlantico, abbandonarle non è solo una cattiva idea, come ha affermato il presidente Trump, ma solleva molte domande, sia di natura strategica che morale", ha evidenziato Tusk. "La Turchia deve capire che la nostra principale preoccupazione è che le loro azioni possano portare a un'altra catastrofe umanitaria, il che sarebbe inaccettabile. Né accetteremo mai che i rifugiati siano armati e usati per ricattarci. Questo è il motivo per cui ritengo che le minacce di ieri fatte dal presidente Erdogan siano totalmente fuori posto", ha specificato. Tusk ha concluso parlando di Brexit. "Il primo ministro (britannico Boris) Johnson ha promesso all'Ue di presentare una soluzione che avrebbe funzionato per tutti. Una soluzione che non solo soddisfarrebbe i brexiteers intransigenti, ma che risolverà anche i nostri obiettivi ben noti e legittimi: evitare un confine duro sull'isola d'Irlanda, proteggere l'accordo del Venerdì Santo e garantire l'integrità del mercato unico. Sfortunatamente, siamo ancora in una situazione in cui il Regno Unito non ha presentato una proposta realizzabile e realistica. Una settimana fa ho detto al primo ministro Johnson che se non ci fosse stata una proposta simile oggi, avrei annunciato pubblicamente che non vi sarebbero più possibilità, per ragioni oggettive, di un accordo durante il prossimo Consiglio europeo", ha aggiunto. "Tuttavia, ieri, quando il capo del governo irlandese e il primo ministro britannico si sono incontrati, entrambi hanno visto, per la prima volta, un percorso verso un accordo. Ho ricevuto segnali promettenti dal Taoiseach che un accordo è ancora possibile. Mentre parliamo, a Bruxelles si svolgono colloqui tecnici. Naturalmente, non esiste alcuna garanzia di successo e il tempo è praticamente scaduto. Ma anche la minima possibilità deve essere usata. La Brexit non sarà mai la scelta dell'Ue", ha concluso Tusk. (Beb)
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