SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Siria, Erdogan, Usa favoriscano ritiro Ypg oppure operazione ripartirà
 
 
Ankara, 21 ott 16:00 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti favoriscano il ritiro dei “terroristi” curdi delle Unità di protezione dei popoli (Ypg) dal nord-est della Siria, altrimenti ripartirà l’operazione militare della Turchia nell’area. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel corso di una conferenza a Istanbul. La sera di giovedì 17 settembre Erdogan e il vicepresidente statunitense Mike Pence hanno raggiunto un’intesa che ha portato la Turchia a sospendere l’offensiva per 120 ore in corso in cambio del ritiro delle Ypg dalla cosiddetta “zona di sicurezza”, un’area di 32 chilometri di ampiezza a ridosso del confine settentrionale della Siria nella quale Ankara vuole reinsediare parte dei 3,6 milioni di rifugiati siriani che attualmente ospita sul suo territorio. “Ci aspettiamo che stavolta i nostri alleati americani mantengano le loro promesse”, ha detto Erdogan. Il presidente turco ha rivelato che l’operazione militare, in corso dallo scorso 9 ottobre e appoggiata sul terreno dai ribelli filo-turchi dell’Esercito nazionale siriano, ha già portato alla “neutralizzazione” di 765 militanti delle Ypg. Il riferimento è ai nemici uccisi, arrestati o arresisi. Inoltre, ha aggiunto Erdogan, sono stati “liberati” finora 1.500 chilometri quadrati di territorio. Una volta ultimato il ritiro delle Ypg, la Turchia prenderebbe la “zona di sicurezza” sotto la sua protezione. “Abbiamo studiato a fondo, tutti i progetti sono pronti”, ha affermato Erdogan, che ieri ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro britannico Boris Johnson sugli ultimi sviluppi nell’area. Ieri, inoltre, Erdogan ha fatto sapere che questa settimana discuterà della situazione nel nord-est della Siria con l’omologo russo Vladimir Putin a Sochi, sulla costa del Mar Nero. (Tua)
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