NIGERIA
 
Nigeria: esercito, salvati 51 civili in ostaggio di Boko Haram
 
 
Abuja, 02 ott 16:24 - (Agenzia Nova) - L'esercito nigeriano ha salvato 51 civili tenuti in ostaggio da miliziani di Boko Haram dopo l'attacco sferrato ad una base militare di Gubio, città dello stato nord-orientale di Borno. In dichiarazioni rilasciate oggi ai media locali, il portavoce dell'esercito Aminu Iliyasu ha detto che le forze dell'operazione anti-jihadista nigeriana Lafiya Dole sono riuscite a respingere "con successo" l'attacco sferrato tra domenica e lunedì scorso a Gubio, salvando 51 ostaggi in mano agli aggressori e recuperando un camion carico di armi, due fucili Ak-47 e un cannone antiaereo che in un primo momento erano stati sottratti all'esercito. Secondo Iliyasu, inoltre, negli scontri seguiti all'attacco i militari nigeriani hanno ucciso due jihadisti. L'attacco era stato rivendicato lunedì scorso dallo Stato islamico nell'Africa occidentale (Iswap), che annunciava l'esecuzione di 18 militari nigeriani nel Borno.

Il portavoce militare ha aggiunto che un'indagine preliminare sull'accaduto ha rivelato che uno dei sospetti jihadisti sarebbe stato in contatto via Whatsapp con un cooperante di un'organizzazione non governativa (Ong) operante sul territorio. La scorsa settimana le autorità di Abuja hanno imposto a due ong, Azione contro la fame e Mercy Corps, di sospendere le loro attività negli stati nord-orientali di Borno e Yobe, teatro di frequenti attacchi jihadisti, accusandole di "favorire i terroristi" di Boko Haram nella regione e di intralciare il lavoro delle forze di sicurezza. In occasione della chiusura di Azione contro la Fame, il portavoce militare Ado Isa ha dichiarato che l'Ong ha fornito cibo e droghe ai jihadisti, sostenendo di avere prove credibili per dimostrarlo. "Le azioni sovversive di Azione contro la fame sono continuate nonostante diversi avvertimenti a desistere dall'aiutare e favorire i terroristi e le loro atrocità", ha dichiarato Isa in una nota.

In una nota diffusa da Mercy Corps, la Ong ha da parte sua sottolineato di non aver ricevuto una motivazione ufficiale da parte delle autorità nigeriane per la chiusura. Pochi giorni prima, Azione contro la fame riferiva in un comunicato che i militari hanno imposto con la forza la chiusura della sede. "Questa decisione, senza preavviso e senza alcuna spiegazione, mette a rischio l'assistenza fornita da Azione contro la fame alle persone più vulnerabili nello stato di Borno e interrompe, con effetto immediato, l'assistenza fornita a milioni di persone a Maiduguri, Monguno e Damasak". L'Ong aggiungeva che gli aiuti da lei forniti a "gruppi vulnerabili" sono "neutrali, imparziali e indipendenti" da qualsiasi indirizzo politico, e segnala che la decisione dell'esercito interrompe, con effetto immediato, l'assistenza fornita a milioni di persone a Maiduguri, Monguno e Damasak.

A giugno Iswap, fazione secessionista di jihadista Boko Haram, ha rivendicato l'uccisione di 20 militari nigeriani in un attacco condotto nel Borno, pochi giorni dopo che l'esercito di Abuja annunciava di aver neutralizzato "nove esponenti di spicco" di Iswap. Il gruppo si sta facendo spazio sul territorio con azioni mirate contro militari e civili, mentre le autorità hanno incrementato negli ultimi mesi le operazioni militari contro i jihadisti. L’offensiva di Boko Haram è iniziata in Nigeria nel 2009 e da allora si è allargata anche ai paesi del bacino del lago Ciad. Iswap ha inoltre di recente cambiato leadership, nominando Abu Abdullah Ibn Umar al Barnawi come nuova guida. Di recente è riapparso in video il leader storico di Boko Haram, Abubakar Shekau, dopo quasi un anno dal suo ultimo messaggio, inviato a luglio del 2018.

Parlando in arabo e mostrando apparenti difficoltà di vista, Shekau (che ha parlato per 35 minuti indossando un abito bianco e imbracciando un fucile Ak-47) ha letto un messaggio in cui ha difeso l'ideologia del suo gruppo e condannato la democrazia e l'educazione della cultura occidentale, definendo l'azione del governo nigeriano "peccaminosa" (shirk), termine che nell'Islam indica l'ambizione di associarsi a dio, atteggiamento che è considerato fra i peccati più gravi. Nel tentativo di arginare l'avanzata terroristica nella regione e di strutturare una risposta con i paesi del bacino del lago Ciad, particolarmente colpito dall'azione jihadista, lo scorso 12 giugno il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha convocato ad Abuja un vertice straordinario per discutere di nuove strategie regionali di lotta al terrorismo, in particolare al movimento jihadista Boko Haram. (Res)
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