UE
 
Ue: Conte a Bruxelles, un patto con Europa per la crescita. Penalità per chi non accoglie i migranti
 
 
Bruxelles , 11 set 16:18 - (Agenzia Nova) - Un patto con l’Europa che consenta all’Italia di mettere in campo gli investimenti necessari per rilanciare la crescita economica, mantenendo l’impegno a ridurre il debito. È la richiesta di di cui Giuseppe Conte si è fatto portavoce durante il suo primo viaggio a Bruxelles dopo il varo del nuovo esecutivo. Sul tavolo, in tema di immigrazione, ha messo la disponibilità a riconsiderare la missione Sophia, incassando l’impegno sulla redistribuzione dei migranti, con la previsione di penalità finanziarie per chi non accoglie. "Quello che ho chiesto è che vorrei con l'Europa stabilire un patto – ha riferito Conte al termine del suo incontro con il presidente del Consiglio europeo uscente, Donald Tusk - Abbiamo una stagione riformatrice che non si esaurisce in qualche mese. Abbiamo bisogno di un po' di tempo e per questo tempo vogliamo fare un patto con l'Europa per rendere l'Italia digitalizzata, vogliamo orientare completamente il nostro sistema industriale verso una green economy e da questo punto di vista abbiamo bisogno di un po' di tempo”. "Dobbiamo fare degli investimenti che ci consentano crescita economica, di orientare verso lo sviluppo sostenibile il paese, verso una maggiore occupazione, anche di maggiore qualità, abbiamo bisogno di lavorare anche per incrementare le competenze digitali, e su questo vogliamo in modo trasparente fare un patto con l'Europa - ha spiegato - Queste sono le nostre carte, questo è il nostro programma, consentiteci di realizzare questi investimenti e per un periodo di tempo lasciateci realizzare questo progetto. Ma, attenzione, il nostro obiettivo è la riduzione del debito. L'ho detto chiaramente. Non stiamo dicendo che non vogliamo tenere i conti in ordine o che il nostro obiettivo non è la riduzione del debito, ma lo vogliamo fare attraverso la crescita economica, una crescita ragionata, investimenti produttivi".

Con Tusk ha parlato anche di immigrazione. "Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l'aiuto dell'Europa. In Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri. Anche su questo abbiamo la piena attenzione, la piena condivisione", ha detto. "D'ora in poi il meccanismo dei rimpatri dovrà essere gestito a livello europeo e soprattutto integrando gli accordi che devono essere a livello europeo, non possono essere affidati bilateralmente ai singoli Stati come l'Italia", ha spiegato. "L'operazione Sophia non era stata completamente accantonata, diciamo che in questo momento non era stata valorizzata. Ma in un quadro in cui andiamo a operare un meccanismo di redistribuzione europea, una volta attivato possiamo riconsiderare il tutto". Sulla redistribuzione dei migranti, ha detto poi il premier dopo aver incontrato la nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “c'è grande disponibilità a trovare subito un accordo e chi non parteciperà ne risentirà sul piano finanziario. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte dopo il suo incontro con la nuova presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Dobbiamo uscire dalla gestione dei casi emergenziali affidata alla sola Italia. Qui abbiamo la massima disponibilità. Adesso dobbiamo definire i dettagli – ha affermato - Sicuramente l'Italia vuole che anche in questo meccanismo temporaneo ci sia sostanziale condivisione e ripartizione. In prospettiva, quando lo perfezioneremo, probabilmente avremo dei paesi che saranno riluttanti. C'è consapevolezza però che chi non parteciperà, ne risentirà molto sul piano finanziario, in modo consistente. Se siamo in Europa tutti devono partecipare a meccanismi di redistribuzione e quindi un meccanismo di solidarietà non può essere disatteso se non a grave prezzo per quel che mi riguarda". (Rin)
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