HONG KONG
 
Hong Kong: quattordici persone arrestate per violazione regolamento anti-maschera
 
 
Hong Kong, 09 ott 07:32 - (Agenzia Nova) - Quattordici persone sono state arrestate ad Hong Kong ieri, 8 ottobre, con l'accusa di aver celato il volto con maschere durante le proteste antigovernative degli ultimi giorni. Quello di ieri è il secondo gruppo di manifestanti arrestati dopo che il governo della Regione amministrativa speciale ha emanato la legge anti-maschera, la scorsa settimana. La Corte dei magistrati di West Kowloon ha tenuto il processo contro i quattordici che, insieme ad altre dodici persone, sono stati anche accusati di partecipare alle sommosse a Hennessy Road, Wan Chai, nella giornata di domenica.

Le autorità di Hong Kong hanno assunto poteri emergenziali a partire dal 4 ottobre scorso, per far fronte alle manifestazioni antigovernative sempre più violente in atto nella ex colonia britannica. Secondo informazioni diffuse dai media locali nel pomeriggio di ieri, il Consiglio esecutivo – principale organo decisionale della regione amministrativa speciale. I manifestanti che hanno ingaggiato scontri con le forze dell'ordine e danneggiato proprietà pubbliche nelle scorse settimane sono soliti indossare occhiali, elmetti e maschere antigas industriali per proteggersi e celare la loro identità. Organizzazioni pro-governative chiedono da settimane l'introduzione di misure emergenziali per arginare le violenze e agevolare l'identificazione dei manifestanti facinorosi.

Edward Leung, attivista pro-democrazia di Hong Kong condannato a sei anni di reclusione dopo le proteste del 2016, ha presentato un appello contro la sentenza a suo carico oggi, 9 ottobre, mentre nella ex colonia britannica i manifestanti antigovernativi preparano nuove proteste, sfidando le leggi emergenziali recentemente approvate dall'amministrazione della regione speciale. Il 27enne Leung, uno dei leader del movimento indipendentista di Hong Kong, ha ricevuto assieme a due altri attivisti le condanna più pesanti mai comminate a leader pro-democratici dal ritorno di Hong Kong alla Cina, nel 1997. La prossima udienza del ricorso di Leung potrebbe innescare una nuova ondata delle proteste sempre più violente che da quattro mesi paralizzano l'ex colonia britannica.

Il capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha dichiarato questa settimana di non escludere una richiesta di aiuto al governo cinese, nel caso le violente proteste anti-democratiche in corso nella ex colonia britannica dovessero proseguire a dispetto delle misure emergenziali varate dall'amministrazione locale. Lam ha precisato che al momento le autorità cittadine reputano di poter gestire la situazione in maniera autonoma; l'ad di Hong Kong ha anche aggiunto di non avere in programma l'introduzione di nuovi provvedimenti, facendo leva sui vasti poteri emergenziali attribuitigli dal parlamento cittadino. L'entrata in vigore del divieto per i manifestanti di indossare maschere ha scatenato quattro giorni di proteste nel fine settimana, ma da ieri la situazione nella città pare essere tornata temporaneamente alla calma. Ieri un membro del gabinetto di Lam, Ip Kwok-him, ha ventilato l'idea di un blocco selettivo dell'accesso a Internet per impedire l'organizzazione delle proteste, che sono prive di una leadership consolidata e vengono organizzate tramite forum online e servizi di messaggistica criptati.

Lo scorso fine settimana Lam ha garantito la massima risolutezza per porre fine alla violenza, dopo i nuovi disordini ad opera di manifestanti anti-governativi nella città. Lam ha dichiarato in un video che Hong Kong ha assistito a "una notte molto buia" venerdì e che la società è per metà paralizzata, descrivendo gli atti estremi come "senza precedenti e spaventosi". "L'estrema violenza è una chiara indicazione del diffuso pericolo per la sicurezza pubblica a Hong Kong", ha affermato Lam. "Il governo ha invocato il potere ai sensi dell'ordinanza sui regolamenti di emergenza e ha istituito il divieto di occultare il volto. La legge anti-maschera, concepita per porre fine alla violenza e ripristinare l'ordine, è entrata in vigore sabato", ha spiegato Lam. La mossa ha ricevuto il sostegno di 40 membri del Consiglio legislativo e di molte camere di commercio, media e organizzazioni sociali. Lam ha ribadito la legalità dell'azione e ha affermato che il governo di Hong Kong ha adottato misure appropriate utilizzando il potere conferito dalla legge vigente.

La Cina condanna la violenza, sostiene il governo e la polizia di Hong Kong nel "punire severamente gli elementi violenti illegali". Lo riferisce l'ufficio di collegamento cinese a Hong Kong. "Questi radicali si comportano in modo vile", si legge nella nota, che denuncia la distruzione di uno dei suoi edifici da parte di "militanti estremisti". "Condanniamo fermamente e sosteniamo il governo di Hong Kong e la polizia nel punire severamente gli elementi violenti illegali in conformità con la legge", prosegue la nota, riferendosi allo status di Hong Kong come regione amministrativa speciale della Cina. (Cip)
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