LIBIA
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Libia: Catalano (Maeci), dall’Italia “massimo impegno” per sostenere la stabilità (3)
 
 
Roma, 16 set 12:39 - (Agenzia Nova) - La situazione di sicurezza in Libia non consente alle missioni italiane di operare sul terreno. Dal 2014 archeologi e restauratori possono andare in Libia a titolo personale, ma non con un gruppo di lavoro. Ai danneggiamenti degli scontri armati si aggiungono l’incuria e la mancanza di manutenzione, dovuti all’assenza di missioni archeologiche, soprattutto quelle italiane. Un delegato ha confidato ad “Agenzia Nova” che i libici stanno esercitando pressioni per consentire il ritorno delle missioni italiane, ma lo scenario è molto complicato: “Loro spingono per farci andare, ma la situazione è difficile. E’ troppo rischioso”. Un altro problema riguarda la mancanza di coordinamento tra l’est e l’ovest del paese: per andare in Cirenaica, ad esempio, bisogna passare per forza dall’Egitto. Alcune attività vengono svolte “da remoto”, ma il ministero dell’Economia che finanzia le missioni all’estero ha ridotto gli stanziamenti. (Asc)
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