GRECIA
 
Grecia: attesa oggi decisione parlamento su inchiesta per gestione caso Novartis
 
 
Atene, 18 set 2019 08:24 - (Agenzia Nova) - Il parlamento di Atene annuncerà oggi di aver ricevuto dalla Corte suprema il fascicolo dell'inchiesta sulla gestione del caso Novartis. L’organismo monocamerale dovrebbe decidere se sostenere l’istituzione di una commissione d’inchiesta speciale o altre modalità per verificare se esponenti del governo precedente, incluso l'ex vice ministro della Giustizia Dimitris Papangelopoulos, siano intervenuti sullo svolgimento delle indagini sul caso di presunte tangenti elargite dalla compagnia farmaceutica svizzera al fine di fare incriminare i “rivali politici”. Lo riferisce il quotidiano di Atene “Kathimerini”, secondo cui anche l'ex premier Alexis Tsipras è accusato di essere stato a conoscenza di questo “intervento”. Nel frattempo, l'ex ministro socialista Andreas Loverdos ha intentato una causa contro il procuratore capo anticorruzione della Corte suprema Eleni Touloupaki e due funzionari giudiziari per il modo in cui hanno gestito le accuse di testimoni anonimi. Nell’indagine principale Loverdos, insieme ad altri nove tra ex premier e ministri, avrebbero accettato tangenti dalla Novartis per gonfiare i prezzi di mercato. Intanto oggi il procuratore capo anticorruzione, Eleni Touloupaki, è stata sentita come testimone dal procuratore Spyros Pappas, nell’ambito dell'inchiesta sulla gestione dell’indagine giudiziaria sul presunto caso di tangenti. Touloupaki ha affermato in precedenza di essere stata ostacolata nelle indagini dal procuratore aggiunto della Corte suprema Ioannis Angelis.

Lo scorso 13 settembre, l'ufficio del pubblico ministero della Corte suprema greca ha avviato un procedimento per inviare il fascicolo sul caso Novartis al parlamento di Atene. Il fascicolo è stato trasmesso al ministero della Giustizia dopo che testimoni hanno indicato esponenti politici che sarebbero intervenuti nelle indagini sulla società. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa “Ana-Mpa”, il vice procuratore della Corte suprema, Evangelos Zacharis, che sta indagando sul caso, ha inviato il fascicolo direttamente al ministero della Giustizia, che dovrà inoltrare il caso al parlamento nei prossimi giorni. Successivamente, Zacharis e insieme al collega Lambros Sofoulakis continueranno le loro indagini preliminari sulle figure non politiche coinvolte nel caso. Secondo la testata, tra coloro a cui verrà chiesto di testimoniare anche il governatore della Banca nazionale di Grecia Yiannis Stournaras, che in passato aveva fatto causa ai pubblici ministeri per corruzione per aver incluso il suo nome nelle indagini sulle presunte tangenti che la compagnia svizzera avrebbe pagato a politici negli anni per alzare i prezzi dei farmaci.

Nei giorni scorsi, il commissario europeo all'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, è comparso davanti all'ufficio dei pm della Corte suprema di Atene per testimoniare e chiarire quanto da lui dichiarato rispetto all’inchiesta sul cosiddetto caso Novartis, il presunto scandalo di tangenti che sarebbero state pagate dalla compagnia svizzera a politici greci. Il vice procuratore della Corte suprema ellenica, Evangelos Zacharis, sta verificando quanto sostenuto da Avramopoulos, nonché dall'ex premier conservatore Antonis Samaras e dall'ex ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, che hanno intrapreso un'azione legale contro testimoni sotto protezione legati all’inchiesta e magistrati. Sono stati i testimoni, sotto anonimato, a dare forza all’impianto accusatorio della procura nei confronti dei dieci esponenti politici coinvolti nel caso giudiziario: tra questi per l’appunto Avramopoulos Samaras e Venizelos. Nel frattempo è in corso un'altra indagine sulle affermazioni di Ioannis Angelis, un altro procuratore della Corte suprema, secondo cui l'inchiesta iniziale sul presunto scandalo per corruzione che coinvolge la società farmaceutica sarebbe stata “mal gestita” e indebolita dagli interventi di un "politico anonimo".

Il parlamento greco ha votato lo scorso maggio contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di dieci ex ministri e primi ministri coinvolti nel caso delle presunte tangenti pagate dalla compagnia farmaceutica svizzera Novartis. Secondo quanto riportato allora dal quotidiano “Ekathimerini”, contro l’autorizzazione a procedere hanno votato 168 deputati su 172, mentre il principale partito di opposizione, la Nuova Democrazia, si è astenuto dal voto. Parlando nel corso della seduta, l’ex premier Antonio Samaras – tra gli indagati nell’inchiesta – ha attaccato i deputati sostenendo che “il vicolo cieco in cui avete condotto il paese è così buio che avete bisogno di vittime sacrificali da insultare in modo da distogliere l'attenzione dell’opinione pubblica dai vostri tristi fallimenti”. “Queste calunnie non provate hanno creato un ambiente malato secondo cui per i politici non devono essere applicate le regole, a scapito dell'onore e della dignità di coloro che vengono calunniati e, peggio ancora, a scapito della giustizia e della democrazia”, ha dichiarato dal canto suo l’ex ministro e attuale governatore della Banca centrale greca, Yannis Stournaras.

A sollecitare l’apertura di un’inchiesta parlamentare era stato l'ex primo ministro Alexis Tsipras, tuttavia ad aprile scorso il comitato investigativo composto in maggioranza da deputati del partito di governo Syriza ha successivamente stabilito che il ramo legislativo non fosse competente. Secondo quanto prevede la Costituzione greca, il parlamento è l'unica istituzione che può consentire di revocare l’immunità di deputati e membri del governo e consentire così alle autorità giudiziarie di indagare su di loro. L'indagine della procura di Atene riguarda un presunto giro di tangenti elargite tra il 2006 e il 2015 dalla compagnia farmaceutica per aver un accesso facilitato al mercato greco. Oltre ai dieci esponenti politici, l’inchiesta coinvolge anche medici e pubblici ufficiali che avrebbero concorso, in cambio delle tangenti, a gonfiare i prezzi del mercato farmaceutico, in favore della svizzera Novartis. La Camera è stata chiamata a votare separatamente sui singoli casi: gli ex premier Antonis Samaras e Panayiotis Pikrammenos, gli ex ministri Evangelos Venizelos, Adonis Georgiadis, Giorgos Koutroumanis, Andreas Loverdos, Andreas Lykourentzos, Marios Salmas e Yannis Stournaras, attuale governatore della Banca centrale di Atene. Tra i nomi cui si attendeva il voto dell'aula sull'autorizzazione a procedere, anche quello dell'attuale commissario Ue all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos. (Gra)
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