SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Giappone, nessun reattore nucleare verrà riavviato quest’anno
 
 
Tokyo, 23 ago 14:00 - (Agenzia Nova) - Nessuno dei sei reattori nucleari che hanno ottenuto l’autorizzazione per il riavvio dalle autorità giapponesi verrà effettivamente rimesso in servizio nel corso del 2019, a causa dell’opposizione delle comunità e delle autorità locali, dei ritardi nell’attuazione delle misure di sicurezza aggiuntive, delle battute d’arresto nella definizione della politica energetica nazionale e di altri ostacoli. Lo riferisce il quotidiano “Nikkei”, secondo cui quattro dei sette reattori nucleari riattivati dopo il disastro di Fukushima del 2011 rischiano di essere nuovamente spenti l’anno prossimo, a causa dei ritardi nell’adozione delle nuove misure anti-terrorismo definite dai regolatori nazionali. L’esistenza di decine di reattori inattivi a otto anni dal disastro di Fukushima impedisce al Giappone di definire con chiarezza una traiettoria di lungo termine per il comparto nucleare nazionale, aderendo al contempo ai nuovi e stringenti standard di sicurezza. I ritardi pongono anche in discussione l’ambizione del governo del premier Shinzo Abe di assegnare al nucleare dal 20 al 22 per cento del mix energetico nazionale entro marzo 2031: un obiettivo che richiederebbe la messa in funzione nel paese di almeno 30 reattori. Tokyo Electric Poer Co. Holding (Tepco) ha avviato colloqui con un’altra utility energetica del Giappone, Chubu Electric Power, e con le aziende Toshiba e Hitachi, per il lancio di una joint venture tesa a rilanciare il progetto di una nuova centrale nucleare nel nord del Giappone. Lo riferiscono fonti aziendali anonime citate dal quotidiano “Nikkei”. La nuova società costruirebbe, opererebbe e manterrebbe una nuova centrale nucleare a Higashidori, oltre a gestire i contatti con le autorità e le comunità locali. L’avvio dei lavori è previsto non prima del prossimo anno. La proposta, prima nel suo genere in Giappone, segnerebbe i primi risultati concreti dei colloqui esplorativi per un partenariato a quattro sul nucleare, intrapresi dalle quattro aziende circa un anno fa. Il ricorso a una joint venture consentirebbe di condividere i rischi insiti nel progetto di una nuova centrale nucleare,legati anche all’esplosione dei costi per la sicurezza connessi alle nuove norme varate dopo il disastro di Fukushima. (Git)
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