GIAPPONE
 
Giappone: tre blocchi di opposizione concordano fusione gruppi parlamentari
 
 
Tokyo, 23 set 2019 05:31 - (Agenzia Nova) - Tre delle principali forze di opposizione politica giapponesi hanno concordato di unire i rispettivi gruppi parlamentari, per contrastare con maggior forza l’agenda del governo conservatore del primo ministro, Shinzo Abe. I leader del Partito costituzionale democratico (Cdp) e del Partito democratico per il popolo (Dpp), oltre al gruppo parlamentare che si è battezzato “Gruppo di revisione delle politiche di sicurezza sociale”, istituiranno un unico gruppo di voto esteso a 117 seggi alla Camera bassa, e 61 a quella alta della Dieta, il parlamento giapponese. Alla Camera bassa, in particolare, il gruppo di opposizione sarà il più numeroso mai affrontato dal 2012, all’inizio della seconda stagione di Abe alla guida dell’esecutivo giapponese. A siglare l’accordo sono stati il leader del Cdp, Yukio Edano, quello del Dpp, Yuichiro Tamaki, e l’ex premier Yoshihiko Noda, che guida il Gruppo di revisione. La scorsa settimana il Cdp ha raccolto inoltre richieste di adesione da parte di tre deputati indipendenti.

Il tasso di approvazione goduto dal governo del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, continua ad aumentare, dopo il rimpasto di governo e della leadership del Partito liberaldemocratico effettuato lo scorso 11 settembre. Un sondaggio effettuato dal quotidiano “Asahi” il 14 e 15 settembre scorso attribuisce al governo in carica un consenso del 48 per cento, sei punti percentuali in più rispetto al sondaggio analogo effettuato dal quotidiano lo scorso luglio. Il tasso di sfiducia, di contro, è calato di 4 punti percentuali, al 31 per cento. Il 35 per cento degli intervistati si è espresso a favore del rinnovo della compagine dei ministri, e il 33 per cento ha espresso il parere contrario. Il rimpasto di governo ha interessato ben 17 dei 19 ministri dell’esecutivo, anche in vista delle sfide poste dall’aumento della tassazione sui consumi, a partire dal mese di ottobre. L’81,1 per cento degli intervistati da “Kyodo” si è detto “preoccupato” o “preoccupato in parte” per i potenziali effetti economici negativi dell’aumento della tassazione.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha rilanciato con forza la sua ambizione di lungo termine di riformare la Costituzione postbellica del paese, all’indomani del rinnovo della compagine ministeriale del suo esecutivo. “Si tratta di una sfida difficile, ma ce la faremo senza dubbio”, ha dichiarato Abe durante una conferenza stampa presso la sua residenza ufficiale. Il primo ministro si è detto fiducioso che il Partito liberaldemocratico (Ldp), di cui è presidente, farà avanzare il dibattito in materia di riforma costituzionale in occasione della prossima sessione parlamentare, che si aprirà il 4 ottobre. “L’Ldp dovrà dar prova di forte leadership nelle commissioni costituzionali, per giungere alla definizione delle bozze di emendamento”, ha detto il premier, Abe ha auspicato un confronto aperto tra i partiti prima della formale presentazione delle proposte di emendamento. Tra le modifiche al testo costituzionale promosse dal premier giapponese, figura anzitutto la riforma dell’Art. 9 sul pacifismo costituzionale, per chiarire formalmente il ruolo delle Forze di autodifesa nazionale.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha rinnovato mercoledì la sua squadra di governo, introducendo 13 nuovi ministri, inclusi due figure di peso del Partito liberaldemocratico (Ldp), e promuovendo ministro a sorpresa il 38enne Shinjiro Koizumi, giovane politico dal forte consenso elettorale che pare indirizzato verso la futura leadership del conservatorismo giapponese. L’obiettivo del primo ministro giapponese sembra essere quello di consolidare e rafforzare il consenso goduto dall’esecutivo, e di prepararlo a sfide imminenti: l’aumento della tassazione sui consumi, in programma il 1° ottobre, e l’ambizioso quanto arduo obiettivo di riformare la Costituzione post-bellica. La decisione del premier di sostituire ben 17 dei 19 ministri del governo è giunta dopo la vittoria conseguita dall’Ldp, di cui è presidente, e dalla formazione alleata, il nuovo partito Komeito, alle elezioni per la Camera alta tenute questa estate.

La nuova squadra di governo mantiene un paio di volti noti: restano il vicepremier e ministro delle Finanze, Taro Aso, e il segretario capo di Gabinetto, Yoshihide Suga, che hanno accompagnato Abe come collaboratori di primissimo piano sin dal suo ritorno al potere, nel 2012. Il ministro degli Esteri, Taro Kono, assumerà la guida del dicastero della Difesa. Kono verrà sostituito agli Esteri dall’attuale ministro per la rivitalizzazione economica, Toshimitsu Motegi. Il ministro del Commercio, Hiroshige Seko, è stato nominato da Abe segretario generale del Partito liberaldemocratico (Ldp) alla Camera alta della Dieta. Un esponente del partito Komeito, Kazuyoshi Akaba, sostituirà Keiichi Ishii come ministro delle Infrastrutture, dei trasporti e del turismo. Il ministero degli Esteri e della Giustizia sono andati a due figure vicinissime al premier: Koichi Haguida, già segretario generale esecutivo facente funzioni del Partito liberaldemocratico; e Katsuyuki Kawai, consigliere speciale per gli affari esteri del primo ministro.

La nomina che ha destato maggiore attenzione, però, è stata quella a ministro dell’Ambiente del già citato Koizumi, atipica data l’esperienza ancora scarsa del 38enne nelle istituzioni. Non a caso, la nomina fa del figlio dell’ex premier giapponese il ministro di governo maschio più giovane nella storia post-bellica del Giappone. Nell’arco del mese scorso, l’astro nascente del partito conservatore giapponese ha guadagnato grande notorietà mediatica annunciando di fronte alle telecamere il suo fidanzamento ufficiale con Christel Takigawa, personalità televisiva franco-giapponese che ha fatto da ambasciatrice per la candidatura di Tokyo alle Olimpiadi estive 2020, introducendo al pubblico internazionale il concetto giapponese di ospitalità (“omotenashi”).

Un contributo di grandissimo peso alla fulminea ascesa politica di Koizumi è giunta lo scorso 10 agosto dal braccio di Abe ed eminenza grigia del Partito liberaldemocratico, il segretario capo di gabinetto Yoshihide Suga. Interpellato dai giornalisti se il 38enne disponga delle qualità per succedere un giorno ad Abe, nella veste di primo ministro, Suga ha risposto positivamente: “Se fosse disposto a farlo, non avrei nulla da obiettare”, ha dichiarato il veterano dell’Ldp. Il “pedigree” politico di Koizumi è di grande spessore: il giovane ministro è infatti figlio dell’ex premier Junichiro Koizumi; il 38enne è noto per le sue doti di oratore, e i sondaggi lo fotografano costantemente come una delle figure più gettonate dall’elettorato conservatore per la successione all’attuale primo ministro.

Per il momento, però, la figura di Koizumi poggia più sulla popolarità e l’immagine mediatica, che sull’esperienza e i risultati concreti. Ad oggi il giovane ministro conservatore si è candidato con successo a quattro elezioni parlamentari: poche, in un ambiente che attribuisce grande valore anzitutto all’esperienza. Una delle principali agende promosse da Koizumi nella veste di parlamentare – riformare la legislatura all’insegna della produttività entro la fine dell’era Heisei, conclusasi con l’abdicazione dell’imperatore Akihito lo scorso aprile – resta ad oggi perlopiù disattesa. Il politico 38enne ha ottenuto successi solo marginali anche nella promozione di riforme dell’agricoltura e della previdenza.

Koizumi ha anche un record controverso come portavoce della linea ufficiale del suo partito: ha criticato in diverse occasioni il governo in carica, e alle elezioni per il rinnovo della presidenza dell’Ldp ha votato per l’ex ministro della Difesa Shigeru Ishiba, anziché per il premier Abe, sia nel 2012 che nel 2018. Durante la campagna elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo della Camera alta, lo scorso luglio, Koizumi ha tenuto comizi in favore di alcuni candidati del suo partito, ma le prestazioni oratorie di Abe e di Suga sono state giudicate più convincenti. La decisione di accettare l’incarico di ministro dell’Ambiente, nonostante la precedente riluttanza ad unirsi all’esecutivo di Abe, sarebbe originata in parte proprio dalla volontà di riparare la propria reputazione, un po’ appannata dall’ultima campagna elettorale.

Il segretario generale del Partito liberaldemocratico, Toshihiro Nikai, ha descritto Koizumi come un deputato attivo e promettente durante una conferenza stampa il mese scorso, ma ha anche aggiunto che questi non riceverà alcun trattamento di favore: “La giovinezza non dovrebbe essere l’unico asset”, ha detto Nikai. La nomina a ministro dell’Ambiente di Koizumi, apparentemente voluta da Abe, sarebbe dettata dalla volontà di sfruttare la dote di consenso portata dal giovane politico conservatore, ma anche di verificarne le concrete capacità in una posizione di grande responsabilità: segnale, questo, che Abe e l’Ldp starebbero valutando seriamente Koizumi come possibile volto della prossima generazione di conservatori giapponesi, a patto superi indenne la prova prematura dell’incarico ministeriale. (Git)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..