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Usa-Cina: Washington acconsente a rinviare di due settimane alcuni dazi su merci cinesi
 
 
Washington, 12 set 04:36 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri, 11 settembre, che gli Usa hanno acconsentito a rinviare di due settimane, dall’1 al 15 ottobre, l’aumento delle tariffe a carico di merci d’importazione cinese dal valore complessivo di 250 miliardi di dollari. Trump ha definito la decisione un “gesto di buona volontà” giunto in risposta a “una richiesta del vicepremier della Cina, Liu He, e in considerazione del fatto che la Repubblica Popolare Cinese celebrerà il suo 70mo anniversario”. Il governo Usa aveva fissato al 1° ottobre prossimo l’aumento dei dazi su parte delle importazioni cinesi di cinque punti percentuali, dal 25 al 30 per cento. Il rinvio consentirà anche di alleggerire la tensione in vista della prossima sessione di colloqui tra i negoziatori dei due paesi, in programma all’inizio di ottobre.

Il governo cinese ha pubblicato ieri, mercoledì 11 settembre, le prime due liste di merci statunitensi esenti dal nuovo round di dazi aggiuntivi introdotti da Pechino. Secondo una dichiarazione del ministero delle Finanze cinese, l'esenzione entrerà in vigore il 17 settembre e sarà valida per un anno, fino al 16 settembre 2020. Secondo quanto riferisce la stampa internazionale, il ministero ha affermato che gli articoli sui due elenchi di esenzioni tariffarie pubblicati sul suo sito Web non saranno soggetti a ulteriori dazi imposti dalla Cina sui beni statunitensi "come contromisure alle misure della Sezione 301 degli Stati Uniti". Fra i prodotti figurano farina di siero di latte e di pesce e alcuni lubrificanti.

Cina e Stati Uniti hanno concordato di organizzare una nuova sessione di colloqui commerciali a Washington, all’inizio del mese di ottobre. Lo ha annunciato il ministero del Commercio cinese, a margine di un colloquio telefonico del vicepremier cinese Liu He con il rappresentante del Commercio Usa, Robert Lighthizer, e con il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin. Alla conversazione telefonica ha reso parte anche il governatore della banca centrale cinese, Yi Gang. Prima dei colloqui di ottobre, le due parti terranno consultazioni a metà settembre, nel tentativo di creare un clima favorevole alla definizione di un accordo.

La Cina ha annunciato di aver presentato un ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) contro gli Stati Uniti a seguito dell'imposizione di tariffe aggiuntive del 15 per cento a carico di merci cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari dal 1° settembre. Le tariffe imposte dagli Stati Uniti hanno violato gravemente il consenso raggiunto dai due capi di Stato a Osaka, accusa un comunicato del ministero del Commercio cinese, aggiungendo che la Cina è estremamente insoddisfatta e si oppone risolutamente alle tariffe. La Cina salvaguarderà fermamente i propri diritti e interessi legittimi e difenderà con fermezza il sistema commerciale multilaterale e l'ordine commerciale internazionale in linea con le regole dell'Omc, aggiunge la nota.

Il governo degli Stati Uniti ha imposto all’inizio di settembre dazi del 15 per cento a carico di merci d’importazione cinese dal valore complessivo di 300 miliardi di dollari, in una nuova escalation del conflitto commerciale che oppone le due maggiori economie del Globo. Le nuove tariffe, che potrebbero essere ulteriormente aumentate il prossimo dicembre, colpiscono merci quali capi di vestiario, computer portatili e smartphone. Pechino ha già risposto attuando misure analoghe a carico delle merci Usa. Gli Stati Uniti avevano già imposto dazi su 250 miliardi di dollari di merci cinesi, circa la metà del totale dell’export cinese verso gli Usa nel 2018. L’amministrazione del presidente Donald Trump sta tentando di ridurre il cronico disavanzo della bilancia commerciale nei confronti della prima economia asiatica, e di contrastare i furti della proprietà intellettuale e delle tecnologie imputati da Washington alle aziende cinesi. L’amministrazione Trump aveva inizialmente annunciato tariffe del 10 per cento, ma ha deciso di portarle al 15 per cento, dopo l’annuncio da parte di Pechino di nuovi dazi a carico delle merci Usa.

Dal 1° settembre Pechino ha iniziato a imporre tariffe aggiuntive su alcune delle merci statunitensi per un valore di 75 miliardi di dollari. Pechino ha iniziato a imporre una tariffa del 5 per cento sul greggio statunitense dal primo giorno del mese, la prima volta che il petrolio statunitense è stato preso di mira da quando le due maggiori economie del mondo hanno iniziato la loro guerra commerciale più di un anno fa. Le tariffe extra sono state riscosse su 1.717 articoli per un totale di 5.078 prodotti originari degli Stati Uniti. Pechino inizierà a raccogliere tariffe aggiuntive per il resto degli articoli dal 15 dicembre. (Was)
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