ONU-VENEZUELA
 
Onu-Venezuela: Bachelet su libertà a oppositore, ora fuori tutti prigionieri politici
 
 
Roma, 18 set 17:48 - (Agenzia Nova) - L'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni unite, Michelle Bachelet, ha salutato la liberazione del vicepresidente dell'Assemblea nazionale (An) del Venezuela, Edgar Zambrano, invitando Caracas al tempo stesso a procedere alla scarcerazione di tutti i prigionieri politici. Arrestato l'8 maggio con l'accusa di aver partecipato al fallito tentativo di sollevazione militare di fine aprile, Zambrano viene sottoposto da ieri a "misure cautelari alternative" al carcere, decisione adottata come parte di un accordo per il dialogo nazionale stretto a inizio settimana da governo e forze dell'opposizione considerate minori. "L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani saluta la liberazione, per quanto parziale, del vicepresidente dell'An, Edgard Zambrano. Michelle Bachelet sollecita le autorità del Venezuela a liberare il resto dei prigionieri politici", si legge nel profilo Twitter dell'ufficio onusiano.

L'ex presidente cileno ha più volte preso posizioni sulla situazione nel paese caraibico. La settimana scorsa Bachelet era tornata a denunciare presunti casi di esecuzioni extragiudiziali. Secondo dati dell’organizzazione non governativa Monitor de Víctimas nel solo mese di luglio sono stati registrati 57 nuovi casi di presunte esecuzioni attribuibili alle Forze di azione speciale venezuelane (Faes); casi che, denuncia l’alto commissario Onu, presentano le stesse modalità di esecuzione dei casi denunciati nel rapporto sul paese presentato a giugno, e che rivelano l’assenza di meccanismi efficaci per proteggere testimoni e famigliari delle vittime. “Il mio ufficio non ha ricevuto informazioni sull’adozione delle misure raccomandate per prevenire esecuzioni extragiudiziali, tra cui lo scioglimento delle Faes. Al contrario, queste hanno ricevuto sostegno ai più alti livelli del governo”, denuncia l’alto commissario Onu.

La scarcerazione di Zambrano, ha detto il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab,è stata disposta su richiesta della "Commissione per la verità, la giustizia, la pace e la tranquillità pubblica", gruppo di lavoro istituito presso l'Assemblea nazionale costituente (Anc), il parlamento controllato dalle forze vicine al governo. "Comunichiamo alla comunità nazionale e internazionale che la richiesta si è resa effettiva" e che si è così "avviato un processo di revisione di ciascuna delle cause" istruite presso la Commissione creata a "salvaguardia della giustizia e dei diritti umani". La nota della Commissione si chiude con un appello a "tutti i soggetti politici e sociali del Venezuela per continuare a procedere sulla strada del dialogo, la comprensione reciproca e la convivenza".

Rimesso in libertà nella tarda serata di martedì, Zambrano ha denunciato il fatto di essere stato arrestato "senza aver commesso nessun reato. Sono stato sequestrato e quasi annichilito umanamente da questo regime, per il solo fatto di pensare in modo differente", ha detto l'oppositore citato da "El Universal". "La Costituzione è stata assente durante i 135 giorni che sono rimasto dietro le sbarre", ha detto il vicepresidente dell'An parlando di una prigionia "igiusta e in violazione di ogni principio processuale". La "mia cattura è stata praticamente un sequestro. Sono stato catturato nel pieno della notte da persone che non si sono mai identificate, senza nessun ordine di arresto emanato da un tribunale della repubblica e in piena violazione delle mie garanzie e dei miei diritti politici".

Zambrano ha anche ripercorso le principali tappe della prigionia, a partire da un isolamento quasi 70 giorni. "Ho ricevuto la mia prima visita, il giorno 34, da parte di un gruppo di parlamentari e di mia moglie. Il giorno numero 70 si è presentato il pubblico ministero e il giorno numero 72 ho ricevuto quella visita degli avvocati che avrei dovuto avere sin dal mio ingresso in carcere". L'oppositore ha poi riferito di un incontro con i suoi familiari, il giorno 74 e di un successivo sciopero della fame di dieci giorni, "in compagnia del maggiore generale Miguel Rodriguez Torres". Zambrano ha quindi detto di "non soffrire della sindrome di Stoccolma: non ringrazio né i miei carcerieri, né nessuna pseudo opposizione", rimandando ai partiti minori che hanno riaperto quel dialogo col governo presentato come causa della liberazione. Una intesa che comunque Zambrano ha detto di non voler censurare, se "è creata per trovate meccanismi di soluzione" della crisi.

Nella giornata di oggi, ha proseguito Zambrano, dovrebbero essere scarcerate altre 58 persone, tra cui quattro uomini arrestati assieme a lui. E sempre per oggi, ha aggiunto, i suoi difensori "convocheranno una conferenza stampa per riferire della parte giuridica". Secondo quanto riferisce la testata "Union Radio", uno dei legali, Francisco Banchs, si presenterà oggi presso la Corte suprema (Tribunal supremo de justicia, Tsj), per sapere in cosa consistono le "misure cautelari" dispote a carico del suo assistito. "Siamo stati al tribunale e non ci hanno indicato nessuna informazione al riguardo", ha segnalato. Entro sera Zambrano si vedrà anche con il presidente dell'An e leader dell'opposizione, Juan Guaidò, per "fare una valutazione dei fatti che si sono svolti nel paese". (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..