GOVERNO
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Governo: Prodi a "la Repubblica", viviamo la tragedia di un Paese che si frantuma in personalismi (3)
 
 
Roma, 20 set 10:03 - (Agenzia Nova) - L'ex premier parla di un'anima di sinistra. C'è chi teme che il Pd torni ad essere come i Ds. "Il problema non è il ritorno delle bandiere rosse: qualcuna che sventola ancora c'è, ma si è perso lo stampatore. Le differenze però si acuiscono sempre più. Ecco perché al centro va messa la questione della giustizia fiscale. Perciò mi ha molto colpito l'intervista di Renzi che annunciava la sua uscita e come programma usava una sola parola: futuro. Un programma che potrei ripetere anch'io che ho compiuto 80 anni perché va bene sempre, per tutti. E non dice niente". È particolarmente duro nei confronti di Renzi. "Sì, perché nei partiti è obbligatorio saper stare in minoranza e confrontarsi continuamente nelle sedi appropriate anche quando si perde. Rifugiarsi alla Leopolda non sostituisce il confronto di un congresso aperto a tutte le tesi". All'inizio dell'estate a Repubblica delle Idee Prodi avvertì che Salvini a forza di tirar dritto si sarebbe ben presto trovato in difficoltà nelle curve pericolose. "Era giugno e le curve sono arrivate prima del previsto. Nella mia esperienza quando uno sfrutta la cresta dell'onda e non ascolta più nessuno, la sbandata arriva presto. E colpisce tutti coloro che salgono troppo e troppo in fretta. Me lo fece capire mia madre che, quando arrivai a casa appena nominato ministro, mi disse: `Bravo. Ma adesso, caro ministro, porta via il pattume'". Le curve adesso toccano al governo Conte. Per cominciare, Di Maio avrà di fronte non solo il Pd, ma anche l'odiato Renzi. "Sì, ho letto tutti i conti possibili e immaginabili sulle maggioranze. Ma il punto è che questo governo può vivere a lungo solo se affronta i problemi, se decide e fa capire al Paese che vuole cambiare davvero l'Italia". Quali decisioni si aspetta? "Una sola, mi basta. Se si riduce drasticamente l'evasione fiscale allora ci si può dedicare alla scuola e alla sanità, si possono ridurre le ingiustizie, sveltire la burocrazia... tutto quello su cui riflette chi ama il Paese. Perché senza i mezzi per fare, si illude il Paese e l'Italia non guarirà mai". (segue) (Res)
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