HONG KONG
 
Hong Kong: capo esecutivo Lam, supereremo difficoltà attraverso il dialogo
 
 
Hong Kong, 17 set 2019 05:37 - (Agenzia Nova) - Hong Kong supererà sicuramente le attuali difficoltà dopo che il governo della regione avrà raggiunto un dialogo sincero con le comunità, con la comprensione della società e il sostegno del governo centrale. Lo ha dichiarato ieri il capo esecutivo della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, Carrie Lam, intervenuta a un ricevimento tenuto dall'Associazione degli importatori e degli esportatori cinesi di Hong Kong in occasione del 70mo anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Lam ha affermato che Hong Kong affronta sfide di origine interna ed esterna. "Il governo della città ha annunciato un nuovo sostegno finanziario per le piccole e medie imprese (Pmi) per aiutarle a respingere i rischi economici al ribasso, compresa una più ampia copertura della garanzia sui prestiti e più sussidi a due fondi per le Pmi", ha detto Lam. Il leader ha spiegato che le importazioni e le esportazioni di Hong Kong, i settori dei trasporti e della logistica e le industrie connesse sono sotto pressione a causa dell'attrito commerciale tra Cina e Stati Uniti.

"L'escalation della violenza negli ultimi mesi ha ulteriormente attenuato le prospettive economiche e ha comportato maggiori rischi di ribasso economico, poiché i disordini prolungati hanno avuto un impatto negativo sull'economia e sul sostentamento delle persone, in particolare sul commercio estero, sul turismo e sui settori al dettaglio", ha affermato Lam. "Il governo di Hong Kong è molto preoccupato per la pressione sulle Pmi e sul pubblico in un contesto economico debole", ha aggiunto la leader della città. Dopo oltre 40 anni di riforme e apertura, il paese ha compiuto grandi progressi nello sviluppo economico e sociale e nel miglioramento del sostentamento delle persone, ha osservato Lam, aggiungendo che Hong Kong ha sempre avuto un ruolo nel collegare la terraferma con altri paesi del mondo.

Dal ritorno di Hong Kong alla madrepatria, la regione è stata ampiamente supportata dal governo centrale, e Hong Kong continuerà a cogliere l'opportunità di partecipare attivamente alla promozione della Grande baia di Guangdong-Hong Kong-Macao e alla Belt and Road Initiative (Bri, Nuova via della seta). "Integrandosi nello sviluppo della Grande baia, Hong Kong rafforzerà il suo ruolo di hub commerciale globale e centro internazionale di gestione di attività e rischi, e migliorerà ulteriormente il suo status di centro finanziario internazionale sviluppando servizi riguardanti la scienza innovativa e il diritto internazionale e risoluzione delle controversie", ha detto Lam.

Le attività commerciali e le stazioni della metropolitana di Hong Kong hanno riaperto regolarmente ieri mattina, dopo un altro fine settimana segnato da scontri violenti tra manifestanti anti-governativi e forze dell'ordine. Migliaia di manifestanti – molti vestiti di nero e dal volto coperto – hanno ingaggiato una guerriglia con gli agenti di polizia, che hanno fatto uso di gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua. I manifestanti hanno gettato molotov contro le sedi di alcune agenzie governative. La Polizia ha diffuso un comunicato ieri mattina, lunedì 16 settembre, esprimendo una "severa condanna" delle proteste di ieri: stando al comunicato, le violenze sono state innescate dall'attacco di 20 "manifestanti radicali" contro due funzionari delle forze dell'ordine.

Le autorità hanno arrestato nei giorni scorsi 125 uomini e 32 donne di età compresa tra 14 e 63 anni. I loro reati includono danni penali, possesso di armi offensive, aggressione alla polizia, disprezzo della corte e assemblee illegali. Sei di loro sono stati formalmente incriminati e sono comparsi in tribunale. Il vicecapo dei vigili del fuoco Chan Derek Armstrong ha dichiarato che il suo dipartimento ha ricevuto 23 segnalazioni di incendi relative alle riunioni pubbliche da venerdì a domenica, compreso il rogo provocato dai manifestanti vicino all'uscita della stazione centrale della Mtr di domenica. Armstrong ha sottolineato che l'attitudine all'incendio doloso sta diventando un problema sempre più grave a Hong Kong e ha espresso la condanna del Dipartimento dei vigili del fuoco degli atti che hanno gravemente compromesso la sicurezza pubblica e le proprietà.

Migliaia di manifestanti hanno marciato domenica 8 settembre in direzione del consolato statunitense della città intonando l'inno nazionale Usa, per chiedere il sostegno dell'amministrazione del presidente Donald Trump nella lotta che da tre mesi li contrappone alle autorità locali."Presidente Trump, liberi Hong Kong", si legge negli striscioni portati dai manifestanti, che sono partiti dal parco pubblico di Chater Garden nel quartiere affaristico di Hong Kong e si stanno dirigendo verso il centro finanziario asiatico. Alcuni intonano l'inno statunitense. Secondo quanto riferito dal quotidiano "The Straits Times", nella lettera il gruppo ha chiesto che il Congresso degli Stati Uniti proponga un "Hong Kong Human Rights and Democracy Act 2019". Le proteste pro democrazia proseguono nonostante i tentativi del governo di Hong Kong di disinnescare la crisi ritirando mercoledì la controversa legge sulle estradizioni in Cina, una delle cinque richieste ufficiali avanzate dal movimento di protesta.

Il vicepresidente cinese Wang Qishan, stretto collaboratore del presidente Xi Jinping ed ex esecutore della sua campagna anti-corruzione, avrebbe giocato un ruolo di primo piano nei recenti sviluppi ad Hong Kong. Wang ha visitato la provincia cinese meridionale di Guangdong dal 29 al 31 agosto scorsi. Ufficialmente, il vicepresidente era impegnato in una serie di ispezioni legate alla protezione degli asset culturali, un impegno che in pochi credono possa aver impiegato tre giorni. In passato, Wang è stato al centro delle iniziative per il contenimento di altre crisi, come quella finanziaria del 1997, quando il vicepresidente sovrintendette al processo di bancarotta controllata dell'istituto statale Guangdong International Trust and Investment Corp. Quando il virus Sars si propagò a Pechino nel 2003, Wang venne nominato sindaco della città per coordinare le misure di contenimento.

La gestione di queste ed altre crisi gli sono valse il soprannome di "pompiere capo". Secondo il quotidiano "Nikkei", Xi avrebbe mobilitato Wang per contenere la crisi di Hong Kong entro il 13 settembre, data del festival di metà autunno, come anticipato da un messaggio alla diaspora cinese presumibilmente proveniente da Pechino. Ci sarebbe Wang dietro l'annuncio da parte del capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, sul ritiro formale del disegno di legge sulle estradizioni: una decisione che a detta della stessa Lam è condivisa da Pechino. La richiesta di archiviare il disegno di legge sulle estradizioni, che ha innescato le proteste in corso ad Hong Kong dallo scorso giugno, deve essere giunta dagli anziani del Partito comunista riunitisi il mese scorso a Beidaihe, e potrebbe costituire l'ultimo tentativo di Pechino di risolvere la crisi senza ricorrere alla forza, in vista delle grandi celebrazioni per il 70mo anniversario della Repubblica Popolare Cinese.

La posizione del capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, appare sempre più precaria, dopo tre mesi di proteste anti-governative di massa culminate, nei giorni scorsi, in segnali di vulnerabilità inattesi da parte dell'ad, che paiono preludere ad un temuto intervento diretto di Pechino nella crisi. Mercoledì 4 settembre Lam ha formalmente annunciato il ritiro del disegno di legge sulle estradizioni che aveva innescato le proteste all'inizio di giugno. La leader di Hong Kong ha ceduto così ad una delle richieste dei manifestanti, all'indomani di una conferenza stampa in cui si era vista costretta a rendere conto di una sua recente conversazione privata con imprenditori, il cui audio è stato poi divulgato, in cui confessava la volontà di dimettersi. Martedì Lam ha affermato con decisione di non aver mai offerto a Pechino le proprie dimissioni, ed ha negato che il governo cinese abbia esercitato pressioni ai suoi danni affinché mantenga l'incarico nel volatile contesto dei disordini in corso da circa tre mesi presso l'ex colonia britannica. (Cip)
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