ENERGIA
 
Energia: Brasile, governo punta a riprendere estrazione uranio ed espandere programma nucleare
 
 
Brasilia, 07 ott 17:47 - (Agenzia Nova) - Il ministro delle miniere e dell'Energia brasiliano, Bento Albuquerque, ha dichiarato che il governo intende riprendere l'estrazione dell'uranio in Brasile, ferma dal 2015, come strategia per espandere il programma nucleare nazionale. "Non è solo un desiderio del governo, ma una decisione politica che verrà adottata molto presto", ha detto il ministro nel corso di un'intervista per il quotidiano "O Estado de Sao Paulo". L'aspettativa è di iniziare i lavori per la ripresa dell'attività estrattiva nella miniera Engenho di Caetité, nello stato di Bahia, entro la fine di quest'anno. Con appena un terzo del territorio nazionale esplorato, il Brasile ha la settima più grande riserva geologica di uranio al mondo, dietro a Australia, Kazakistan, Canada, Russia, Sudafrica e Nigeria.La compagnia statale Industrie nucleari statali del Brasile (Inb) detiene, come previsto nella Costituzione, il monopolio della ricerca e della produzione di uranio.

L'estrazione del minerale è però ferma dal 2015, quando l'unica miniera in funzione, quella di Cetitè nello stato di Bahia, è stata chiusa a causa delle difficoltà nell'affidamento degli appalti per i lavori necessari a incrementare l'estrazione. Tra il 2000 e il 2015 la produzione di concentrato di uranio è stata di 3,76 milioni di chili, sufficienti per le necessità produttive dei due reattori dell'unica centrale nucleare attiva in Brasile di Angra dos Reis (stato di Rio de Janeiro). Dal 2015 il Brasile ha dovuto importare l'uranio necessario. L'idea del governo, visti i costi altissimi per l'estrazione e la produzione e i vincoli di bilancio strettissimi per effettuare investimenti, è quella di avviare partenariati con il settore privato per sfruttare il potenziale dell'uranio nel territorio nazionale.

La nuova partnership pubblico-privato auspicata dal governo Bolsonaro, nelle parole del ministro Albuquerque, dovrebbe riuscire a riattivare l'attività estrattiva che la Inb ha dimostrato di non essere in grado, da sola, di gestire. Poco dopo il suo insediamento al ministero a gennaio, il ministro aveva annunciato che il governo federale avrebbe studiato un modo per concedere l'estrazione dell'uranio all'iniziativa privata senza la necessità di modificare la Costituzione federale, istituendo una partnership stretta tra il settore privato e la Industrie nucleari del Brasile (Inb). Secondo quanto riferito nello specifico da Albuquerque, il governo Bolsonaro pensa che sia possibile entrare in partenariati in casi specifici, in particolare quando la presenza di uranio è minoritaria, come nel caso della miniera di Santa Quiteria nello stato di Ceará, dove il 90 per cento del materiale presente è fosfato e il 10 per cento uranio.

In questo caso, ipotizza Albuquerque, la Inb potrebbe formare un consorzio con il gruppo Galvani (che estrae fosfato) che potrebbe essere avviato già all'inizio del 2024. Per il ministro, questo potrebbe essere il primo passo verso la formazione di altri partenariati. "Questa è una delle alternative possibili senza cambiare la costituzione dal momento che l'attività estrattiva sarebbe gestita comunque dalla Inb, seppure in consorzio con una società privata", ha detto il ministro Albuquerque. Il ministro, tuttavia, è a favore della rottura del monopolio statale sia sull'esplorazione dell'uranio e che sullo sfruttamento del settore privato delle centrali nucleari.

Per quest'ultimo, tuttavia, sarebbe necessario approvare un emendamento alla Costituzione (Pec) al Congresso. "Qual è la differenza tra il settore privato e quello statale? Nessuna, fino a che possiamo controllare e supervisionare tutte le fasi. Questa discussione è un ricordo del passato, sono convinto che in parlamento non incontrerei molte resistenze", ha detto. Il sottosegretario al programma di investimenti pubblico-privati (Ppi) del ministero dell'Economia brasiliano, Martha Seillier, ha affermato che aziende straniere di paesi come Cina, Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea del Sud e Russia hanno già espresso interesse nell'esplorazione dell'uranio in Brasile. "Abbiamo testato alcuni modelli per vedere la reazione di potenziali investitori e cercare di costruire qualcosa di più attraente. Ciò che è apparso nelle conversazioni è l'interesse degli investitori non solo per la costruzione del terzo reattore della centrale nucleare di Angra dos Reis, ma anche per l'intera catena di produzione dall'esplorazione dell'uranio allo sfruttamento dell'energia prodotta nella centrale", ha detto Seillier.

Il governo brasiliano è molto impegnato sul fronte dello sviluppo energetico nucleare. Lo scorso 30 settembre, in ultimo, il comitato governativo per lo sviluppo del Programma nucleare brasiliano (Pnb) ha creato al suo interno un gruppo tecnico di studio che si occuperà della semplificazione normativa in materia e che contribuisca a facilitare lo sviluppo del settore nucleare del paese. Nel documento pubblicato in Gazzetta ufficiale, viene indicata la composizione del gruppo, che sarà coordinato da un rappresentante dell'Ambiente e dell'Ufficio di sicurezza istituzionale della Presidenza della Repubblica e integrato da rappresentanti dei ministeri delle Miniere e dell'energia, della Scienza, tecnologia, innovazioni e comunicazioni, del centro tecnologico della marina militare, dell'agenzia delle entrare, della commissione nazionale dell'energia nucleare, della compagnia statale Eletrobras-Eletronuclear, dall'Istituto brasiliano per l'ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama), dall'Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa), dall'Agenzia nazionale di salute supplementare nazionale e dall'Agenzia nazionale dell'estrazione mineraria nazionale.

Il gruppo avrà a disposizione 180 giorni, prorogabili per altri 180, per produrre una relazione nella quale vengano proposte le linee guida che consentano un maggiore dinamismo e che faciliti il governo nello sviluppo del nuovo Programma nucleare e renda più dinamiche le norme per lo sviluppo del settore nucleare brasiliano. Il comitato governativo per lo sviluppo del Programma nucleare brasiliano (Pnb) era stato creato attraverso un decreto presidenziale firmato dal presidente Jair Bolsonaro lo scorso 12 giugno. Il nuovo organismo assisterà la presidenza della Repubblica nello stabilire linee guida e gli obiettivi per lo sviluppo del programma nucleare, oltre a sovrintendere alla sua attuazione.

Lo scorso 27 settembre, inoltra, il sottosegretario per la pianificazione e lo sviluppo dell'energia del Ministero delle miniere e dell'Energia brasiliano, Reive Barros, ha dichiarato che il governo federale sta valutando la possibilità di costruire sei centrali nucleari entro il 2050. La costruzione degli impianti dovrebbe essere inclusa nel Piano nazionale per l'energia (Pne) che, informa il ministero in una nota diffusa alla stampa, è nelle fasi finali di preparazione e dovrebbe essere presentato a breve. Il governo, secondo quanto riferito da Barros stima di investire 30 miliardi di dollari nella costruzione dei sei impianti. I nuovi reattori secondo i calcoli del governo dovrebbero arrivare a produrre 6 gigawatt (Gw) di potenza, un Gw ciascuno. (Brb)
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