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Giappone: rimpasto governo Abe anticipa ricambio generazionale della politica giapponese
 
 
Tokyo, 11 set 12:53 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha rinnovato oggi la sua squadra di governo, introducendo 13 nuovi ministri, inclusi due figure di peso del Partito liberaldemocratico (Ldp), e promuovendo ministro a sorpresa il 38enne Shinjiro Koizumi, giovane politico dal forte consenso elettorale che pare indirizzato verso la futura leadership del conservatorismo giapponese. L’obiettivo del primo ministro giapponese sembra essere quello di consolidare e rafforzare il consenso goduto dall’esecutivo, e di prepararlo a sfide imminenti: l’aumento della tassazione sui consumi, in programma il primo ottobre, e l’ambizioso quanto arduo obiettivo di riformare la Costituzione post-bellica. La decisione del premier di sostituire ben 17 dei 19 ministri del governo è giunta dopo la vittoria conseguita dall’Ldp, di cui è presidente, e dalla formazione alleata, il nuovo partito Komeito, alle elezioni per la Camera alta tenute questa estate.

La nuova squadra di governo mantiene un paio di volti noti: restano il vicepremier e ministro delle Finanze, Taro Aso, e il segretario capo di Gabinetto, Yoshihide Suga, che hanno accompagnato Abe come collaboratori di primissimo piano sin dal suo ritorno al potere, nel 2012. Il ministro degli Esteri, Taro Kono, assumerà la guida del dicastero della Difesa. Kono verrà sostituito agli Esteri dall’attuale ministro per la rivitalizzazione economica, Toshimitsu Motegi. Il ministro del Commercio, Hiroshige Seko, è stato nominato da Abe segretario generale del Partito liberaldemocratico (Ldp) alla Camera alta della Dieta. Un esponente del partito Komeito, Kazuyoshi Akaba, sostituirà Keiichi Ishii come ministro delle Infrastrutture, dei trasporti e del turismo. Il ministero degli Esteri e della Giustizia sono andati a due figure vicinissime al premier: Koichi Haguida, già segretario generale esecutivo facente funzioni del Partito liberaldemocratico; e Katsuyuki Kawai, consigliere speciale per gli affari esteri del primo ministro.

La nomina che ha destato maggiore attenzione, però, è stata quella a ministro dell’Ambiente del già citato Koizumi, atipica data l’esperienza ancora scarsa del 38enne nelle istituzioni. Non a caso, la nomina fa del figlio dell’ex premier giapponese il ministro di governo maschio più giovane nella storia post-bellica del Giappone. Nell’arco del mese scorso, l’astro nascente del partito conservatore giapponese ha guadagnato grande notorietà mediatica annunciando di fronte alle telecamere il suo fidanzamento ufficiale con Christel Takigawa, personalità televisiva franco-giapponese che ha fatto da ambasciatrice per la candidatura di Tokyo alle Olimpiadi estive 2020, introducendo al pubblico internazionale il concetto giapponese di ospitalità (“omotenashi”).

Un contributo di grandissimo peso alla fulminea ascesa politica di Koizumi è giunta lo scorso 10 agosto dal braccio di Abe ed eminenza grigia del Partito liberaldemocratico, il segretario capo di gabinetto Yoshihide Suga. Interpellato dai giornalisti se il 38enne disponga delle qualità per succedere un giorno ad Abe, nella veste di primo ministro, Suga ha risposto positivamente: “Se fosse disposto a farlo, non avrei nulla da obiettare”, ha dichiarato il veterano dell’Ldp. Il “pedigree” politico di Koizumi è di grande spessore: il giovane ministro è infatti figlio dell’ex premier Junichiro Koizumi; il 38enne è noto per le sue doti di oratore, e i sondaggi lo fotografano costantemente come una delle figure più gettonate dall’elettorato conservatore per la successione all’attuale primo ministro.

Per il momento, però, la figura di Koizumi poggia più sulla popolarità e l’immagine mediatica, che sull’esperienza e i risultati concreti. Ad oggi il giovane ministro conservatore si è candidato con successo a quattro elezioni parlamentari: poche, in un ambiente che attribuisce grande valore anzitutto all’esperienza. Una delle principali agende promosse da Koizumi nella veste di parlamentare – riformare la legislatura all’insegna della produttività entro la fine dell’era Heisei, conclusasi con l’abdicazione dell’imperatore Akihito lo scorso aprile – resta ad oggi perlopiù disattesa. Il politico 38enne ha ottenuto successi solo marginali anche nella promozione di riforme dell’agricoltura e della previdenza.

Koizumi ha anche un record controverso come portavoce della linea ufficiale del suo partito: ha criticato in diverse occasioni il governo in carica, e alle elezioni per il rinnovo della presidenza dell’Ldp ha votato per l’ex ministro della Difesa Shigeru Ishiba, anziché per il premier Abe, sia nel 2012 che nel 2018. Durante la campagna elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo della Camera alta, lo scorso luglio, Koizumi ha tenuto comizi in favore di alcuni candidati del suo partito, ma le prestazioni oratorie di Abe e di Suga sono state giudicate più convincenti. La decisione di accettare l’incarico di ministro dell’Ambiente, nonostante la precedente riluttanza ad unirsi all’esecutivo di Abe, sarebbe originata in parte proprio dalla volontà di riparare la propria reputazione, un po’ appannata dall’ultima campagna elettorale.

Il segretario generale del Partito liberaldemocratico, Toshihiro Nikai, ha descritto Koizumi come un deputato attivo e promettente durante una conferenza stampa il mese scorso, ma ha anche aggiunto che questi non riceverà alcun trattamento di favore: “La giovinezza non dovrebbe essere l’unico asset”, ha detto Nikai. La nomina a ministro dell’Ambiente di Koizumi, apparentemente voluta da Abe, sarebbe dettata dalla volontà di sfruttare la dote di consenso portata dal giovane politico conservatore, ma anche di verificarne le concrete capacità in una posizione di grande responsabilità: segnale, questo, che Abe e l’Ldp starebbero valutando seriamente Koizumi come possibile volto della prossima generazione di conservatori giapponesi, a patto superi indenne la prova prematura dell’incarico ministeriale.

Il rimpasto dell’esecutivo giapponese ha interessato anche la leadership dell’Ldp: oggi Abe ha nominato il ministro per le Olimpiadi, Shunichi Suzuki, presidente del Consiglio generale del partito. L’ex ministro dell’Istruzione, Hakubun Shimomura, è stato posto invece a capo del Comitato per la strategia elettorale della formazione conservatrice. Come anticipato nei giorni scorsi, Toshihiro Nikai è stato riconfermato nel ruolo di segretario generale. All’80enne Nikai, che ha assunto la seconda carica del partito nell’agosto 2016, viene riconosciuto un importante contributo ai successi elettorali conseguiti dall’Ldp. Abe, che è presidente dell’Ldp, aveva citato nei giorni scorsi la “stabilità” come elemento chiave dell’intervento sulla leadership di partito: “Rimpiazzare Nikai muterebbe le dinamiche interne al partito e si tradurrebbe in una fonte di instabilità” per il governo, aveva commentato un funzionario di governo citato dall’agenzia di stampa “Kyodo”. Un’altra figura chiave dell’Ldp, il capo politico Fumio Kishida, ambiva alla carica di Nikai, ma Abe ha deciso di riconferire ad entrambi il medesimo incarico. (Git)
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