OCSE
 
Ocse: Brasile, lotta alla corruzione "gravemente minacciata"
 
 
Brasilia, 17 ott 00:42 - (Agenzia Nova) - La Commissione anti-corruzione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha dichiarato che la capacità del Brasile di indagare sui casi di corruzione, che coinvolgono funzionari pubblici stranieri, è "gravemente minacciata". I componenti della commissione saranno in visita in Brasile il prossimo novembre per discutere con le autorità locali della questione. Il Brasile è firmatario della convenzione dell'Ocse sulla lotta alla corruzione, che stabilisce sanzioni per gli individui e le aziende che offrono tangenti ai dipendenti pubblici di altri paesi per ottenere vantaggi nelle transazioni internazionali. Nella dichiarazione, l'Ocse cita come motivi di "preoccupazione" la decisione del presidente della Corte suprema (Stf), il giudice Dias Toffoli, di vietare la condivisione di informazioni da parte dell'ex unità di informazione finanziaria (Coaf) con organi investigativi senza previa autorizzazione di un giudice. Dopo la decisione di Toffoli, sottolinea l'Ocse, il numero di segnalazioni fornire dal Coaf all'autorità giudiziaria è diminuito dell'81 per cento. La nota dell'Oces, si riferisce anche alla possibilità, fornita da una legge in discussione in parlamento di vietare ai consulenti fiscali di riferire immediatamente agli organi investigativi quando trovano prove di riciclaggio di denaro e reati connessi durante le indagini fiscali. "La decisione del presidente della Corte suprema di bloccare tutte le indagini e procedimenti penali del Coaf senza previa autorizzazione giudiziaria e tenta di limitare la capacità delle autorità fiscali di rilevare, denunciare e indagare sulla corruzione straniera e sul riciclaggio di denaro sporco", si legge nella nota Ocse. (Brb)
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