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Migranti: ministro Interno tedesco, “vero pericolo” è rotta balcanica

Berlino, 20 set 2019 11:31 - (Agenzia Nova) - Il “vero pericolo per una nuova ondata disordinata di migranti” è la rotta balcanica, “a causa della condizioni in Grecia e Turchia”. È quanto affermato dal ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, durante una conferenza stampa tenuta presso il proprio dicastero nella giornata di ieri. Come riferito dal quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, Seehofer ha evidenziato che, “soltanto il 18 settembre scorso, nelle isole della Grecia sono giunti 791 profughi”. Il ministro dell'Interno ha quindi annunciato che, per affrontare la questione migratoria con le autorità di Atene e Ankara, si recherà in Grecia e Turchia a ottobre prossimo. In particolare, ha aggiunto Seehofer, “la Germania intende proporrà alla Grecia che funzionari dell'Ufficio federale per l'immigrazione e i rifugiati (Bamf) forniscano attività di consulenza sulle procedura di asilo, oltre ad assistenza nella registrazione dei profughi e nella preparazione dei campi di accoglienza per l'inverno”. Ad Ankara, il ministro dell'Interno tedesco intende chiedere “dove il governo turco non veda adempiuti gli obblighi dell'accordo” sulla gestione dell'immigrazione concluso dal paese con l'Ue nel 2016. Inoltre, Seehofer comunicherà alle autorità turche la disponibilità della Germanai a fornire assistenza alla polizia di frontiera.

Nei giorni scorsi Cipro e Grecia hanno reso noto di stare pianificando di chiedere una nuova politica migratoria all’interno dell’Unione europea dal momento che entrambi i paesi sono gravati da un “onere eccessivo”. Lo ha confermato il ministro dell’Interno cipriota, Constantinos Petrides, dopo avere ricevuto il vice ministro per la Protezione civile e responsabile per l’immigrazione della Grecia, Giorgos Koumoutsakos. Secondo quanto riferito dai media ciprioti, le due parti hanno concordato nel coordinare gli sforzi congiunti sulla questione in vista del Consiglio degli Affari interni Ue del prossimo 8 ottobre a Bruxelles. “È giunto il momento che i paesi in prima linea nel Mediterraneo orientale presentino le proprie priorità, dato l'enorme flusso di migrazioni irregolari nella regione", ha affermato Petrides sottolineando che la decisione è stata presa "in considerazione dell'incapacità finora dell'Ue di creare un quadro olistico per la politica di immigrazione".

La Germania si è detta pronta ad aiutare la Grecia nel contrasto all'aumento degli arrivi dei migranti sulle isole greche in sede europea e segue con attenzione la situazione. A confermarlo in precedenza il portavoce del governo tedesco, Martina Fietz, secondo quanto riportato dal quotidiano di Atene “Kathimerini”. Secondo Fietz, l'aumento dei migranti che arrivano nelle isole via mare "deve essere preso sul serio". Il portavoce dell’esecutivo ha sottolineato che gli ultimi arrivi sono significativamente inferiori rispetto al picco di flussi migratori registrato in Europa tra il 2015 e il 2016. Fietz ha assicurato che Berlino è pronta ad aiutare Atene sia all’interno dell’Unione europea che a livello bilaterale.

La Commissione europea si è detta "preoccupata" per i recenti arrivi a Lesbo, in Grecia. "Prendiamo nota con preoccupazione dei numerosi arrivi di migranti della settimana scorsa a Lesbo, in Grecia, che aggiungono pressione ad un sistema già messo alla prova. Il commissario Avramopoulos e i suoi servizi sono in diretto e regolare contatto con le autorità greche e turche, sia a livello politiche che tecnico. Continuiamo a lavorare con le autorità greche per migliorare la situazione sull'isola e siamo pronti a discutere e a sostenere le misure di emergenza aggiuntive annunciate dalle autorità greche nel fine settimana", ha detto la portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud.

"Ricordo che nei mesi e anni passati, la Commissione ha reso disponibili tutti i fondi necessari per riqualificare le infrastrutture e migliorare le condizioni di vita negli hotspot dell'isola e ha sostenuto le autorità greche e l'Unhcr nel trasferimento dei migranti vulnerabili nella terraferma. Prendiamo nota della decisione di trasferire sulla terraferma 1.500 persone e siamo pronti a sostenere le autorità greche in questo trasferimento", ha aggiunto. "L'Ue resta impegnata nella realizzazione della dichiarazione Ue-Turchia e confidiamo di continuare questo lavoro in buona fede con le autorità turche. Come ho detto, il commissario Avramopoulous è in contatto con le autorità turche", ha concluso.

In precedenza il rappresentante in Grecia dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr),Philippe Leclerc ha lanciato un appello affinché gli Stati membri dell’Unione europea accettino i richiedenti asilo che si trovano nei paesi di primo approdo, gravati dal peso dei flussi migratori. Un invito arrivato a seguito dei violenti scontri avvenuti tra i migranti presso il centro di accoglienza e di identificazione di Moria sull'isola dell'Egeo orientale di Lesbo. "Il sistema di accoglienza della Grecia è al limite. L’Unhcr ha ripetutamente sottolineato che paesi come la Grecia, situati alle frontiere esterne dell'Ue e che accettano il maggior numero di arrivi, hanno bisogno di solidarietà pratica da altri Stati europei", ha detto Leclerc al quotidiano di Atene “Kathimerini”, aggiungendo che ciò include il trasferimento dei richiedenti asilo, soprattutto minori non accompagnati. (Geb)
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