EGITTO-ETIOPIA
 
Egitto-Etiopia: al Sisi, da noi "sforzi instancabili" per far ripartire colloqui su Gerd
 
 
Il Cairo, 21 ott 19:00 - (Agenzia Nova) - L'Egitto sta facendo "sforzi instancabili" nel tentativo di porre fine all'attuale fase di stallo nei negoziati sulla Grande diga etiope della Rinascita (Gerd). Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdul Fatah al Sisi ai media locali, affermando che il suo paese "sta compiendo instancabili sforzi per mettere fine all'attuale situazione di stallo nei colloqui sulla Gerd". Il presidente egiziano ha espresso la speranza di raggiungere un accordo che soddisfi gli interessi dei tre paesi coinvolti nel progetto, Egitto, Etiopia e Sudan. Al Sisi ha sottolineato la necessità di rendere i fiumi transfrontalieri una "fonte di fraternità" piuttosto che di conflitti e controversie, un'intenzione che a suo parere rende necessario tenere conto delle preoccupazioni di tutti e di lavorare insieme, senza decisioni unilaterali.

I colloqui sulla realizzazione del grande progetto di infrastruttura che coinvolge Addis Abeba, Il Cairo e Khartum sono in fase di stallo dopo che l'Egitto ha chiesto di ottenere un periodo di riempimento della diga di cinque anni anziché di tre come proposto dall'Etiopia, una decisione che influenzerebbe fortemente la quota dell'Egitto nell'acqua del Nilo. Secondo Il Cairo, inoltre, Addis Abeba avrebbe rifiutato una richiesta egiziana di includere una quarta parte (oltre a Egitto, Etiopia e Sudan) come mediatore. La diga, che sarà costruita dall’italiana Salini, è attualmente in fase di costruzione vicino al confine occidentale dell’Etiopia con il Sudan e una volta completata sarà la più grande dell’Africa, con un costo complessivo stimato di 4 miliardi di dollari, una capacità di 6.450 megawatt (Mw) per un volume totale di 74 mila metri cubi. Il progetto vede da mesi contrapposti Egitto, da una parte, ed Etiopia e Sudan, dall’altra, in relazione alla spartizione delle acque del fiume Nilo. Il nuovo ciclo di colloqui tecnici sugli impatti della diga Gerd è fallito dopo che nel settembre 2017 Addis Abeba ha respinto la relazione consegnata dalle società di consulenza francesi Brl e Artelia, che avvertivano dell'impatto negativo della diga etiope sul flusso dell'acqua del Nilo in Egitto e sulla produttività della diga di Assuan.

Una relazione pubblicata dal centro di studi olandese Deltares sostiene che l'Egitto rischia un deficit idrico compreso tra 123 e 126 miliardi di metri cubi nel caso in cui venga attuata la proposta etiope sul funzionamento della Grande diga della rinascita (Gerd). Secondo lo studio, il paese delle piramidi potrebbe perdere fino a 285 milioni di dollari in elettricità e 1,4 miliardi di dollari in agricoltura. Non solo: il paese dovrebbe aumentare le sue importazioni alimentari fino a 528 milioni di dollari, con una perdita di posti di lavoro agricoli pari in media a 1,1 milioni di posti di lavoro. L'Egitto consuma circa 80 miliardi di metri cubi di acqua all'anno, di cui oltre 50 miliardi provengono dal fiume Nilo, mentre la parte rimanente viene fornita attraverso programmi di efficientamento idrico, razionalizzazione e riutilizzo dell'acqua per scopi agricoli. (Cae)
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