YEMEN
 
Yemen: inviato Onu, attacchi contro infrastrutture Aramco potrebbero trascinare paese in conflitto regionale
 
 
New York, 16 set 19:49 - (Agenzia Nova) - Le Nazioni Unite non sono a conoscenza dei possibili autori dell’attacco avvenuto lo scorso 14 settembre contro alcune installazioni petrolifere strategiche in Arabia Saudita, ma definiscono “grave” la rivendicazione da parte dei ribelli sciiti yemeniti Houthi. Lo ha dichiarato l'inviato delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, intervenendo al Consiglio di sicurezza Onu. "Non sappiamo di chi sia la mano dietro questi attacchi, ma il fatto che gli Houthi abbiano rivendicato la responsabilità è di per sé grave", ha dichiarato il diplomatico Onu. "Questo tipo di azione probabilmente trascinerà lo Yemen in un conflitto regionale", ha dichiarato Griffiths che ha definito “preoccupante” l’escalation militare. Durante la discussione, diversi paesi tra cui Regno Unito, Francia, Kuwait e Russia hanno condannato con fermezza gli attacchi senza tuttavia identificare un colpevole. Il nuovo ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Kelly Craft, ha ribadito la posizione del Dipartimento di Stato che accusa l’Iran per la responsabilità dell’attacco avvenuto lo scorso 14 settembre nel complesso di raffinazione di Abqaiq, nell’est dell’Arabia Saudita, e nel giacimento petrolifero di Khurais a circa 140 chilometri a est della capitale saudita Riad. Nel suo intervento Griffiths ha invitato gli yemeniti a riprendere il dialogo per porre fine alla guerra. Parallelamente agli sforzi in corso per attuare gli accordi di Stoccolma dello scorso dicembre, "le parti yemenite devono andare avanti per riprendere senza indugio un processo politico inclusivo", ha affermato. Gli accordi conclusi in Svezia nel dicembre 2018 miravano a stabilire cessate il fuoco nella regione di Hodeida, nell’ovest del paese, un ritiro dei combattenti e un vasto scambio di prigionieri.

(Res)
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