HONG KONG
 
Hong Kong: governo cerca soluzioni attraverso dialogo con le persone
 
 
Hong Kong, 23 set 06:12 - (Agenzia Nova) - Il segretario capo dell'amministrazione della regione amministrativa speciale di Hong Kong, Cheung Kin-chung, ha dichiarato ieri che il governo della città spera di trovare soluzioni ai problemi attraverso dialoghi sinceri e approfonditi con persone di diversi settori della società. "Il governo di Hong Kong spera di avviare dialoghi sinceri con persone di ogni estrazione sociale e con diverse posizioni e background politici, in modo da comprendere più a fondo i problemi radicati nella società, cercare soluzioni e spingere la città in avanti", ha detto Cheung. Il funzionario ha affermato che la Commissione per i bambini e la Commissione per lo sviluppo della gioventù, entrambe da lui presiedute, hanno tenuto riunioni la scorsa settimana per discutere delle controversie causate dalle attuali tensioni sociali.

"L'incontro della Commissione per l'infanzia, incentrato su questioni quali il bullismo nei campus, ha concordato che un'esposizione inappropriata a scene violente può avere un impatto emotivo di vasta portata sui bambini e ha invitato le persone a mettere il bene dei bambini come priorità", ha affermato il funzionario. La Commissione per lo sviluppo della gioventù ha tenuto una riunione tematica incentrata sull'edilizia abitativa e terrà altre riunioni di questo tipo su questioni relative all'istruzione e all'occupazione, ha spiegato Cheung, aggiungendo che i segretari dei dipartimenti competenti del governo parteciperanno alle riunioni e ascolteranno i consigli. "Il governo spera vivamente che la società torni alla calma, sostituisca il confronto con un dialogo sincero e ricostruisca la fiducia reciproca", ha affermato Cheung, sottolineando che il governo di Hong Kong si impegnerà a costruire una città pacifica, inclusiva e giusta, con un sincero, pragmatico e umile atteggiamento e un approccio orientato alle persone.

Una manifestazione antigovernativa pacifica presso uno dei principali centri commerciali di Hong Kong è degenerata in nuovi scontri con le Forze dell'ordine, a dimostrazione delle difficoltà delle autorità cittadini di contenere il crescente astio di una parte dell'opinione pubblica in vista del 70mo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina. Gli scontri, avvenuti all'interno del centro commerciale New Town Plaza di Sha Tin, hanno seguito scontri di strada il giorno precedente, segnati anche dal lancio di bottiglie molotov. Le autorità di Hong Kong hanno già stabilito di cancellare lo spettacolo pirotecnico in programma l'1 ottobre alla luce delle tensioni. Le proteste di ieri, che hanno coinvolto uno dei quartieri residenziali più affollati della città, sono degenerate quando la polizia antisommossa ha fatto ingresso nel centro commerciale, dove sino a quel momento la protesta si era svolta in modo pacifico. La 16ma settimana di proteste complica il lavoro delle autorità di Hong Kong anche in vista del prossimo fine settimana, che segnerà il quinto anniversario delle proteste pro-democrazia note come "Movimento degli ombrelli".

La polizia di Hong Kong ha ribadito di attenersi a una serie di procedure standard per la gestione delle persone sotto custodia, nonché a rigide linee guida per l'uso della forza. "La polizia rispetta la privacy, la dignità e i diritti della persona sotto la custodia delle forze dell'ordine e dispone di una serie di procedure standard per la gestione della persona", si legge in una nota diffusa oggi dal Dipartimento delle pubbliche relazioni della polizia (Pprb). "In ogni caso in cui una persona in custodia della polizia abbia bisogno di cure mediche a causa di malattia o infortunio, l'ufficiale ha il dovere di organizzare il trasferimento al più vicino ospedale o clinica governativa", afferma il comunicato. "Una persona sotto la custodia della polizia sarà anche autorizzata a comunicare con altre parti, ad esempio per chiedere assistenza legale e contattare la propria famiglia, a condizione che nessun ritardo o impedimento irragionevole sia causato al processo di indagine o all'amministrazione della giustizia", si aggiunge.

Il Pprb ha affermato che esistono anche rigide linee guida della polizia in merito all'uso della forza, che deve essere "la minima necessaria per raggiungere uno scopo legittimo". "Gli agenti di polizia devono, prima di usare la forza e quando le circostanze lo consentono, avvertire della loro intenzione e le persone coinvolte devono avere ogni opportunità, quando possibile, di obbedire agli ordini della polizia", prosegue il comunicato. "Gli agenti di polizia devono sempre esercitare un alto livello di moderazione nell'uso della forza che cesserà una volta raggiunto lo scopo", prosegue il testo. Il Pprb, infine, spiega che "l'Ufficio per i reclami contro la polizia gestirà tutti i casi secondo il meccanismo stabilito in modo equo e imparziale".

Martedì 17 settembre la polizia ha respinto le accuse mosse da un membro del Consiglio legislativo di Hong Kong (LegCo), Tanya Chan, presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc) riguardo alla risposta delle forze dell'ordine ai disordini anti-governativi in corso da giugno. Un portavoce della polizia ha dichiarato che di fronte alle proteste sempre più tese, "la polizia di Hong Kong esercita sempre un alto livello di moderazione e di sforzi per ripristinare l'ordine pubblico e per proteggere la sicurezza delle persone". "La signora Chan ha menzionato i diritti dei detenuti e le procedure di custodia. Dobbiamo sottolineare che rispettiamo sempre i diritti dei detenuti e organizzeremo incontri fra loro e parenti e avvocati, dato che non vi sono ritardi irragionevoli o ostacoli alle indagini o all'amministrazione della giustizia", ha detto il portavoce.

"Inoltre, la polizia non impedirà a nessuna persona di ricevere cure mediche durante le indagini in corso. Rispettiamo anche la privacy dei pazienti e qualsiasi diritto relativo a ciascuna persona", ha aggiunto. "Per quanto riguarda l'accusa della signora Chan sul fatto che i detenuti vengano molestati e umiliati dalla polizia, abbiamo ripetutamente chiarito che non abbiamo ricevuto alcuna denuncia formale. Prendiamo molto sul serio tali accuse infondate e dubitiamo della fonte di informazione", ha affermato il portavoce, aggiungendo che la polizia fa appello a chiunque disponga di prove concrete per consentire l'avvio di indagini.

L'attivista pro-democrazia Joshua Wong, uno dei leader delle proteste anti-governative in atto a Hong Kong dallo scorso giugno, ha esortato la scorsa settimana i legislatori statunitensi ad introdurre provvedimenti di legge per una revisione annuale dello status speciale che concede all'ex colonia britannica privilegi di natura economica e commerciale. Pechino, ha detto Wong durante una audizione di fronte alla commissione sulla Cina del Congresso federale Usa, non dovrebbe poter "raccogliere i benefici economici derivanti dall'autorevolezza globale di Hong Kong" e al contempo continuare ad operare una "erosione delle nostre libertà". Wong ha descritto lo stato dell'autonomia di Hong Kong – prerequisito per lo status speciale concesso dagli Usa – come un prodromo del collasso di "un paese, due sistemi", il principio cardine su cui poggia la convivenza tra l'ex colonia britannica e Pechino. "Il governo Usa e le altre democrazie devono porre i funzionari cinesi e di Hong Kong di fronte alle loro responsabilità, per il fallimento nel tener fede ai loro impegni" ha dichiarato durante l'audizione il senatore repubblicano Marco Rubio. "Gli Stati Uniti e altri paesi hanno opzioni proprio perché Pechino trae beneficio dallo statuto speciale di Hong Kong". (Cip)
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