ENERGIA
 
Energia: governo argentino aumenta sussidi a produzione petrolio dopo congelamento prezzi benzine
 
 
Buenos Aires, 16 set 2019 23:57 - (Agenzia Nova) - Il governo argentino di Mauricio Macri ha disposto oggi, 16 settembre, l'erogazione di sussidi straordinari di compensazione per circa trenta milioni di dollari alla produzione di petrolio e di biodiesel. La decisione, concretizzata attraverso un decreto emesso oggi dal ministero dell'Energia, punta a risarcire i produttori di petrolio per il congelamento dei prezzi delle benzine decretato dal governo dopo la forte svalutazione del 25 per cento del mese di agosto che rischiava di ripercuotersi fortemente sui prezzi al consumatore. L'iniziativa del governo, che porta l'ammontare complessivo delle erogazioni al settore a oltre 1,2 miliardi di dollari, rischia tuttavia di rivelarsi insufficiente per l'improvviso aumento di circa il 13 per cento del prezzo internazionale del petrolio a causa dell'attacco sofferto dalle installazioni petrolifere saudite. "Chiaramente quello che è successo oggi è molto dannoso e ci costringe a vedere come evolve il prezzo internazionale del petrolio nel corso della settimana", ha dichiarato il ministro dei Trasporti argentino Guillermo Dietrich.

La presentazione delle misure in materia di energia avviene nel contesto di una severa crisi finanziaria del paese e di incertezza politica legata al risultato delle primarie dell'11 agosto, dove il candidato dell'opposizione, il peronista Alberto Fernandez, si è imposto con un ampio margine. La forte volatilità scatenatasi infatti dopo la tornata elettorale del mese scorso è sfociata tra le altre cose in una svalutazione della moneta di oltre il 25 per cento e nell'impennata del differenziale misurato con i titoli del Tesoro statunitense, passato da 800 ad oltre 2500 punti. Il crollo della moneta ha obbligato il governo a varare un pacchetto di misure eccezionali per attenuare l'impatto dell'inflazione sui salari e ha portato alla rinuncia del ministro delle Finanze, Nicolas Dujovne, sostituito da Hernan Lacunza.

Nel pacchetto anticrisi voluto dal presidente Macri oltre al taglio dell'Iva sui prodotti del paniere di base - pane, latte, pasta, zucchero -, figura appunto il congelamento del prezzo dei carburanti fino a dicembre. Una decisione, quest'ultima, non del tutto incassata dai principali attori del comparto, alcuni dei quali hanno effettuato ricorsi alla giustizia contro il decreto. La lista di misure comprende anche l'aumento del salario minimo (attualmente a 200 euro circa), un bonus straordinario di 80 euro a fine mese per gli impiegati pubblici, l'aumento del minimo non imponibile della tassa sul reddito a 1100 euro circa, la moratoria con il fisco per le piccole e medie imprese. Il costo fiscale di queste misure è stato stimato attorno ai 600 milioni di euro (al cambio corrente). Il ministro della Produzione, Dante Sica, ha nelle ultime ore detto che il governo potrebbe entro la fine del mese varare altre iniziative.

Nel pacchetto anticrisi il governo ha incluso inoltre successivamente un decreto con il quale fissa un limite alle possibilità di acquisto di divisa straniera a persone fisiche ed imprese e con il quale obbliga gli esportatori a liquidare il frutto delle vendite su estero. Obiettivo del decreto è quello di "assicurare", attraverso misure definite come "straordinarie", il "normale funzionamento dell'economia" e creare "un contesto di sostenibilità del debito pubblico". Lo stesso ministro Lacunza, ha dichiarato in un'intervista televisiva che "non sono misure tipiche di un paese normale ed è scomodo per noi adottarle, ma se non lo facciamo e la moneta si svaluta ulteriormente le conseguenze saranno peggiori in quanto aumenteranno l'inflazione, la povertà e l'iniquità", ha spiegato.

Il quadro finanziario pubblico in rapido peggioramento ha spinto inoltre Buenos Aires a chiedere al Fondo monetario internazionale (Fmi) di riprogrammare le scadenze del credito Stand By da 57,1 miliardi di dollari. Un invito che l'organismo multilaterale si è riservato di valutare. "Riguardo all'operazione sul debito annunciata dalle autorità argentine il personale del Fmi si riserva di analizzare e valutare il loro impatto", si legge in una nota ufficiale a nome del portavoce dell'organismo di credito multilaterale, Gerry Rice. "Lo staff del Fondo monetario comprende che le autorità argentine hanno intrapreso questo passo importante per fare fronte alla necessità di liquidità e per salvaguardare le riserve", prosegue il comunicato emesso subito dopo la conferenza del ministro Lacunza. (Abu)
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