Esteri
 
I fatti del giorno - Nord Africa
 
 
Roma, 20 set 12:00 - (Agenzia Nova) - Tunisia: Ben Ali sarà sepolto nel suo paese, l’ok del governo Chahed - Il governo della Tunisia guidato dal premier Youssef Chahed ha dato il via libera al rientro in patria della salma dell’ex presidente Zine el Abdine Ben Ali, morto ieri all’età di 83 anni in esilio in Arabia Saudita. Lo riferisce una fonte vicina all’esecutivo, secondo cui la richiesta che Ben Ali venisse sepolto in Tunisia era stata formulata dalla famiglia già nelle ore successive il decesso. Secondo la stessa fonte, il governo ha anche assicurato che si adopererà per garantire lo svolgimento dei funerali. Salito al potere con un colpo di Stato “medico” nel 1987, Ben Ali ha dominato la vita politica della Tunisia per 23 anni, periodo durante il quale il paese ha visto restringersi gli spazi democratici ma in un quadro internazionale di rafforzamento dei rapporti con i paesi occidentali. La sua morte segue di poche settimane quella di uno dei suoi successori alla guida della Tunisia, Beji Caid Essebsi, figura di riferimento dell’anima laica del paese.

Turismo: Marocco, visitatori in aumento dell'8,2 per cento a fine luglio - Alla fine di luglio 2019, oltre 7.544 milioni di turisti hanno visitato il Marocco, in crescita dell'8,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con + 8,3 per cento per i turisti stranieri e +8,1 per cento per i marocchini residenti all'estero, secondo l'Osservatorio del turismo di Rabat. Tutti i principali mercati di emissione hanno registrato aumenti significativi durante questo periodo, in particolare Italia (+13 per cento), Francia (+10 per cento), Spagna (+9 per cento), Germania (+9 per cento), Belgio (+9 per cento), Olanda (+8 per cento) e Regno Unito (+8 per cento), afferma l'Osservatorio nella sua ultima nota sulle statistiche del turismo in Marocco.

Libia: media Haftar, distrutta difesa aerea Gna nel campo di Misurata - L'aviazione dell'esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar ha distrutto le difese aeree delle forze del Governo di accordo nazionale (Gna) nel campo di difesa aerea nella zona di Al Saket, a Misurata. Lo ha riferito un'alta fonte militare al sito libico "Libya News 24", considerato vicino a Khalifa Haftar. La fonte ha detto che i raid hanno portato alla distruzione di due antenne all'interno della base. L'aeronautica di Haftar ha lanciato all'alba di oggi attacchi aerei su postazioni militari collegate agli esperti militari turchi sulla sede dell’Accademia dell’aeronautica di Misurata e su Al Saket, fanno sapere da Bengasi. A Misurata è presente anche l’ospedale da campo italiano con una presenza di circa 300 militari italiani nell’ambito della Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (Miasit).

Libia: Haftar incontra ambasciatore Usa Norland ad Abu Dhabi - Il generale libico Khalifa Haftar, comandante dell'esercito nazionale libico (Lna), si trova in visita negli Emirati Arabi Uniti dove nella giornata di ieri ha incontrato ad Abu Dhabi l'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Richard Norland. Secondo l'ambasciata degli Stati Uniti, Haftar ha discusso con Norland dell'attuale situazione in Libia e della possibilità di una soluzione politica al conflitto in Libia. Questo incontro è il primo tra Haftar e il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, che negli ultimi giorni ha avuto diversi incontri con una serie di esponenti libici a Tripoli e in Tunisia.

Energia: Egitto, produzione nazionale di gas a 7,2 miliardi di piedi cubi al giorno - La produzione di gas naturale in Egitto è cresciuta a 7,2 miliardi di piedi cubi al giorno nel mese di settembre. Lo ha annunciato in un comunicato il ministero del Petrolio. Secondo Osama al Bagli, direttore della compagnia nazionale Egas, si tratta del dato “più alto di sempre”. Lo scorso agosto, la produzione del maxi-giacimento offshore di Zohr, operato da Eni nel Mediterraneo, è balzata a 2,7 miliardi di piedi cubi al giorno. Secondo quanto reso noto dal comunicato del ministero del Petrolio, un 13mo pozzo diventerà operativo nel mese di ottobre, mentre il 14mo entrerà in funzione prima della fine del 2019 portando la produzione di Zohr a 3 miliardi di piedi cubi di gas al giorno.

Tunisia: ex presidente Ben Ali sarà sepolto alla Mecca - L’ex presidente della Tunisia Zine el Abdine Ben Ali, deceduto ieri all’età di 83 anni in esilio in Arabia Saudita, sarà sepolto domani alla Mecca. Lo ha annunciato il suo avvocato, Mounir Ben Salha, negando l’intenzione della famiglia di riportare la salma di Ben Ali in Tunisia. La tomba dell’ex presidente tunisino, ha aggiunto il legale, sarà posizionata al fianco di quelle di importanti personalità saudite, “nel rispetto della dignità di un ex capo di Stato”. Salito al potere con un colpo di Stato “medico” nel 1987, Ben Ali ha dominato la vita politica della Tunisia per 23 anni, periodo durante il quale il paese ha visto restringersi gli spazi democratici ma in un quadro internazionale di rafforzamento dei rapporti con i paesi occidentali. La sua morte segue di poche settimane quella di uno dei suoi successori alla guida della Tunisia, Beji Caid Essebsi, figura di riferimento dell’anima laica del paese.

Tunisia: in caso di elezione Karoui si dimetterà se condannato - Se dovesse essere riconosciuto colpevole di frode fiscale e riciclaggio di denaro, il candidato Nabil Karoui si dimetterà una volta eletto presidente della Tunisia. Lo ha annunciato il suo avvocato, Imed Ben Halima, comunicando la volontà del suo assistito di rinunciare all’immunità costituzionale e di rinunciare all’incarico di capo dello Stato in caso di vittoria al secondo turno delle elezioni presidenziali. Karoui, proprietario dell’emittente “Nessma Tv” e leader del partito Qalb Tounes, è stato arrestato lo scorso 23 agosto nei pressi di un casello autostradale e, malgrado non abbia potuto di fatto condurre una campagna elettorale, ha ottenuto oltre il 15 per cento dei voti al primo turno delle presidenziali dello scorso 15 settembre, qualificandosi per il ballottaggio assieme al costituzionalista Kais Saied. Ben Halima ha anche reiterato l’appello alle autorità affinché liberino Karoui, poiché a suo dire l’arresto del candidato è una questione meramente politica. Finora i giudici hanno respinto ogni richiesta di scarcerazione del politico.

Algeria: 39mo venerdì di proteste, arresti già da questa mattina - Un grande dispositivo di sicurezza è stato messo in campo oggi dalle autorità dell’Algeria per monitorare lo svolgimento del 31mo venerdì di protesta contro il sistema politico al potere. Le strade verso la capitale sono state bloccate per impedire ai manifestanti provenienti da altre zone del paese di unirsi alle proteste. Il generale Ahmed Gaid Salah, capo di Stato maggiore dell’Esercito popolare nazionale e nuovo uomo forte del paese dopo le dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika, ha dato istruzione ai servizi di sicurezza di fermare auto e pullman con a bordo manifestanti. Inoltre, alcune fonti segnalano arresti già a partire da questa mattina. I dimostranti sono scesi in strada poco prima di mezzogiorno, intonando slogan contro il “Potere”. Nei giorni scorsi, su pressione dello stesso Gaid Salah, il presidente ad interim Abdelkader ha avviato l'iter per l'organizzazione delle elezioni presidenziali, fissate per il 12 dicembre. I manifestanti continuano tuttavia a opporsi all'ipotesi del voto senza previa fase di "transizione costituente".

Libia: raid forze Usa nel sud, eliminati almeno otto “leader e combattenti terroristi” - Le forze statunitensi hanno condotto ieri un raid aereo contro obiettivi dello Stato islamico nei pressi di Murzuq, nel sud della Libia, eliminando almeno otto “leader e combattenti terroristi”. Lo ha annunciato il generale Stephen Townsend, capo del Comando delle forze Usa in Africa (Africom), precisando che l’operazione è avvenuta “in coordinamento con il Governo di accordo nazionale (Gna). “Non permetteremo (ai terroristi) di usare il conflitto in corso in Libia per proteggersi. Insieme ai nostri partner libici, continueremo a negare ai terroristi un terreno sicuro in Libia”. Secondo quanto riferito dall’Africom in una nota, finora non sono state registrate vittime civili.

Libia: Ue, forte condanna uccisione migrante sudanese - L'Unione europea condanna fortemente la morte del giovane uomo sudanese, ucciso ieri a Tripoli, dopo essere stato riportato a terra dalla Guardia costiera libica. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Maja Kocijancic. "Siamo profondamente tristi e condanniamo fortemente la tragica morte del giovane uomo sudanese colpito da proiettili dopo che era stato sbarcato in Libia. L'uso di armi contro persone inermi e civili vulnerabili è inaccettabile in ogni circostanza e in questo contesto richiamiamo le autorità libiche ad avviare una indagine approfondita per chiarire le circostanze e stabilire le responsabilità, perché fatti simili non avvengano mai più", ha sottolineato la portavoce. "Noi stiamo lavorando perché i centri di detenzione siano chiusi e stabilire strutture pienamente conformi agli standard internazionali", ha aggiunto. "Quello che stiamo facendo è formare la Guardia costiera libica così che sia capace di salvare persone e di farlo nel rispetto degli standard internazionali. Una parte importante della formazione riguarda i diritti umani", ha dichiarato la portavoce rispondendo ad una domanda sui rischi di cooperare con la Guardia costiera libica. "La nostra priorità in Libia è salvare vite, proteggere le persone, combattere il traffico di essere umani, sostenere i rimpatri volontari e creare canali legali fuori dalla Libia per chi ha bisogno di protezione internazionale", ha aggiunto rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla promozione dei diritti umani e il salvataggio di persone da parte della Commissione uscente. (Res)
TUTTE LE NOTIZIE SU..