CROAZIA
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Croazia: ministro Esteri Pejcinovic Buric a “Nova”, Ue più sicura con ampliamento area Schengen (12)
 
 
Roma, 30 gen 2018 11:58 - (Agenzia Nova) - Per quanto riguarda l’ultima sentenza, relativa al conflitto in Bosnia Erzegovina e conclusasi con il suicidio in diretta dell'ex generale croato Slobodan Praljak, “vi sono menzionate persone ossia alcuni funzionari croati che non sono stati né accusati né processati dalla Corte, e che non sono stati parti coinvolte in questo processo. Lo stesso Consiglio del Tribunale aveva confermato questo fatto ancora nel 2016“. Secondo il ministro, per ottenere la riconciliazione regionale la base per questo sviluppo “non è l'equiparazione forfettaria delle colpe per gli scontri bellici sul territorio della ex Jugoslavia” ma “un'inequivocabile determinazione dei fatti relativi alle guerre” e una “fondata comprensione delle loro cause e delle conseguenze”. “Come disse papa Giovanni Paolo II: non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono; che apre le porte alla reciproca comprensione, rispetto e fiducia”, conclude il ministro.
Per quanto riguarda la situazione della Bosnia Erzegovina a oltre 22 anni dagli accordi di pace di Dayton del 1995, il ministro di Zagabria sottolinea che “i croati in Bosnia Erzegovina sono uno dei tre popoli costitutivi”. “La Bosnia ed Erzegovina – spiega - deve essere guardata in modo completo e globale alla luce del suo specifico assetto politico, storico e sociale. La principale caratteristica della Bosnia ed Erzegovina è che essa è da sempre stata multinazionale e multiconfessionale. Oggi secondo l’accordo di Dayton e secondo la Costituzione della Bosnia ed Erzegovina, il Paese ha tre popoli costitutivi di uguali diritti: croati, serbi e bosgnacchi, e altri cittadini”. (segue) (Pav)
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