SIRIA
 
Siria: Fds, 2 civili uccisi in raid turchi nel nord-est del paese
 
 
Ankara, 09 ott 18:52 - (Agenzia Nova) - Due civili avrebbero perso la vita nei raid aerei condotti a partire da questo pomeriggio dalle forze turche sul nord-est della Siria. Lo riferisce il Centro di coordinamento delle operazioni militari delle Forze democratiche siriane (Fds), alleanza ribelle a maggioranza curda che controlla buona parte dei territori oggetto dell’offensiva turca. Secondo le Fds, le vittime sono due residenti di un villaggio che si trova a ovest di Ras al Ain, nella provincia di Hasakah. Altre due persone sarebbero rimaste ferite. Secondo i media locali, i caccia turchi hanno attaccato finora almeno quattro città nella provincia di Hasakah e due in quella di Raqqa. Registrati raid anche contro una linea di distribuzione dell’elettricità nei pressi di un impianto di gestione delle risorse idriche ad Alluk e una diga a nord di al Malikiyah.

Il via all’operazione è stato annunciato nel pomeriggio dal presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. “Le nostre forze armate, assieme all’Esercito nazionale siriano, hanno appena lanciato l’operazione Primavera di pace contro i terroristi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), delle Unità di protezione dei popoli (Ypg) e dello Stato islamico nel nord della Siria”, ha detto il capo dello Stato di Ankara facendo riferimento all’appoggio all’operazione da parte dei miliziani filo-turchi dell’Esercito libero siriano. La Turchia considera organizzazioni terroristiche sia il Pkk che le Ypg (componente di maggioranza delle Fds).

“La nostra missione – ha proseguito Erdogan – è di evitare la formazione di un corridoio del terrore lungo il nostro confine settentrionale e di portare pace nell’area”. L’operazione ha ricevuto domenica scorsa il via libera dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha avuto a questo proposito un lungo colloquio telefonico con Erdogan. Successivamente, il capo della Casa Bianca ha tuttavia minacciato di “distruggere l’economia turca” qualora l’offensiva di Ankara dovesse superare dei limiti la cui definizione non è al momento chiara. Mazloum Kobani Abdi, comandante delle Fds, ha definito la decisione degli Usa “una coltellata alle spalle”. Secondo l’agenzia di stampa “Anha”, affiliata alle Ypg, sono state registrate forti esplosioni nell’area di frontiera di Ras al Ain. Mustafa Bali, portavoce delle Fds, ha riferito di scene di panico tra la popolazione civile nella regione.

La nuova operazione militare turca in Siria, la terza in tre anni, alimenta intanto il timore internazionale di nuovi sfollamenti di massa in una regione già duramente colpita in passato dall’ascesa e dal declino dello Stato islamico. Secondo il Comitato internazionale per il soccorso (Irc), organizzazione non governativa con sede a New York, l’offensiva potrebbe provocare immediatamente lo sfollamento di almeno 300 mila persone e l’interruzione dei servizi di assistenza umanitaria in corso. Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha affidato il suo commento a una nota della Farnesina, nella quale si sottolinea che le azioni unilaterali "rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l'Italia ha dato un significativo contributo nell'ambito della Coalizione anti-Daesh e destabilizzare la situazione sul terreno”. Di Maio, si precisa nella nota, "segue da vicino l’evolversi della situazione".

Ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha invitato “tutte le parti a esercitare la massima cautela”. “I civili e le infrastrutture civili devono essere protette in ogni momento e deve essere garantito un accesso sicuro agli aiuti umanitari”, si legge in una nota diramata dal Palazzo di vetro. L’Onu ha espresso anche la preoccupazione che l’offensiva turca possa portare a un ripetersi dei saccheggi, delle violenze e degli atti di pulizia etnica già subiti dalla popolazione curda ad Afrin dopo che la Turchia e i suoi alleati in Siria hanno lanciato nel gennaio del 2018 l’operazione Ramo d’ulivo. (Res)
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