SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Libia, Catalano (Maeci), dall’Italia “massimo impegno” per sostenere la stabilità
 
 
Roma, 16 set 16:15 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano assicura il “massimo sostegno” per accompagnare la Libia nel “lungo e difficile percorso della ricerca di una stabilità permanente e duratura”. Lo ha detto oggi il consigliere Andrea Catalano, capo ufficio Maghreb alla direzione generale Affari politici e sicurezza del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), al primo incontro tra il dipartimento delle Antichità del Governo di accordo nazionale libico e i rappresentanti delle missioni archeologiche italiane in Libia. La Farnesina è favorevole a sostenere l’impegno delle missioni archeologiche italiane in Libia, “ma è chiaro che per poter intervenire in maniera più concreta ed efficace è necessario un contesto operativo confacente alla presenza dei nostri operatori sul terreno”, ha spiegato Catalano. “Le missioni archeologiche sono un simbolo della comunità e dell’amicizia tra Italia e Libia”, ha detto il diplomatico italiano, ricordando la storia pluridecennale degli archeologi italiani in Libia. L’evento di oggi, organizzato nella sede dell’Accademia libica a Roma, “può consentire uno scambio operativo tra le missioni e il dipartimento di archeologia per ragionare su come definire un programma di interventi nel breve e medio termine, per poter continuare ad aiutare a tutelare il patrimonio libico che risale alla preistoria e che attraversa l’intera storia fino ad oggi”, ha detto ancora Catalano. L’Italia, ha aggiunto il diplomatico, “è stata presente e continua ad essere presente con l’unica ambasciata occidentale nel paese”, confermando “il pieno impegno del governo, come dimostrato dalla Conferenza di Palermo dello scorso novembre, per continuare a sostenere e accompagnare la Libia a in questo lungo e difficile percorso della ricerca di una stabilità permanente e duratura”. In queste settimane e mesi, ha concluso Catalano, l’Italia non ha mai cessato di “cercare di favore un dialogo che porti alla cessazione delle ostilità a una ripresa di un processo politico a guida Onu che possa finalmente portare nell’interesse di tutti i cittadini libici alla pace e alla stabilità del paese”. (Asc)
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